CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

Apple Store Google Play Instagram YouTube Facebook
Chi siamo  /   Link utili  /   Fotogallery  /   Contatti e sede

I Quadrifogli di Vigevano al San Giorgio Albairate


 

Con la primavera, continuano gli allenamenti integrati tra società del CSI Milano e squadre di Special Olympics. Questa volta, sul campo degli Open del San Giorgio Albairate, sono stati ospitati i Quadrifogli di Vigevano.

Sebbene il copione possa a prima vista apparire sempre lo stesso, allenamento più cena tutti insieme, l’energia che anima queste esperienze è sempre rinnovata e mai stanca di stupire e contagiare chi vi prende parte.

Cambia il campo, cambiano i giocatori, cambia, di tanto in tanto lo sport, ma ciò che resta immutato e, anzi, parrebbe crescere, è il valore di un’esperienza che mostra nella più assoluta semplicità, con quanta rapidità, intorno a un pallone, possa nascere un mondo di bellezza.

Con queste parole Luca Brandoni, giocatore del San Giorgio Albairate, ci regala una perfetta cronaca di quello che ha tutta l’aria di essere qualcosa di più che un semplice evento sportivo:

È Lunedì, sono le 18:30 circa ed il sole è ben alto in cielo, ancora disposto a baciare dolcemente i nostri volti con i suoi raggi. All'appello non manca nessuno: noi giocatori della San Giorgio Albairate, i ragazzi dell'associazione i Quadrifogli di Vigevano e una rappresentanza CSI e Special Olympics, composta da Elisa e Claudio. Con grande naturalezza ci presentiamo ed iniziamo lentamente a conoscerci, incalzati da un rapido susseguirsi di sorrisi e da un clima immediatamente amichevole.  

È una questione di attimi prima che Elisa e Claudio prendano la parola, presentandosi e descrivendo concisamente i presupposti e gli obiettivi che animano il loro lavoro. Negli occhi di entrambi c'è grande entusiasmo, un entusiasmo che magneticamente pervade tutti i presenti, nessuno escluso.

Come per magia, poi, ci ritroviamo tutti sul rettangolo verde, proprio come siamo soliti fare ogni lunedì. Ogni istante sembra racchiudere qualcosa di speciale, qualcosa di estremamente godibile e sincero, che si manifesta nel segno della normalità e della consuetudine. Il pallone viaggia veloce, schizzando da una parte all'altra del terreno di gioco, ed è proprio il suo movimento a catalizzare la nostra attenzione. Sembra proprio che nulla conti a parte il suo incessante movimento, che diventa istantaneamente l'unico vero argomento di conversazione. Tra i giocatori in campo si crea un legame unico, indescrivibile, un legame che solo lo sport, quasi alchemicamente, riesce a creare. Anche coloro che osservano con curiosità da bordo campo sembrano esserne coinvolti, e lo si legge dalle espressioni compiaciute che sbocciano sui loro visi. 

Il tempo sembra sfuggire dal nostro controllo, tanto che senza nemmeno rendercene conto il tramonto ci trascina nel suo imbrunire. L'ora e mezza abbondante che passiamo sul terreno di gioco trascorre con una rapidità disarmante, e ci vediamo costretti ad interrompere la nostra partita. 

Ed eccoci a tavola, uniti da uno stringente languore che viene presto sedato. È noto che le cene stimolino un certo senso di convivialità, e quella di questa sera non fa eccezione. Dal rettangolo verde al tavolo poco cambia: il clima resta gioioso e spensierato, e gli scambi sembrano farsi più fitti, più intensi. Si sa, il tempo è tiranno, e tra una portata e l'altra sembrano passare pochi attimi, tanto da doverci separare prima di quanto probabilmente non avremmo voluto. Un saluto sincero tra tutti i partecipanti suggella la fine di una splendida serata di sport e di arricchimento reciproco tra ragazzi e adulti, tra sportivi e dirigenti, ma soprattutto tra persone che intendono conoscersi reciprocamente attraverso lo sport. 

Spesso le parole non sono sufficienti a descrivere ciò che proviamo, e non riescono a far apparire sincero ciò che intendiamo esprimere, nonostante ne abbiano tutto il potenziale. Mi trovo davanti al mio computer, riempiendo un foglio di segni nella speranza che assumano un significato compiuto, mentre la mia mente si posa delicatamente sull'esperienza appena vissuta. Descrivere ciò che ho vissuto riempiendomi la bocca di grandi parole sarebbe davvero troppo semplice e non intendo farlo, perché detesto la facile retorica, ma non posso che ringraziare tutti coloro che l'hanno resa possibile. Vorrei ringraziare i ragazzi dell'associazione i Quadrifogli per essersi presentati, impreziosendo la nostra serata e rendendo competitivo il nostro allenamento, che si è tramutato in una sfida amichevole a squadre miste; vorrei ringraziare Elisa, Claudio e Grazia, per il prezioso lavoro che svolgono e per la passione che riescono, con grande semplicità, a trasmettere; un grazie va anche ad Alessandro, il nostro allenatore, per aver preso parte attivamente e con grande slancio all'allenamento, a Carlo e Stefano de I Quadrifogli, per la spontaneità che li contraddistingue e a tutta la società San Giorgio, per averci permesso di godere di una ricca cena e di uno splendido momento di condivisione. 

Il mio più grande ringraziamento, però, va allo sport, e più in particolare al calcio, capace di configurarsi, nella sua semplicità, come un vero e proprio collante tra persone.

È da momenti come questi, forse, che dovremmo tutti ripartire, per uscire da un'umiliante logica binaria secondo la quale esistono persone salve o da salvare, "sane" o da compatire.

Fotogallery - Calcio integrato al San Giorgio Albairate
Eventi, Attività, News

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli.

Ok