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Terzo appuntamento del Gruppo Giovani

Cineforum sul tema della "scelta"

Sabato 21 gennaio si è tenuto il terzo incontro del gruppo giovani al quale hanno partecipato in una quarantina. L'incontro si è svolto presso l'oratorio della Aso' Cernusco. La serata aveva un tema particolare: "La scelta". E di scelta si è trattata, perchè non è stato un cineforum tradizionale... in realtà, il film lo hanno "costruito" i ragazzi attraverso le loro scelte! Al termine di un pezzo di filmato, è stata posta loro una domanda; a questa, seguiva una risposta sulla scelta, l'opzione, su come far continuare il film stesso. Da lì, altre sale hanno accolto i giovani nelle quali venivano proiettati alcuni spezzoni di film diversi! Spettacolare! Così è stata definito l'incontro. Così ce lo raccontano alcuni dei protagonisti.

 

Elena

Decidere non è semplice, spesso ci fa perfino un po' paura perché, scegliendo una cosa, dobbiamo rinunciare al resto del ventaglio di possibilità. Eppure è proprio in questa azione continua che si gioca la nostra essenza più vera: l'essere liberi. Abbiamo voluto affrontare questa tematica attraverso un cineforum atipico in cui il film si costruiva attraverso le scelte dei giovani: ognuno di loro ha vissuto una serata diversa in base alle scelte compiute e, soprattutto, ha dovuto assumersi la responsabilità di ciò che faceva spostandosi in continuazione alla ricerca di ciò che aveva deciso. La libertà ci chiede di metterci in moto, ci invita a fare i conti con la realtà, ci costringe a essere più veri. È stata una serata semplice in cui, ognuno di noi, ha avuto l'opportunità di conoscere meglio qualcosa di sè.

Marco
L’esperienza di sabato sera ci ha fatto riflettere sul tema della scelta: scegliamo ogni giorno, per cose futili e per cose importanti, e dobbiamo convivere con le scelte che facciamo.
Tramite un cineforum “interattivo” abbiamo cercato di guardare dentro a noi stessi per capire un po’ di più il nostro carattere, la nostra indole e la nostra capacità di scegliere.
Scegliere a volte è facile, specie quando le due opzioni sono diametralmente opposte tra loro ed è facile cogliere le differenze tra le conseguenze; scegliere tra due opzioni differenti tra loro per piccole sfumature è molto più difficile. Nella vita, spesso facciamo i conti con la seconda tipologia di scelta, ed è complicato agire serenamente perché con le nostre scelte tracciamo il nostro cammino e l’importanza di certe scelte può bloccarci.
Spezzoni di vari film (Rush, il Cigno Nero, La leggenda di Bagger Vance e molti altri) hanno offerto spunti durante la serata per riflettere su alcune scelte che la vita ci propone e sulla nostra capacità di agire davanti alle alternative, sui campi da gioco o con le persone.
La serata si è conclusa con una testimonianza da parte di suor Marina Motta delle Suore del Bambin Gesù, che ci ha raccontato la sua esperienza di docente a contatto con ragazzi di vari ambienti, che sono stati messi di fronte a scelte di vita che li hanno aiutati nel loro percorso di crescita umano e, in alcuni casi, di eccellenza sportiva.

Daniela
Le questioni che ci venivano poste sono state un modo per concentrare l'attenzione su noi stessi ed è proprio vero che ogni scelta costruisce un pezzo della nostra vita.
Finito il momento film, ecco che ascoltiamo una testimonianza di Suor Marina; lei ha lavorato molto a contatto con gli sportivi a Roma insegnando nelle scuole.
Quello che mi ha colpito del suo discorso è quando ha parlato del ruolo dell'educatore: una persona che sia in grado di far recuperare gli elementi costitutivi dell'individuo, che sappia dare fiducia e che possa aiutare l'altro a scegliere e a tirar fuori la positività e il talento degli altri.
Si vedeva in lei la passione dell'educare e infatti ci ha anche raccontato della attività di volontariato che ha fatto con gli alunni a Gerusalemme: ha educato questi ragazzi a far tastare con mano cosa vuol dire aiutare e fare qualcosa per il prossimo e ha trovato un modo concreto e stupendo per farli unire!
Ha fatto riflettere tutti noi sul fatto che lo sport è educativo perché il gioco porta alla bellezza delle relazioni e della fraternità e si può condividere il proprio talento per metterlo a disposizione degli altri; è educativo anche per il resto della nostra vita e delle scelte che noi facciamo.
Sono uscita sorpresa e arricchita da questo incontro e voglio ringraziare davvero tutti coloro che lavorano a questo progetto e li ringrazio, perché credono in noi giovani! Sono proprio contenta di far parte di questo gruppo che mi sta sorprendo sempre di più!

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