CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Doppio allenamento della Polisportiva Oratorio Maria Regina

Un’occasione per crescere

Lo scorso 17 aprile la Polisportiva Oratorio Maria Regina ha vissuto un pomeriggio davvero speciale.
Per un paio d’ore campo di calcio e di volley sono diventati teatro di un doppio, intenso e soprattutto molto divertente, allenamento integrato.
I ragazzi del calcio hanno ospitato i Quadrifogli, team di Special Olympics, mentre le ragazze della pallavolo si sono cimentate in un allenamento di Sitting Volley.
 
Quando ci hanno contattato per proporci questo incontro, abbiamo subito accettato – racconta il presidente della Polisportiva Dario Pennè –  È un modo per far comprendere a questi adolescenti come nella vita nessun ostacolo ci debba fermare e con la costanza ciascuno può realizzare ciò in cui crede.
Grazie a chi ha portato nel nostro oratorio e nella polisportiva questi ragazzi che ci hanno dato così tanto con così poco. Parlo dei Quadrifogli, ragazzi stupendi che hanno insegnato tanto, in campo come fuori anche solo nel poco tempo che abbiamo trascorso insieme.
Grazie, a una persona che non si definisce allenatore, Max, che ci ha guidati a inizio allenamento a “entrare nel Progetto”, ed è riuscito a coinvolgere tutti con poco.
Grazie CSI, che ci ha dato quest’opportunità di crescita, che ci ha permesso di capire cosa c'è intorno a noi e di vivere momenti indimenticabili.
Grazie, una piccola parola che a volte manca ma fa molto piacere sentirsela dire!
Sicuramente un'esperienza da ripetere per coinvolgere tanti altri atleti.
 
Commenta Giuseppe allenatore della squadra di calcio - Spero che dopo l’allenamento di ieri grandi e piccoli abbiano capito che lezione abbiamo ricevuto da persone che non hanno avuto le nostre fortune. Mi auguro che i nostri ragazzi riflettano e traggano da questa esperienza vantaggi per una crescita sana.
 
Racconta infine Loris Visconti, allenatore di pallavolo, riguardo l’esperienza di Sitting Volley
Sitting Volley, sport per abili!
C’è un qualcosa di contrastante in questo sport, ma lo capisci solo quando, dopo poco meno di due ore di allenamento, ti rialzi e ricominci la tua vita.
Il contrasto, in effetti, è già nel nome: sitting (seduto) e volley (volo). È possibile stare seduti a terra eppur volare? A quanto pare, sì.
E non finisce qui.
Il Sitting Volley, giovane figlio del volley, continua con la sua incoerenza e va oltre.
È universalmente riconosciuto che la pallavolo sia uno degli sport più complessi al mondo, anche per via del modesto spazio in cui ci si muove, ma il SV, sport ideato per i disabili, a mio parere ruberà questo primato…
Nel volley, due squadre di sei elementi si dividono un terreno di gioco 9x18m, separate da una rete posta a 2,24m di altezza per le donne e 2,43m per gli uomini; nel Sitting Volley il campo è ancora più stretto, 10x6m con una rete posta a 1,05m da terra per la femminile. Sempre sei giocatori in campo per squadra. E sempre con i ruoli…
Nella pallavolo è vietato murare la battuta; nel SV è legittimo e, anzi, conviene farlo! Nella pallavolo, in difesa, si usa più il bagher che il palleggio, nel SV il palleggio è fondamentale (in tutti i sensi) e il bagher scarsamente utilizzato.
Nella pallavolo, il difensore mantiene le braccia attive, pronto ad intercettare la palla; nel SV tutti i giocatori mantengono le mani a terra, pronti ad effettuare uno spostamento prima di intervenire in difesa, muro o attacco.
Uno sport per testardi di primordine!
Cosa mi ha insegnato il SV? Che …
la passione non si ferma mai e, proprio come la vita, trova sempre il modo di manifestarsi; certe volte lo fa con incoerenza e testardaggine, andando controcorrente, ma è sempre bellissimo.
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