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#nonsilimitailtalento: incontro speciale all'oratorio S. Lucia

Terza tappa del progetto con la testimonianza dei campioni Di Giulio Maria Papi e Ahmed Raourahi

 

Mercoledì 16 gennaio. Un incontro speciale all’oratorio Santa Lucia di Milano con i campioni di Briantea84.

Un doppio appuntamento per l’oratorio milanese dato che nel tardo pomeriggio si era svolto il primo incontro con un gruppo di ragazzi preadolescenti, rimasti a dir poco stupiti ed affascinati dalla presenza e dalla testimonianza Di Giulio Maria Papi e Ahmed Raourahi. Giulio oltre raccontare la sua vita sportiva e umana, ha toccato i ragazzi sul vivo quando ha raccontato di come la malattia, che di fatto gli ha reso impossibile camminare, oggi per lui sia vissuta come un’occasione ricevuta, capace di rendere la sua vita colma di bellezza.

Tanti i suggerimenti che Giulio ha dato ai ragazzi, ma più forte di tutti è stata la risposta alla domanda di Elisa (11 anni) che gli ha chiesto come potesse essere contento nonostante tutto ciò che ha passato… “La felicità è un progetto che non dipende dagli elementi esterni – ha detto Giulio - ma dalla voglia e dalla grinta che ciascuno mette ogni giorno in campo per realizzare il suo progetto di vita”.

Ahmed, invece, da una parte ha incuriosito e dall'altra stupito i ragazzi, raccontando come col sacrificio ed il lavoro (ricordiamo amputato di un braccio ed entrambe le gambe) sia riuscito non solo a giocare a pallacanestro ma a diventare il più forte giocatore al mondo di basket in carrozzina, consegnando alla giovane platea alcune parole chiave, come “allenamento”, “fatica”, “divertimento”.

Ahmed nel suo racconto ha saputo dosare fascino e riflessione lasciando tutti a bocca aperta quando davanti alla domanda di un ragazzo: “Ahmed, non è difficile giocare con una mano sola?” lui candidamente ha risposto “No, non è difficile. Le difficoltà sono dentro di noi, perché quello che c'è fuori si può affrontare sempre”.

In serata, ad incontrare gli adolescenti e un gruppo di genitori ed allenatori della società sportiva, erano presenti i campioni Laura Morato e Francesco Santorelli.

Anche Francesco e Laura hanno condiviso parole importanti e significative non solo per i ragazzi ma anche e per adulti presenti. Il loro partire e lasciare da diciottenni le proprie famiglie per costruirsi un sogno e un futuro, ha fatto riflettere e pensare. Francesco ha più volte ricordato che “per amore della pallacanestro ancora oggi sarei pronto a rifare tutto ciò che ho fatto, anche gli errori, perché da ogni errore si impara a diventare migliori e più forti”, e se oggi lui è il giocatore e il campione che gioca ai più alti livelli nazionali ed internazionali, è grazie ad ogni giorno vissuto.

Laura, dal canto suo, rivolgendosi in modo particolare alle ragazze presenti in sala, ha fatto capire come non ci si debba fermare mai alle apparenze e alle difficoltà: “Non importa come ti vedono gli altri, importa come ti senti tu e se ti senti bella e forte allora diventerai sempre più bella e sempre più forte”, diventando un esempio di grinta e al tempo stesso di femminilità. Margherita (15enne) non ha saputo altro che rispondere dicendo “Io un giorno voglio diventare come te”, interpretando così i pensieri di tante ragazze presenti.

Francesco e Laura si sono poi soffermati con gli allenatori sul valore educativo dello sport per il cammino di crescita dei giovani.

Per tutta la realtà del Santa Lucia la giornata vissuta con Briatea84 non sarà una giornata da dimenticare facilmente; tutti sono tornati a casa “gasati” e rinfrancati, ma certamente arricchiti: i giovani più stimolati a costruire un progetto di vita affascinante senza paura, e gli adulti più consapevoli di come da genitori, allenatori, educatori, la felicità e il futuro dei ragazzi passi anche da loro e dalla loro capacità di rinforzare i sogni e non abbatterli; come i genitori di Laura e Francesco hanno saputo fare, permettendo loro, come ha detto Laura, “di sbocciare”.


Paolo Bruni

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