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Il San Carlo Nova in amichevole al Beccaria

 

Seconda amichevole del nuovo anno e seconda vittoria per i ragazzi del Beccaria che hanno affrontato la formazione del S. Carlo Nova (nella foto).

Anche questa partita si è rivelata una bella occasione di incontro e confronto: alla partita giocata sul campetto interno al carcere minorile, disputata all’insegna del rispetto e del fair play, è seguito un bel terzo tempo di condivisione con una merenda offerta dal San Carlo Nova.

Prossima amichevole: Beccaria vs Ascot Triante, in programma il prossimo 14 febbraio.



Con piacere, pubblichiamo un commento alla giornata, curato dai dirigenti e dai ragazzi del San Carlo Nova.

Speriamo che l’esperienza di oggi possa esservi utile nella vita”, sono state queste le parole rivolte dai due allenatori, Christian Pozzi e Martino Proserpio, ai propri ragazzi della juniores a 11, della società sportiva San Carlo Nova, al termine della giornata di venerdì 24 gennaio, in seguito all’esperienza vissuta nel Centro per la Giustizia Minorile di Milano, Cesare Beccaria.

I ragazzi hanno disputato una partita di calcio all’interno del carcere con alcuni dei detenuti ospiti dell’Istituto minorile.

Ma da dove nasce questo incontro? Il merito va sicuramente al CSI Milano e al presidente Massimo Achini, il quale ha voluto fortemente creare questa squadra.

Massimo infatti, accompagnato da Giulia e Giorgia, si reca ormai da un po’ di anni, ogni venerdì pomeriggio, all’interno del carcere, per far sì che i detenuti attraverso il calcio possano trovare un momento di sano sfogo, che permetta loro di far gruppo e di non pensare, seppur per poche ore, a dove si trovino. La squadra dei carcerati era composta da ragazzi di diverse età che hanno commesso nel corso della loro vita reati differenti, alcuni anche molto gravi.

La maggior parte dei ragazzi che sono qui purtroppo viene da situazioni familiari non facili, in alcuni casi disastrose”, ci ha spiegato Giulia, che li segue in questa attività.

Al termine della partita, tra l’altro vinta dai detenuti, Emanuele Burti, ex allenatore della juniores, ha commentato dicendo: “Per me oggi è stata un’esperienza molto bella e al tempo stesso molto forte sotto tanti aspetti che ritenevo scontati”.

I due centrocampisti della squadra, Riccardo Farruggia e Gabriele Viteritti, hanno poi aggiunto: “Si vedeva che per loro era come giocare la finale del Mondiale, per noi giocare a calcio è abitudine, mentre per loro significa riscatto. Avevano una voglia incredibile di lottare su tutti i palloni!”.

La speranza è che iniziative di questo genere possano far rinascer nel cuore dei ragazzi che stanno vivendo una situazione così difficile, il sogno di un futuro migliore e far capire invece a chi è un po’ più fortunato che la libertà è un bene prezioso e che non bisogna rischiare di perderla per delle bravate.

E come disse lo scrittore Albert Camus, “Non c’è un altro posto nel mondo dove l’uomo è più felice che in un campo da calcio”… anche quando questo campo si trova all’interno di un carcere minorile.

Martino e i ragazzi del San Carlo Nova

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