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Sitting volley: allo sport non importa chi sei

L’allenamento di Sitting Volley delle Top Junior del San Leone Magno diventa una grande lezione di sport e di vita. Ce lo raccontano le splendide parole Giorgia Gaccione, una delle atlete:

“Yes, you can. Esordisce così lo spot dei giochi Paralimpici di Rio, un monito rivolto a tutti, nessuno escluso. Un’esclusione che invece vediamo troppo spesso, che ogni giorno sperimentiamo sulla nostra pelle o su quella degli altri.

Un’esclusione che nella quotidianità tocca ognuno di noi, in modi e tempi diversi, qualcuno in maniera più sistematica, altri solo saltuariamente, ma tutti almeno una volta nella vita sperimentiamo cosa si prova ad essere messi da parte o a sentirsi di troppo. Chi perché magari ha dovuto mettere un gesso alla gamba e ha provato cosa vuol dire “dover chiedere aiuto”, chi si è sentito inadatto per la sua forma fisica, chi è nato con un problema e ci deve convivere tutta la vita... gli esempi sono tantissimi e li abbiamo sotto agli occhi ogni giorno, se prestiamo attenzione.

Lo sport è per pochi, è per chi ha una passione ed è disposto a sudare e ad allenarsi per essa, è per chi ha grinta e spirito di squadra. Certamente non è per tutti, ma “allo sport non importa chi sei”. Ciò che realmente importa è la voglia che hai di metterti in discussione ad ogni allenamento, è l’accettazione dei propri limiti ed è la passione che impieghi nella tua disciplina sportiva.

Grazie all’incontro con Massimiliano noi abbiamo potuto sperimentare tutto questo. In sole due ore di allenamento abbiamo provato cosa vuol dire “ricominciare” da zero, abbiamo imparato a giocare a sitting volley. Abbiamo sperimentato da un’altra prospettiva la nostra amata pallavolo, perché che tu sia in piedi o seduto la disciplina, la tecnica, lo spirito di squadra e la passione sono esattamente le stesse.

Credo sia un’esperienza unica che ogni squadra dovrebbe sperimentare per capire che c’è sempre da imparare, che la squadra è tanto più fondamentale quanto ci si trova in difficoltà e che non esiste un “noi” e un “loro”, ma ognuno di noi può dare il proprio contributo, perché solo insieme si può migliorare davvero, nello sport così come nella vita.”

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