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E' questione di regali

Dobbiamo riscoprire il Natale come incontro

Matteo gioca nell’under 12. Una domenica torna a casa e dice alla mamma: “Oggi mi hanno fatto un regalo fantastico”. La mamma risponde: “Ma il tuo compleanno é stato 15 giorni fa e ti abbiamo riempito di regali. Un altro? Cosa ti hanno regalato in ritardo? Matteo: “Pensa mamma il mister mi ha fatto giocare titolare dal primo minuto. Ho toccato il cielo con un dito anche se avevo paura di sbagliare”.

Ci potete scommettere, questo regalo Matteo non lo dimenticherà più. Quando avrà 30 anni si ricorderà perfettamente di quel suo essere in campo dal primo minuto per la prima volta.

Davide invece il basket c’è l’ha nel sangue. Gioca sin da ragazzino ed è arrivato a giocare in A2. Anni e anni di allenamenti e partite a livello nazionale.

È al bar a prendere un caffè con la fidanzata e racconta: “sai che un’emozione così non l’avevo mai provata? Nemmeno quando ho vinto i campionati nazionali giovanili. É stato davvero incredibile”. A che cosa si riferisce? Al fatto che un suo amico lo ha convinto a giocare nella squadra di Baskin del suo oratorio. Quel giocare insieme a ragazzi disabili ha segnato la sua vita più di anni ed anni di basket. E lo ha capito dopo solo qualche allenamento. Un bel regalo che un “basket un po’ diverso” ha fatto a Davide. Un regalo che proprio non si aspettava, finita la sua carriera professionistica.

Per Yussif il regalo invece si chiama lavoro, ma passa dentro ad un pallone che rotola. Grazie al progetto “Sport Inside” questo ragazzo del Ghana finisce per giocare nell’oratorio del Santa Valeria. Si impegna come pochi ed è anche bravino. In quell’oratorio c’è, tra i dirigenti, Pierpaolo che di mestiere fa l’imprenditore. I due si conoscono e Pierpaolo, in barba ad ogni pregiudizio, decide di assumere Yussif nella sua azienda. Come dire, regali della Provvidenza.

Renato è un ragazzo che é recluso al Beccaria da un po’ di tempo e, purtroppo, dovrà restarci ancora per diversi di anni. Ogni venerdì c’è allenamento. “Mister, spiega Renato, io aspetto ogni settimana venerdì perché per me queste due ore in campo sono un regalo immenso”.

Francesca esce un po’ meno con le amiche e fa qualche happy hour in meno. Il motivo è semplice. Da quest’anno allena la squadra delle ragazze della sua società sportiva e due sere alla settimana le dedica a questo. “Un sacrificio? - commenta Francesca - No, il più bel regalo della mia vita”.

Di “regali” ricevuti dentro la vita quotidiana delle società sportive ce ne sono a tonnellate.

Spesso facciamo grande confusione e scambiamo Natale con il momento degli auguri o dei regali.

Dobbiamo riscoprire il Natale come incontro con la nascita di un bambino che ha cambiato la storia dell’umanità.

Ma questi regali che abbiamo raccontato hanno dentro il vero spirito del Natale.

Ecco perché in fondo... “È Natale ogni volta che una società sportiva si prende cura dei suoi ragazzi utilizzando lo sport come strumento educativo”.
 

Massimo Achini

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