CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Le prime idee dei campioni: Igor Cassina, Manuela Benelli, Ivan Cordoba

La testimonianza di Mondonico, Lucchetta, Natale Forlani, Ernesto Olivero e la telefonata di Fassino

La 24 ore di idee per lo sport prende il via alle dieci del mattino di sabato 31 gennaio in una sala gremita di persone: sono i giovani dei centri sportivi che ogni giorno si allenano sui campi, nelle palestre degli oratori, quei luoghi di aggregazione dove si pratica lo sport di base che oggi incontra lo sport professionistico rappresentato dai grandi campioni e dirigenti dello sport italiano. Sul palco, il gruppo di Juppiter che, con canti e momenti di animazione, presenta i grandi ospiti giunti a Cernusco per testimoniare i veri valori della vita attraverso lo sport. A tagliare ufficialmente il nastro il presidente del Csi Massimo Achini sul palco accanto alla Fiaccola dei 100 anni del Comitato Olimpico Nazionale, che inaugura contemporaneamente la grande maratona di 24 ore corsa su alcuni tapis roulant e nella quale, tra sabato e domenica, si sono cimentati tutti i partecipanti a questa straordinaria iniziativa: mamme, bambini, dirigenti sportivi, campioni, presenti alla 24 ore. A chiarire l’intento dell’iniziativa è proprio il presidente nazionale Csi: “Durante questa prima 24 ore cercheremo di realizzare tanti sogni, tra questi ne abbiamo uno in particolare: avvicinare il mondo dello sport di base allo sport professionistico e fare in modo che i grandi campioni sportivi come quelli che sono qui oggi, possano convincere tutti i loro “colleghi” a prendere sul serio il tema della responsabilità educativa. L’idea che proponiamo oggi è “campioni e giovani sportivi a chilometro zero”, vicini e nello stesso luogo per raccontarsi il modo in cui vivono lo sport”.
Accolti da Achini sul palco, i primi tre campioni della giornata: Igor Cassina, Manuela Benelli e Ivan Cordoba portano la propria esperienza e le proprie idee per la 24 ore. “Grazie all’attività dei Csi - sottolinea Igor Cassina - i valori dello sport e della vita corrono insieme. Lo sport è sempre stata la mia ragione di vita. Il mio sogno è che uno dei ragazzi della squadra che alleno possa un giorno partecipare alle Olimpiadi, anche se lo sport non è praticato per forza per diventare campione. La cosa importante è fare sport per stare bene con se stessi, seguendo le regole della vita che sono più importanti di un risultato”.
Sul palco anche Manuela Benelli grande firma della pallavolo, 12 scudetti di cui uno, asserisce lei stessa, vinto con il Csi: “Nei confronti dei giovani abbiamo una grande responsabilità e da parte nostra, come campioni sportivi, abbiamo il dovere di restituire tutto quello che lo sport in questi anni ci ha dato. Sono convinta che nello sport non si possa nascondere nulla, chi cresce all’interno di uno sport non sano sta solo giocando, non sta davvero facendo sport”. Ivan Ramiro Cordoba, 324 presenze all’Inter, con 15 reti: “Per uno sportivo che ama lo sport non esiste la parola sacrificio, esiste il pensiero profondo della passione che ti porta a fare qualsiasi cosa; anche nei momenti difficili, puoi tirare fuori qualcosa che non ti aspetti nemmeno. Lo sport deve essere divertimento e stare bene insieme: questo è il concetto che desidero trasmettere. L’idea di avvicinare lo spirito dello sport degli oratori a quello professionistico è qualcosa di molto speciale, e per questo i campioni sportivi dovrebbero cercare di essere più disponibili e più vicini ai luoghi dove nasce lo sport vero”.
Oltre un centinaio di idee: è il grande traguardo messo a frutto da questa 24 ore, un grande patrimonio selezionato da una giuria guidata dal Generale Gianni Gola fino a ottenere una top ten delle dieci migliori idee. Ecco qualche idea emersa nella mattinata di sabato da alcuni giovani sportivi degli oratori: “Creare una sorta di banca del tempo per cui i campioni sportivi mettano a disposizione dieci giorni all’anno da trascorrere all’interno degli oratori”, e poi ancora - come ha suggerito il Gen. Gola - “Fare in modo che il mondo dello sport si prenda a cuore l’educazione dei giovani, un corso di formazione universitaria per educatori sportivi professionisti, un bonus sportivo per ogni ragazzo che vive situazioni di disagio, fare in modo che ogni club professionistico contribuisca alla realizzazione di case famiglia sportive che possano accogliere i giovani in difficoltà”. Alcune idee arrivano dai vari tavoli tematici realizzati per l’occasione: quello dei dirigenti, delle società, dei presidenti delle asd: “creare società sportive speciali che includano tutte le persone che vivono difficoltà, giocare in attacco - come ha suggerito Papa Francesco - realizzare un patto educativo tra professionisti dello sport e società sportive grazie al quale i campioni possano entrare negli oratori e fare esperienza dello sport di base per riportarla all’interno della società professionistica”.
Una testimonianza di come lo sport può dare il meglio di sé ed educare alla vita è quella del mister Emiliano Mondonico che tutti i mercoledì pomeriggio allena una squadra di ex alcolisti. Matteo è uno di questi e racconta come è riuscito a superare le proprie difficoltà attraverso la pratica sportiva e la grande esperienza della Homeless World Cup: “Il mister mi ha insegnato che nello sport ci sono regole e compagni da aiutare e sostenere; per la prima volta non mi sono più sentito solo e ho imparato ad avere fiducia nei miei mezzi. Grazie allo sport io ora vivo la vita in un altro modo”.
“Sono ambasciatore degli oratori in tutta Italia - sottolinea Mondonico - e questa per me è una grande fortuna. Ho molti riscontri positivi e incontro realtà significative che rappresentano davvero un esempio nel mondo dello sport”. Juppiter intona “Ragazzo fortunato” di Jovanotti, insieme al mister e i campioni presenti sul palco, poi alle 12 Achini si collega telefonicamente con il sindaco di Torino Piero Fassino che, per evidenti impegni istituzionali (l’elezione del Presidente della Repubblica), non ha potuto presenziare all’evento: “Formulo i miei auguri per questa bellissima giornata. Un saluto che si fa ancora più vicino dato che Torino è capitale europea dello sport nel 2015. Lo sport è una delle attività principali della vita di milioni di persone: va coltivato, sostenuto, aiutato, mettendo in campo tutte le iniziative legislative e finanziarie che siano in grado di facilitare la pratica sportiva e consentano ad ogni cittadino di poterlo praticare”.
In rappresentanza delle istituzioni anche il sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Alberto Comincini: “Siamo lieti di ospitare questa straordinaria iniziativa. Nel nostro comune molte cose le abbiamo già fatte: la creazione di una consulta per dare voce alle realtà sportive locali, un bando che mette a disposizione risorse per i giovani che incontrano difficoltà a praticare sport”.
Un contributo importante arriva anche da Natale Forlani direttore generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione al Ministero del lavoro e delle politiche sociali. “Lo sport nella storia ha sempre anticipato i movimenti generali, è un’occasione di riscatto perché è meritocratico.
E’ uno strumento di integrazione tra i popoli. Vogliamo proporre la cittadinanza sportiva, fare in modo che lo sport anticipi quello che il Parlamento dovrebbe rettificare: chi è nato in Italia può rappresentare il nostro paese nelle competizioni internazionali ed essere ambasciatore dell’Italia nel mondo. Selezioneremo le più belle pratiche di integrazione dove il Csi e gli oratori saranno determinanti, dedicheremo un portale alla buona pratica sportiva che viene veicolata anche alle 2200 associazioni di immigrati in Italia”.

L’ingresso di Andrea Lucchetta è anticipato dallo stacchetto sonoro di Juppiter, poi l’ex campione di pallavolo, con simpatia, crea momenti ludico ricreativi sul palco insieme ai numerosi giovani presenti, mescolando sport e divertimento, musica e aggregazione: “Dobbiamo creare e valorizzare tutti quei luoghi non convenzionali in cui lo sport possa trovare nuovi modi e nuove opportunità per cambiare, affascinare i giovani. Dovremo essere bravi nell’attaccare tutti gli avversari e soprattutto nello schiacciare il disagio utilizzando la spiritualità di un gesto e di una grande squadra come quella di oggi”.
Altro stacco sonoro e il presidente Massimo Achini introduce un grande cittadino del mondo, Ernesto Olivero fondatore del Sermig, l’Arsenale della pace a Torino. Olivero racconta la sua esperienza di vita e il suo grande sogno, abbattere la fame nel mondo: “Ogni giorno muoiono centomila persone di fame e mai nessuno ne parla. Abbiamo toccato con mano che il mondo davvero si può cambiare, ma il cambiamento deve prima di tutto entrare nella nostra testa. In questi anni ho incontrato bellissima gente, come il grande presidente Sandro Pertini che ci ha appoggiato e protetto fin dall’inizio della nostra avvenuta... mi auguro di incontrare presto il nuovo presidente della Repubblica Mattarella, gli consegneremo una lettera della coscienza. Il mondo dello sport può essere determinante se riusciamo a creare una società nuova che aiuti ad eliminare ogni barriera”Massimo Achini sottolinea il grande messaggio di Olivero, che è anche il messaggio della 24 ore: “Vogliamo dire al mondo dello sport di aprire gli occhi, abbiamo bisogno di capire che quanto ci viene chiesto è rendere più bello il mondo di oggi. Per farlo dobbiamo giocare in squadra”.

 

 

 

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