CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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DIARIO DI BORDO DI UN FORMATORE CSI IN CINA

a cura di Daniele Tacchini

“Ci vogliono 100 anni per vedere tutta la Cina” (Confucio)

È la sacrosanta verità!

Sono al mio nono viaggio, al nono corso e pur essendo rimasto spesso nelle stesse città (Pechino e Tianjin), ogni volta scopro qualcosa di nuovo.

Innanzitutto è bene sapere che ottobre è un mese speciale per la Cina. Settenta anni fa fu fondata la Repubblica Popolare Cinese, il 1 ottobre 1949 dal leader e fondatore della moderna Cina, Mao Zedong. E’ quindi chiaro come quest’anno la ricorrenza sia particolarmente sentita.

Al mio arrivo, la città, ma anche l’intera nazione, è in fermento. Le bandiere rosse con le 5 stelle, una più grande (che simboleggia la forza del partito comunista) e le 4 più piccole (per l’interpretazione popolare vuole che rappresentino le quattro classi sociali: gli operai, i contadini, gli studenti e i soldati), sono ovunque, sia appese a ogni lampione e colonna di ogni strada, sia portate a mano dai bambini, alcuni con adesivi a forma di cuore appiccicati sulle guance o sulle magliette. Con il fido Wang Lei, usciamo dall’aereoporto e da Pechino, intasata di turisti e ci dirigiamo a Tianjin.

Qui si svolgerà il secondo corso di 2^ livello che il CSI e Italocina sport organizzano, dopo quello dell’agosto 2018. Ci aspettano 34 corsisti, affamati di novità, dopo quelle del primo livello che ognuno di loro ha frequentato, in una delle 7 diverse occasioni. Verso le 10, arrivati a Tianjin, sono libero di girare la città, in attesa del corso che inizia l’indomani. Wang Lei conosce la mia passione per il mercatini vintage e mi porta in uno di questi. E’ situato in una zona centrale della città, sotto una torre, che loro chiamano campanile, che ospita all’interno un museo. Nelle stradine intorno, brulicano negozietti e bancarelle. Tante sono cianfrusaglie o puri oggetti per turisti, ma altri sono veramente interessanti : sciarpe di seta, monili di argento e giada, qualche pubblicazione, francobolli, ecc.

La cosa che per mi rimane più impressa è che tutti, proprio tutti, sono collegati con telefono, minitelevisori o megaschermi alla parata che si sta svolgendo in diretta a Pechino. Io avrò la fortuna di godermela la sera in camera, anche perché sui 14 canali presenti, 12 trasmettono ininterrottamente per una settimana la replica della festa (che si è conclusa alle 10 di sera con balli coreografati, fuochi d’artificio, scenografie perfette e coloratissime).

Il giorno dopo comincia il corso, che è di fatto uguale a quello che svolgiamo in Italia: tattica individuale e collettiva dal 2>2 al 11>11, palle inattive, preparazione atletica, metodologia dell’allenamento prevalentemente per ragazzi sopra i 12 anni.

 

 

Anche questa volta non manca la mia sorpresa, nel vedere come i corsisti siano attenti, puntuali e come piovano le domande. Al pomeriggio solitamente finiamo alle 16.00, ma in alcuni giorni, alle 17.30, ero ancora li, in campo, a rispondere o dimostrare.

 

Nota climatica: siamo ormai in autunno, come a Milano, anche se alle 1730 è già buio, mentre da noi per fortuna la luce c’è ancora fino alle 19. Il clima è piacevole, nei primi giorni arriviamo anche a 30 gradi, non afosi. Tra il mercoledì e il giovedì invece arriva un anticiclone e il giorno dopo ci svegliamo con 15 gradi! Ultima lezione pratica quindi con felpe e kway, con un'escursione termica notevole.

                                                                                    

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato mattina esame: a differenza del primo livello, l’esame di secondo si svolge con alcune domande a risposta multipla ma anche alcune a risposta aperta. Si deve rispondere o proporre un esercizio su un tema assegnato

Tutti ricevono l’attestato di partecipazione e la correzione dei testi certifica anche la loro acquisizione al tesserino (siamo ormai intorno al 70esimo di 2 livello e 400 di primo, oltre a quelli che hanno fatto il corso portieri, che avrà una nuova puntata a gennaio 2020).

Saluti e abbracci con tutti, autografi e qualche scambio di telefoni, tramite wechat, il whatsapp cinese, anche se enormemente più potente. Da adesso ho nuovi contatti che ogni tanto mi mandano saluti, foto e video delle loro città e soprattutto dei loro ragazzi che si allenano (alcuni con gli esercizi imparati nel corso CSI).

Nel pomeriggio di sabato, Wang Lei mi riporta a Pechino, alle 1 e 30 di mattino ho l’aereo che mi riporterà in Italia, ma abbiamo ancora qualche ora al pomeriggio per passeggiare nella zona centrale, dietro piazza Tienammen, tanti negozi, bancarelle e ristoranti. In uno di questi ci fermiamo verso le 18, per quella che è diventata una tradizionale ultima cena di fine corso. Il piatto da consumare è obbligatoriamente l’anatra alla pechinese, un po’ come da noi gli spaghetti e la pizza. Il ristorante è il più famoso della Cina per la cucina del piatto tipico. Inutile dire la bontà e la malinconia che mi assale, quando dopo poco, ci salutiamo all’aereoporto. Lascio tanti contatti, tanti tecnici appassionati e alcuni amici veri, Li usheng e Wang Lei, che con me condividono la passione per lo sport e per la vita !

A fine gennaio tornerò per un altro appuntamento, che sarà preceduto dal quarto corsopreparatori  portieri con Prospero Maita. La destinazione dovrebbe essere al sud del Paese, causa il clima rigido. Liusheng sta progettando di andare nell’isola di Hainan, una specie di Sardegna, per dimensione e spiagge. Vi racconterò!

Alla prossima.

Daniele

 

 

 

 

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