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SETTIMO CORSO ALLENATORI PRIMO LIVELLO CINA

22 - 26 gennaio 2019 - Foto racconto

Riprende il diario di bordo di Daniele Tacchini, allenatore e formatore CSI, impegnato nel corso allenatori di calcio giovanile in Cina

Il sette è un numero affascinante. Innanzitutto è primo, indivisibile se non per sé stesso e per uno, il che lo fa particolare come un diamante in una cava di carbone. La storia poi ci dice che è l’elenco dei sacramenti, dei vizi capitali, i colori dell’arcobaleno, i colli di Roma, i cieli creati da Dio nel Corano e gli Dei della felicità nel buddhismo e shintoismo, e tanti ancora. Lo sport lo ha portato alla ribalta come il numero di Garrincha, Best, di Beckam, Cantona. In Italia, prima dei numeri personalizzati, era il numero dell’ala destra, veloce e imprendibile, dribblatore ma anche utile in copertura. Oggi è per tutti il numero dopo la sigla CR. Per me invece rappresenta il numero di viaggi nella terra del sol levante, come docente dei corsi CSI di calcio giovanile.

Questa volta il numero 7 mi ha portato anche delle novità: il corso, per questioni meteo, si svolge a Shunda, cittadina vicina al capoluogo della provincia del Guandgdong, ossia Guanzhou, città storica, conosciuta con il nome di Canton. Qui nasce la Cina cantonese, quella che è famosa per il riso, ma che si differenzia profondamente dal Nord anche per la lingua. Mentre a Pechino e Tianjin per quello che ho conosciuto, si parla il mandarino, qui la lingua è il cantonese. Per me è indifferente, tanto so solo 10 parole su un vocabolario sterminato, ma per loro conta. Nella traduzione, il grande Liusheng mette subito le cose in chiaro: il corso di svolge in mandarino, anche perché su 35 presenti, solo una decina arrivano da questa zona. Nella parte pratica mi accorgo che anche i numeri, che avevo imparato fino a 10 per esigenze esercitative di campo, servono a poco: su 10 solo un paio si assomigliano, gli altri sono completamente diversi. È un po’ come se un sardo tiene un corso in lingua originale a Bergamo, o viceversa.

35 allenatori partecipanti di cui 4 ragazze, segno che anche in Cina i tempi stanno cambiando in materia di calcio femminile o perlomeno di donne che si approcciano al mondo del calcio. Parecchi di loro sono insegnanti scolastici sportivi che attraverso il patentino CSI acquisiscono maggiori competenze e specificità per una disciplina che è diventata materia di studio alle elementari!

La foto del primo giorno, con lo striscione simbolo della Italocina sport, però mette le cose a posto: “lo sport unisce”, e qui lo fa davvero.

Arrivo il primo giorno a Guanzhou e per smaltire il fuso, andiamo, con l’onnipresente e indispensabile Wang Lei, a fare una passeggiata in una zona caratteristica: Shamin. È un’isola nel fiume principale della città, noto come il Fiume delle Perle. L’isola è collegata con dei ponti e rappresenta un quartiere a sé. Case basse, massimo 3 piani, quartiere europeo, sembra di essere a Londra. Bellissimi parchi con spazi sportivi dove giocano tutti a badminton, parecchie signore fanno un classico ballo con musica (tipo un flash mob) che praticano come ginnastica, alcuni fanno footing altri usano i macchinari di un percorso vita. Due chiese cattoliche del 1860, stanno a simboleggiare quanto l’influenza del cristianesimo è arrivata fin qua. La città è indaffarata, come tutto in Cina, d'altronde è la terza città cinese, con oltre 12 milioni di abitanti. Nota e tuttora dedita al commercio, è situata sul citato fiume (il terzo per dimensioni del Paese), vicina al mare, un centinaio di kilometri e a circa 200 da Honk Kong.

A un’ora circa di macchina, il quartier generale del nostro 7^ corso: Shunda. Siamo allo Sport Center, un impianto sportivo molto grande, con campo da calcio in erba naturale, tribune con seggiolini da circa 10.000 posti. Poi una piscina e un palazzetto che ospitano società di basket, badminton, multi sport. Numerosi e molto praticati campetti nell’antistadio, badminton (qui va per la maggiore tant’è che nel quartiere ci sono numerosi negozi di articoli sportivi che, oltre alle classiche scarpe da tennis, basket e calcio, hanno soprattutto racchette e volani, oltre al materiale per il tennis tavolo (d'altronde siamo nella terra degli inventori e indiscussi leader mondiale). C’è anche una mega palestra polifunzionale, con tribune coperte per almeno 5.000 persone. Il giorno precedente l’inizio del corso, siamo stati nell’aula per le prove degli strumenti. Interessante che il proiettore che aveva recuperato non era molto potente. Cosa fa Wang Lei ? Esce e 5’ dopo torna con un proiettore Sony ultimo modello, preso in un negozio vicino, che noleggia quelli usati a 100 yuan al giorno (circa 12 euro)! Incredibile la reperibilità di quanto si necessita e in quanti minuti.

Prima giornata di corso sulla falsariga delle precedenti: grande attenzione e curiosità, quasi diffidenza. Poi, mano mano che la lezione procede, si scioglie il ghiaccio e le prime battute di Liusheg, vero e proprio show man, mettono tutti comodi. Il pomeriggio, durante le tradizionali attività sulle capacità coordinative, si comincia a familiarizzare: buttafuori, tris, bowling, bocce e gare di guida con tocchi a settori, mettono tutti d’accordo su quanto recita lo slogan dell’Italocina, che poi è anche la bandiera del CSI, “lo sport unisce”.

Il clima è ideale, alla sera 10-12 gradi, di giorno arriviamo anche a 22. L’allenamento, come si vede dalle foto, si svolge in maniche corte, con leggera brezza, senza sudare troppo, ma cullati da un sole che a gennaio è per noi impensabile (in Italia mi dicono sia sotto zero e nevichi!).

Anche la parte alimentare è una scoperta: Shunda è famosa in Cina come una città dove si mangia bene: pesce in particolare ma, essendo al sud, non mancano possibilità di insetti, tartaruga o serpenti. I piatti tipici della zona sono quasi tutti a base di pesce. In particolare con uno, una specie di nostro cavedano, riescono a fare uscire 4 piatti diversi: la pelle croccante è una portata introduttiva, poi la polpa cruda viene mangiata in insalata con verdure crude tipo cipolla, sedano, ecc. condita con olio e semi di sesamo (alcuni mettono anche lo zucchero), poi le ossa che contengono ancora della polpa vengono fatte impanare fritte e infine con quel poco che rimane viene fatto bollire con le verdure per una deliziosa zuppa. Poi dicono che del maiale non si butta niente!

Giovedì 24 gennaio dopo le lezioni abbiamo fatto un salto nel capoluogo di provincia, Guanzhou. Città enorme, 12 milioni di abitanti, centro business nevralgico nel sud Cina e sud Asia in generale. A 200 km da Honk Kong, nell’area di Macao e Shenzen, risulta un polo nevralgico per tutti gli affari. La città è molto bella, verde, con tanti parchi e alberi in fiore, favoriti dal clima temperato (la minima è in questi giorni 12-14 e la massima arriva a 22).

 

 

La zona centrale sembra Manhattan: grattacieli in vetro ultima generazione e centri commerciali da 5-8 piani con le più grandi firme della moda internazionale. Io chiaramente ho optato per lo stadio. Guanzhou ha due squadre in serie A, di cui la più famosa è l’Evergrande Taobao (qui la chiamano Hengda) allenata dal nostro Cannavaro e prima da Lippi. Il nome dice già la potenza economica del club: Hengda è la più grande catena alberghiera del paese (ero stato nella loro struttura al primo corso e posso assicurare hanno alberghi gioielli) e Taobao è il braccio operativo di Aibaba colosso mondiale dell’e-commerce, azionista di Suning (il gruppo proprietario dell’Inter) e che muove un fatturato di circa 420 miliardi di dollari! Hanno però perso l’ultimo scudetto dopo 7 consecutivi e si può giurare che stanno facendo di tutto per riconquistarlo.

Arrivati nella zona stadio ci si accorge di essere in un quartiere sportivo: parchetti adiacenti con tavoli da ping pong, percorsi vita, un campo da calcio in erba dove si stanno allenando le giovanili (penso una squadra di esordienti), tavolini per scacchi e giochi di società locali. Numerose generazioni presenti e anche simpaticamente ravvicinate: si notano i vecchietti che giocano a tennis tavolo accanto ad adolescenti che si confrontano su manubri per gli addominali o anche gente di tutte le età che corrono attorno allo stadio, una sorta di anello che serve durante le manifestazioni per direzionare gli spettatori e sviluppare gli immancabili stand di cibo e gadget. Purtroppo il campionato è fermo, la squadra è in ritiro a Dubai e quindi lo stadio non è visitabile all’interno, causa anche lavori di ristrutturazione.  Dopo la visita alla zona stadio, ci spostiamo nella zona centrale, anche se la concezione di centro città è più americana che italiana, per cenare e fare due passi tra i negozi immancabilmente aperti.

Il venerdì ultime tre lezioni pratiche e iniziamo a parlare dell’esame dell’indomani. Sabato c’è l’ultima lezione pratica e poi, alle 10, tutti in aula per il test: 45 domande con 3 risposte, le stesse cui rispondono gli allenatori italiani durante il corso a Milano. Risultato dell’esame? Stessa musica dei precedenti: tutti promossi con ottima media: da 34 a 43 punti sui 45 disponibili.

Curiosità: durante l’esame, nel palazzetto che ci ospita, si svolge un torneo di due giorni di scacchi. Riservato ai giovani dai 4 ai 14 anni, sono presenti circa 1200 partecipanti, provenienti da tutta da provincia del Guangdong, divisi in livelli di età e capacità. Interessante sapere che i migliori vengono premiati con delle borse di studio che permetteranno loro di iscriversi a scuole con livello di istruzione superiore alla media.

Alla fine consegna attestai, foto e autografi di rito. Con qualcuno ci scambiamo il contatto wechat, altri chiedono quando sarà il corso di secondo livello (vorrebbero già iscriversi), tutti sorridono e non smettere di dire “XieXie” (grazie), simbolo dello spirito di gratitudine che anima questo popolo, quando si rendono conto di qualcosa che può far accrescere le loro capacità.

Tutto questo mentre la Cina perde il quarto di finale della Coppa d’Asia, contro l’Iran con un mesto 0-3. Lippi in conferenza, tramite il suo traduttore da italiano a inglese, che a sua volta ha un traduttore da inglese a cinese (?!), dice che hanno commesso troppe ingenuità e scesi in campo poco concentrati. Saluta tutti, essendo all’epilogo della sua avventura cinese, e ringrazia tutti coloro che lo hanno voluto in quel ruolo. Voci di corridoio danno Capello come prossimo tecnico della nazionale cinese, forse anche per i suoi trascorsi con il Nanchino di Suning.

Per fortuna poi che c’è un’Italia che si fa valere: il nostro corso aggiunge ancora 35 persone (a oggi considerato il corso portieri siamo quasi a 500 tecnici tesserati CSI in Cina) soddisfatte e che il giorno dopo avevano già mandato i video dei giochi proposti, fatti con i loro bambini. Soprattutto ci arriva la notizia che Liu Jia, un corsista di luglio, 2^ livello di Tianjin, è stato ingaggiato come primo allenatore della società di Dalian che milita in serie C (che da loro è professionismo).

Prossima tappa, l’ottava, sarà il corso di primo livello nella provincia di GANSU, al centro della Cina, nel capoluogo LANZHOU.

Stiamo organizzando parallelamente un’iniziativa benefica, con il progetto CSI per il MONDO, nella vicina (4 ore di macchina mi dicono!) città di ZHANGXJIAN, 200.000 abitanti, colpita dal terremoto del luglio 2013. È la più povera città della Cina. L’idea è di una visita per capire se prossimamente ci sarà la possibilità di ospitare alcuni nostri istruttori e organizzare un camp sportivo con i bambini locali.  

Ni-ao Cina!

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