CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Nel carcere di Monza, lo sport riunisce le famiglie

È di sicuro l’azione più ambiziosa e complessa di tutto il progetto “Liberi di Giocare”, ma finalmente siamo riusciti a realizzare una mattinata di gioco che ha visto gli uomini detenuti condividere alcune ore giocando con i propri figli e le proprie mogli sul campo da calcio della casa circondariale di Monza San Quirico.

Nemmeno la bomba d’acqua che si è abbattuta sulla Brianza lo scorso 12 giugno ha fermato l’ondata di emozione e divertimento che ha caratterizzato la prima giornata di “sport e famiglie” dedicata ai detenuti del carcere di Monza. L’esperimento, ambizioso, del CSI Milano, è andato davvero a bersaglio, ma chi è rimasto colpito al cuore sono stati i giovani volontari dello staff e gli stessi operatori CSI, commossi nel vedere i bimbi arrivare sul campo e correre in braccio ai loro papà, per poi staccarsene a fatica, tra le lacrime a fine mattinata, quando ormai il tempo era esaurito e gli agenti di polizia riportavano i detenuti in cella.

Ma giusto sul finale c’è stato spazio per la nostalgia, perché il resto della mattinata si è speso tra giochi di ogni tipo, gare di tiro alla fune con un agente che faceva da arbitro in modo molto simpatico, bimbi impegnati a giocare a minigolf con il papà che gli insegnava ad usare le mazze, e ancora tiro con l’arco, corsa con i sacchi, e detenuti che hanno approfittato del campo in erba per insegnare ai figli a giocare a calcio, allenandoli come se fossero al parco.

E poi il basket e gare tra mamme, papà e figli; il badmington e i primi approcci dei ragazzi ad uno sport che non conoscevano ma nel quale le mamme e i papà si sono dimostrati esperti. Le bambine più piccole si sono divertite sotto il gonfiabile CSI, a dipingere e farsi disegnare piccoli tatuaggi con i pastelli, e tenere frasi sulle braccia per i propri genitori. Una volta esploso il diluvio la festa non si è scomposta, e trasferita in una salta interna del carcere, è proseguita tra cibo, bevande, e giochi di gruppo. Risate si sono susseguite alla grande nella gara a bandiera che vedeva genitori contro figli, o nella gara di corsa per gruppi familiari.

Fino al momento delle simboliche premiazioni con coppa e medaglia, l’atmosfera era particolarmente densa di sorrisi e di una felicità davvero autentica, quella di chi ha poco tempo per rivedersi e ritrovarsi, e lo sfrutta tutto fino all’ultimo godendosi ogni minimo secondo. Fino alla campanella che ha segnato la fine della manifestazione che ha colpito particolarmente anche il Direttore, Dottoressa Pitaniello, entusiasta e già ben disposta a ripetere la giornata quanto prima, anche su richiesta sia dei bambini, che delle mamme, che dei detenuti.

Giorgia Magni

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