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Non trattate in modo uguale i diseguali

"Non trattate in modo uguale i diseguali". Altrimenti fate una delle più grandi ingiustizie al mondo. 

La frase di don Milani ci aiuta a riflettere sull’assurda burocrazia che da anni opprime le società sportive. Tutto il mondo dello sport ha visto con favore l’introduzione di norme che garantissero trasparenza, chiarezza e che impedissero ai furbi di fare i furbi. Il 90 % delle società sportive di base è fatto da gente onesta, da volontari che danno l’anima per i ragazzi e per tenere in piedi il gruppo sportivo. Sentire anche solo il minimo sospetto di disonestà o illegalità sarebbe stato insopportabile. Da questo principio sono arrivate, negli anni, conseguenze inaspettate. Al posto di poche regole chiare e utili, a dividere gli onesti dai furbetti alle piccole società sportive, è caduta addosso una montagna di burocrazia dalla quale rischiano di essere schiacciate. Il vero problema resta trattare in modo uguale i diseguali. Volete un esempio? Oggi sia un circolo nautico di alto livello che una piccola società sportiva di oratorio sono soggetti alla stessa identica burocrazia. Si, avete capito bene. Alla stessa identica burocrazia! Un altro esempio? Un conto è voler far le cose per bene ed avere tutto in ordine a partire dal punto di vista fiscale, un altro conto è  però veder fioccare multe perchè non è stata esposta la convocazione dell’assemblea in bacheca. Chi vive la vita vera della società sportiva capisce al volo l’assurdità. La volontà iniziale era quella di mettere in difficoltà e di stanare i pochi disonesti che si aggiravano nell’onestissimo universo dello sport di base. Concretamente è successo esattamente il contrario. Si sono messe in difficoltà vera migliaia e migliaia di piccole società sportive onestissime, mentre i disonesti finiscono per riuscire quasi a farla franca aggirando in altro modo le normative vigenti. Così non va bene. Le piccole società sportive di oratorio e di quartiere hanno bisogno di rispettare le regole, ma anche di avere una burocrazia leggera che permetta loro di svolgere il servizio educativo. Il problema è chiaro: non si possono trattare società sportive diverse tra loro allo stesso modo, altrimenti si commette un’ingiustizia ed a perdere sono i più deboli. Questo è solo uno dei problemi veri che hanno oggi le nostre società sportive. Noi vogliamo provare ad affrontarli e inizieremo a farlo sabato 18 marzo in occasione dell’assemblea delle società sportive.

 

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