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1° MeetUp "Sport e Oratorio": un centinaio i partecipanti al convegno

Il “don” e gli allenatori: insieme per vincere la sfida educativa

La scuola dirigenti sportivi ha ufficialmente aperto le porte. Sabato 21 e domenica 22 gennaio, presso il Centro Pastorale Ambrosiano di Seveso, si è svolto il primo Meetup dal tema “Sport e Oratorio”.

Hanno partecipato circa cento persone tra allenatori, presidenti, dirigenti e preti delle nostre società sportive. Un’adesione molto soddisfacente per il convegno di sabato mattina dal titolo: Il “don” e gli allenatori: come vincere insieme la sfida educativa. Presenti al Meetup anche alcuni consiglieri provinciali: Franco Stucchi, Alessandro Raimondi, Paolo Pampuri, Gianluca Meneghini, Fabio Pini, Giacomo Crippa, Ennio Dioli, Eligio Maestri, Claudia Giarratano e il vicepresidente regionale Giuseppe Valori.

La mattinata è iniziata con il saluto e il ringraziamento di Franco Stucchi, vicepresidente del CSI Milano, e di Alessandro Raimondi, consigliere provinciale con delega alla pastorale e sport che ha introdotto e dato il benvenuto a Mons. Pierantonio Tremolada e don Samuele Marelli.

Il Vescovo ausiliare ha sottolineato che non bisogna mai dimenticarsi di metterci al servizio del grande desidero di vivere con gioia che hanno i nostri ragazzi. “Lo sport è la cura, e chi si fa carico di questo compito è definito un educatore” ha affermato Mons. Tremolada. Durante il suo intervento ha spiegato quali sono i tre passi fondamentali che rendono lo sport educativo: passione, impegno e buone relazioni. Solo coniugando questi elementi lo sport diventa una bella esperienza da vivere e l’oratorio offre un orizzonte a tutto questo, diventando la casa che accoglie “la casa dello sport”.

Sabato è iniziata la settimana dell’educazione, ha ricordato don Samuele all’inizio del suo intervento, evidenziando che il tema del convegno era il modo migliore per dare il via a questa iniziativa. Il nostro consulente ecclesiastico ha espresso in modo molto concreto e chiaro quali sono le azioni che permettono di vincere insieme la sfida educativa. È necessario che ci sia un confronto reciproco tra don e allenatori, partendo da un orizzonte comune. La maturità umana, la passione educativa (non solo sportiva) e l’appartenenza ecclesiale, sono caratteristiche fondamentali che devono essere supportate da formazione pedagogica e pastorale, attenzione educativa, desiderio di mettersi in gioco, buone relazioni personali e soprattutto conoscenza della comunità.

Dopo le relazioni di Mons. Temolada e don Samuele, è stato offerto largo spazio alle testimonianze e alle osservazione delle società sportive e dei preti presenti in sala. Un dibattito molto interessante e costruttivo che ha messo a fuoco i problemi concreti delle realtà oratoriane, ma anche le situazioni positive che molte società vivono quotidianamente.

L’incontro si è concluso con un appuntamento al prossimo anno, nella speranza di continuare a percorrere per mano questa strada verso l’obiettivo comune dell’educazione dei ragazzi.


Mons. Tremolada: “Oggi qui ho visto il desiderio di agire insieme e di avere una corresponsabilità educativa.  Allenatori e dirigenti devono sentirsi accolti e incoraggiati per iniziare insieme un cammino. Proporre occasione di incontro e di confronto come questa, offre speranza alle fatiche. Sono felice di sapere che esistono associazioni come il Csi e ciascuno di voi contribuisce a tenerle in vita.”

Don Samuele: “Non possiamo fare l’impossibile, ma faremo tutto il possibile che riusciamo. Gratitudine, responsabilità e consapevolezza sono importanti per vincere insieme la sfida educativa. Propongo di togliere un allenamento ogni tanto per riunire don e allenatori, un allenamento in più non cambia la vita, ma un confronto può farlo.”

Franco Stucchi: “Un buon dirigente non può che mettersi sempre al servizio, anche insieme al don per il servizio educativo. Ringrazio il consiglio, la presidenza provinciale, la Fom e tutti voi per aver reso possibile questo confronto”.

Alessandro Raimondi: “Siamo felici di aver riproposto quest’iniziativa dopo tanti anni. Riteniamo fondamentale continuare a mantenere vivo il confronto tra preti e società sportive.”

Don Andrea (Precotto): “Nella nostra comunità ci sono diversi momenti di condivisione. Avere una società sportiva in oratorio è un’opportunità per fa crescere la comunità ecclesiale.”

Fabio Stragiotto (Presidente USSB): “Chiedo di andare oltre a questa relazione a pochi, allarghiamo lo sguardo all’intera comunità e facciamoci conoscere”.


Domenica mattina, invece, il consulente ecclesiastico nazionale, don Alessio Albertini, ha approfondito il tema del gruppo sportivo e comunità educante in oratorio. Papa Francesco, durante il settantesimo anniversario della nostra associazione in Piazza San Pietro, ha detto: “Se non c’è un gruppo sportivo in Parrocchia, manca qualcosa. Ma questo gruppo sportivo dev’essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana, se non è coerente è meglio che non ci sia!”. Con queste parole è iniziata la riflessione sul rapporto tra sport e oratorio e in che modo partire per un cammino insieme. Tra dibattito e riflessioni, è stata fatta una fotografia dello sport in parrocchia oggi, di quale relazione esiste con la comunità parrocchiale e delle difficoltà che si presentano nell’affrontare insieme un progetto sportivo, educativo e pastorale.

La difficoltà principale è il tempo, non lo spazio. Dare priorità al tempo significa occuparsi di avviare processi e di costruire rapporti di fiducia reciproca.  “L’attività sportiva deve diventare pastorale se vuole divenire ‘casa’ in oratorio”, ha affermato don Alessio. La società sportiva per divenire comunità pastorale deve essere poliedrica, ovvero composta da persone diverse tra loro. Solo conoscendo e apprezzando le diverse peculiarità di ciascuno si può diventare una vera comunità pastorale. L’azione ecclesiale di ogni parrocchia è rivolta all’uomo, ad ogni uomo e quindi anche agli sportivi.

 

GUARDA I VIDEO DEL 1° MEETUP SPORT e ORATORIO

Il "don" e gli allenatori - 1° parte 

Il "don" e gli allenatori - 2° parte

 

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