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Sognare rende liberi

Non mettete muri ai vostri sogni perché i sogni li scavalcano

Facciamo un salto a Carugate. Troviamo la Asdo Carugate. Società sportiva dell’oratorio. Una società sportiva tosta con 17 squadre tra basket, calcio e pallavolo.

A settembre decidono di provare a fare una squadra di baskin (basket integrato). Non hanno nulla. Solo la voglia di provarci, allenatori motivati e tanta sana incoscienza. 1Mettono in giro la voce. In poche settimane si comincia.

Il baskin é uno sport “strano e bellissimo”. Si gioca con 4 canestri (2 laterali oltre ai 2 tradizionali). I giocatori vengono classificati in 5 tipologie: (1 disabilità grave, 2 disabilità media, 3 disabilità lieve (a livello motorio), 4 normodotati che non hanno mai giocato a basket, 5 normodotati giocatori di basket (che devono essere sia uomini che donne).

Una serie di regole permettono di giocare tutti insieme (bisogna schierare contemporaneamente giocatori tipologia 1,2,3,4,5).

La squadra di Carugate cresce settimana dopo settimana e allenamento dopo allenamento. Ad allenarsi con impegno ci sono più di 20 persone. Da chi é affetto da sindrome di Down, a chi é amputato, a chi é autistico, a chi ha scoperto il basket da poco, a chi gioca in campionato e ha scelto questa come sua seconda squadra.

Ad allenare il gruppo una coppia di allenatori formata da una ragazza di 24 anni (bravissima) e da un mister con grande esperienza. Dopo qualche mese la prima amichevole di baskin. Settimana scorsa la prima partita di un torneo ufficiale.

L’oratorio di Carugate ha la fortuna di avere una palestra con gradinate che possono ospitare fino a 350 persone.

Sono andato a vedere la partita. Quasi impossibile trovare un posto.

Sugli spalti praticamente tutto esaurito. La cosa che mi ha lasciato senza fiato é che la partita é stata una partita vera. Solo vedere in campo una squadra così ti toglie il respiro per l’emozione. Ma la cosa che mi ha fatto davvero venire le lacrime agli occhi era vedere che la partita era “vera”, giocata con impegno, passione, suggerimenti tattici e tutto il resto. Vedere un 5 (giocatore basket) che apre il gioco su un ragazzo disabile, che passa ad un 4 (normodotati che non ha mai giocato basket) che corre in area piccola (laterale) per dare la palla ad un ragazzo autistico che va a canestro, é una cosa che ti lascia senza fiato .

Seduto lì, nella gradinata, guardavo il presidente della società sportiva di Carugate che con lo sguardo dell’uomo semplice mi raccontava: “É proprio bello. Noi ci abbiamo provato ed é andata bene. Sono andato dal don a settembre e gli ho detto che noi volevamo provare a fare una squadra baskin. Mi ha detto: ma sì dai, coraggio, tentiamo. Non avevamo nulla, ma é arrivata subito un sacco di gente a dire che voleva giocare. Adesso vedere questa partita dopo soli 5 mesi ti fa capire che vale la pena sognare…”. Eh sì, dicevo dentro di me... vale proprio la pena di sognare.

L’esempio di questa squadra di baskin é uno tra i mille esempi possibili di vita vera e vissuta nelle vostre società sportive.

Non mettete muri ai vostri sogni perché i sogni li scavalcano. Volate alto. Cercate sfide impossibili. Non date retta a chi vuole ridurre lo sport a una banale questione di vittorie e sconfitte. Mettetevi a tavolino e cercate una sfida impossibile per la vostra società sportiva. Una sfida che sentite vostra. Qualunque essa sia credeteci ed iniziate a sognare di realizzarla. Siamo un popolo di gente fatta così.
 

Massimo Achini

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