CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Scuola dirigenti: testimonial Emiliano Mondonico

Lezione di Massimo Achini sul valore del dirigente nella società sportiva

Aula gremita e argomenti importanti lunedì 19 febbraio durante la terza serata della Scuola Dirigenti firmata CSI. Argomento non da poco quello trattato durante le due ore di lezione, che hanno visto alternarsi il Presidente Massimo Achini ed Emiliano Mondonico, ex tecnico di calcio di serie A, e ormai personificazione di un altro calcio, quello al servizio di chi vive ai margini. Fulcro centrale della serata è stata la società sportiva a cavallo tra ciò che la rende radicata nella vita dell'oratorio e del Centro Sportivo Italiano, e ciò che la rende moderna e attenta alle esigenze del prossimo: "Lo sport in oratorio ha costruito la storia ed è legato alla più grande tradizione sportiva del nostro paese. La FOM discusse di calcio ancora prima della nascita di Milan e Inter - ha affermato Achini in apertura -. Ma la tradizione che rende le nostre società così diverse e votate ad un approccio più umanitario al mondo dello sport, non deve essere un freno alla capacità che dobbiamo avere di leggere con attenzione il presente, il mondo in cui siamo chiamati a compiere la nostra opera educativa".

Eccola quindi la vera sfida lanciata ieri sera ai dirigenti che si stanno formando nel percorso accademico CSI: non perdere di vista le proprie particolarità, che fanno del volontariato e dell'accoglienza alcuni dei valori peculiari, ma al contempo essere dirigenti creativi, propositivi, sognatori, visionari, che sappiano reinventare lo sport sulla base delle nuove esigenze dei giovani di oggi, garantendo sempre lo spirito di servizio proprio delle società di base. Consigli su come essere dirigenti preparati e attenti, sono arrivati anche da Emiliano Mondonico, che nel raccontare le proprie esperienze nelle piccole realtà di paese, ha ricordato l'importanza di avere ruoli e responsabilità distinte all'interno di una società, affinché ognuno possa operare al meglio per l'obbiettivo comune, che per Mondonico è uno: "Creare appartenenza in modo che ognuno sia responsabile, contento di sentirsi parte di quel preciso gruppo - ha spiegato l'ex coach di serie A -. Solo attraverso questo si riesce ad ottenere collaborazione e dare ad ognuno il ruolo e il compito che merita. Guai dove ci sono piccoli gruppi che, seppur coscienziosi, portano avanti strade singole. Così non esiste appartenenza, ma individualità, e così siamo sconfitti in partenza".

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