CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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La partita più bella dell'estate 2017

4 le missioni in cui questa estate hanno operato i volontari di Csi x il Mondo

Qual è la formazione sicura per vincere una partita?

CSI per il Mondo quest’estate ha schierato 35 volontari, tra i 18 e i 50 anni, provenienti da tutta Italia che hanno deciso di vivere un’esperienza di quelle toste, che si ricordano per tutta la vita. Due divise, uno zaino, la giusta competenza sportiva, tanti palloni, pochi altri materiali ma tanta grinta e spirito di adattamento: sono bastati questi elementi per rendere la loro estate indimenticabile.

4 missioni, 3 continenti, valigie partite piene di sogni e tornate a casa arricchite di esperienze: CSI per il Mondo ha regalato anche quest’anno emozioni, dimostrando quanto lo sport possa essere strumento di educazione e crescita, anche in quei Paesi dove la speranza di un futuro sembra essere affievolita.

Ripercorriamo, allora, gli highlights di questa estate:

 

 

REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO – dal 29 giugno al 20 luglio

La realtà congolese non è nuova a CSI per il Mondo, l’anno scorso, infatti, aveva già accolto alcuni volontari provenienti dal Comitato CSI della Vallecamonica. Quest’anno i 6 volontari hanno trascorso due settimane nel villaggio di Panzi, nei pressi della città di Bukavu, ospitati dai Padri Saveriani, dove si svolgeva la Colonie de Vacance, l’oratorio estivo locale, alla quale i volontari hanno partecipato organizzando tornei sportivi e giochi propedeutici. Il campo parrocchiale presso il quale si svolgeva l’attività era un terreno poco ampio e polveroso; le giornate venivano scaglionate con attività suddivise per fasce d’età al mattino, per un totale di circa 1500 bambini tra i 5 e 16 anni, mentre al pomeriggio si svolgevano corsi di formazione sullo sport e animazione per i ragazzi più grandi. La grande novità della missione sono state le Olimpiadi, organizzate dai Volontari nella seconda settimana, che hanno visto intere giornate di gare, concluse con le finali e relative premiazioni, la domenica successiva, dopo la messa, in un tripudio di colori e canti di gioia. Negli ultimi giorni di missione i volontari sono partiti per Goma, dove hanno trascorso un paio di giorni, ospitati sempre dai Padri Saveriani e accolti da quasi 3000 bambini per cui hanno organizzato diversi giochi e salutato in una festa finale ricca di animazione con canti e balli africani.

Una delle parti più emozionanti della missione in Congo è stata la formazione fatta agli animatori locali.

“Noi come facciamo a far giocare i bambini se non conosciamo giochi?”
Ci ha chiesto uno di loro.

È stato un onore, nonché un gran divertimento, insegnar loro e farli cimentare per la prima volta nella loro vita in giochi per noi così naturali, per loro tanto eccezionali da poter essere proposti tutto l’anno ai bambini.”

Elisa Fuggiano

 

CAMERUN – dal 23 luglio al 12 agosto

La missione in Camerun è stata quella con il programma più fitto di attività e spostamenti e le condizioni di clima e alloggio più precarie. Tutte le attività sono state gestite in collaborazione con il CSC (Centro Sportivo Camerunense) nella figura di Francis Kammogne (partner locale di COE - Centro Orientamento Educativo con sede a Barzio - LC) e alcune di esse svolte in collaborazione con InterCampus. La missione è partita dal quartiere più povero e periferico della capitale Yaoundè, nella quale i volontari hanno svolto, aiutati da circa 20 animatori camerunesi, tornei sportivi articolati nel corso della settimana, per circa 300 bambini dai 6 ai 15 anni. L’attività si è poi spostata a Baham, in una parrocchia, presso la quale i volontari hanno fatto attività con circa 100 bambini suddivisi in due gruppi: giochi propedeutici allo sport, con esercizi di movimento, coordinazione e animazione, per i più piccoli, mentre i più grandi seguivano allenamenti di calcio e sperimentavano sport diversi ogni giorno. Momento clou della missione Camerunense sono state le Olimpiadi per detenuti che si sono svolte nel carcere di Baham. Circa 300 detenuti, hanno partecipato in prima persona all’organizzazione dell’evento, si sono sfidati in gare sportive e culturali, in un’atmosfera di festa, i vincitori si sono aggiudicati numerosi premi donati dal CSI.

Infine, a pochi giorni dal rientro in Italia, i volontari si sono spostati nel villaggio di Kon-Yambetta, tappa storica e consolidata per la missione camerunense di CSI per il Mondo.

 

Pare impossibile che questo cortile angusto possa essere utilizzato per attività sportive, ma qui lo sport è sinonimo di libertà
e allora nessuno si accorge che manca persino l’aria per respirare.”

Sofia Regini

 

ALBANIA – dal 29 luglio al 13 agosto

Le due settimane di missione in Albania hanno visto i 4 volontari coinvolti su due fronti: nella prima settimana hanno svolto attività mattutine con i bambini del Centro delle Suore Francescane di Scutari e pomeridiane con i bambini del villaggio di Prekal, per un totale di 200 bambini dai 3 ai 16 anni.

Durante la seconda settimana, invece, vi è stata l’unione con i volontari dell’associazione Mendoja (di Giussano – MB), collaborando nell’organizzare attività sportive, soprattutto calcio e pallavolo e attività propedeutiche allo sport per i più piccoli, nel Centro delle Suore Ravasco.

 

“-Top- la prima parola che tutti i bambini ti dicono appena ti vedono: pallone.

Non importa se sgonfio, da pallavolo, da calcio, di gomma...
a loro basta un "top" per giocare ed essere felici.

Perché un pallone rende tutti uguali e tutti felici!”

Marco Valcamonica

 


HAITI – dal 5 agosto al 27 agosto

Il gruppo più numeroso di volontari, accompagnato dal Presidente Massimo Achini, è partito, per il sesto anno consecutivo, alla volta della missione storica di CSI per il Mondo ad Haiti.

I volontari sono stati accolti dai Padri Scalabriniani di un quartiere periferico della capitale Port-au-Prince dove avevano alloggio, ma le attività  hanno toccato diversi fronti:

  • il centro Kay-Beniamino, dove si è svolto un vero e proprio Camp sportivo organizzato su diversi campi (ampi ma polverosi) con allenamenti di vari sport: pallavolo, basket, danza e calcio (Under 11, 13, 15, 17 e femminile) per un totale di circa 300 bambini. I volontari hanno qui collaborato con gli animatori che durante l’intero anno si occupano di allenare e organizzare tornei.
  • Camp Corail: uno dei quartieri più poveri della capitale. Al giorno, vi erano circa 500 bambini dai 5 ai 16 anni, che solitamente partecipano alle attività per avere l’unico pasto quotidiano che possono permettersi. La problematica più grande del luogo sono stati gli spazi ristretti e assolati per i numerosi bambini smaniosi di giocare. Le giornate iniziavano sempre con animazione musicale, per poi proseguire con allenamenti dei vari sport (calcio, basket, pallavolo, rugby) e giochi propedeutici.
  • Suore di Santo: si tratta di una scuola di un quartiere della capitale, che accoglie circa 150 bambini, dai 3 ai 12 anni, anche in periodo estivo. È gestita da Suore e da maestre che hanno collaborato con i Volontari nelle attività, principalmente balli, canti, lavoretti e giochi. La struttura è in questo caso molto curata, e l’apporto dei Volontari si è concretizzato soprattutto nell’insegnare nuovi giochi e attività che potranno riproporre durante l’anno.
  • l’orfanotrofio di Bon Repos che ospita un gruppo di 50 bambini senza famiglia dai 3 ai 15 anni, in una struttura protetta che gode di ampi spazi, ma priva di animatori che possano gestire autonomamente attività.

Novità di questa estate è stata la giornata allo Stadio di Cayes, un paese del sud dell’Isola tra i più colpiti dall’ultimo uragano. 1000 bambini, dai paesi più poveri della zona, hanno raggiunto lo stadio per partecipare a decine di tornei regalando sorrisi a tutti.

 

Calcio, basket, pallavolo; ognuno di noi ha tirato fuori il meglio di sé e della propria passione facendo giocare e divertire, strappando giorno dopo giorno un sorriso, a chi spesso questa possibilità non ce l’ha!"

Giada Sasdelli

 

 

Ma qual è stato il segreto per vincere questa partita?

Giocatori pronti a partire con energia, entusiasmo, spirito di adattamento e improvvisazione.

Credere nello sport, nei suoi valori e nelle sue potenzialità come strumento di educazione e crescita.

Una squadra forte e compatta nelle difficoltà: la lingua, le condizioni climatiche e di alloggio, la fatica quotidiana.

Il cuore, aperto a chiunque si incontra lungo la strada, pronto a stupirsi e affamato di “Vita Vera”.

Partita vinta? Possiamo dire di sì, basta leggere la felicità sui volti di volontari, collaboratori, bambini.

Ma il campionato è ancora tutto da giocare! Molte idee sono in campo perché CSI per il Mondo possa continuare a portare un pallone nelle periferie del mondo, senza smettere di sognare di aprire strade impossibili!

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