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Pasqua non è uno scherzo

L'editoriale di don Stefano Guidi

Data la coincidenza non poi così rara della domenica di Pasqua con il 1° di aprile, mi sono divertito a cercare le origini e i significati di questa simpatica tradizione.

Le origini del pesce d'aprile non sono note, anche se sono state proposte diverse teorie. Una delle più remote riguarderebbe il beato Bertrando di San Genesio, patriarca di Aquileia dal 1334 al 1350, il quale avrebbe liberato miracolosamente un papa soffocato in gola da una spina di pesce; per gratitudine il pontefice avrebbe decretato che ad Aquileia, il primo aprile, non si mangiasse pesce. Un'altra teoria tra le più accreditate colloca la nascita della tradizione nella Francia del XVI secolo. In origine, prima dell'adozione del Calendario Gregoriano nel 1582, in Europa era usanza celebrare il Capodanno tra il 25 marzo e il 1º aprile, occasione in cui venivano scambiati pacchi dono. La riforma di papa Gregorio XIII spostò la festività indietro al 1º gennaio, motivo per cui sembra sia nata la tradizione di consegnare dei pacchi regalo vuoti in corrispondenza del 1º di aprile, volendo scherzosamente simboleggiare la festività ormai decaduta. Il nome che venne dato alla strana usanza fu poisson d'Avril, per l'appunto "pesce d'aprile". Un'altra ipotesi vede protagoniste le prime pesche primaverili del passato. Spesso accadeva che i pescatori, non trovando pesci sui fondali nei primi giorni di aprile, tornassero in porto a mani vuote e per questo motivo erano oggetto di ilarità e scherno da parte dei compaesani. Ciascuno può proseguire personalmente la ricerca, divertendosi un po'. Mi chiedo che cosa accomuni queste diverse tradizioni. Su cosa si basa lo scherzo del pesce di aprile? Il denominatore comune potrebbe essere questo. Succede quello che non ti aspetti e non succede quello che ti aspetti. Mentre scrivo queste cose mi sembra perfino di intuire un nesso con la Pasqua… ho quasi timore a riconoscerlo… non vorrei dire una bestemmia… tanto più in un articolo per un giornale religioso. Però mi sembra proprio così: Pasqua è il giorno (l'ottavo giorno: il giorno che inizia una novità assoluta) in cui non capita quello che ti aspetti ma capita qualcosa che non ti saresti mai aspettato.

Provo brevemente a spiegarmi. Vado con ordine. Che cosa non capita? Una cosa che tutti si sarebbero aspettati che capitasse, su cui ci avrebbero scommesso e forse ci hanno scommesso veramente. Gesù non scende dalla croce! Questo fatto è qualcosa di veramente incomprensibile. Noi leggiamo il Vangelo a distanza di oltre duemila anni e conosciamo già la storia. Ma proviamo a metterci nei panni della gente di allora, di chi la viveva in realtà e stava partecipando da protagonista ad un evento che sarebbe entrato per sempre nella storia e l'avrebbe sconvolta. Forse – al di là dell'atteggiamento denigratorio e offensivo nei confronti di Gesù – si aspettavano veramente che scendesse. Ma certo: lo avevano visto fare miracoli, lo avevano acclamato come il più grande dei profeti. Gesù stesso si è pubblicamente proclamato Figlio di Dio. Erano pronti a vederlo scendere. Erano pronti a vedere lo spettacolo in prima fila. Pronti per il segno tanto atteso. Ma, come sappiamo, non sarà dato alcun segno! Succede così qualcosa di impensabile: Gesù, il Figlio di Dio, si lascia morire sulla croce come un delinquente qualunque, come un condannato a morte alla pena infame della croce. Poteva evitarlo. Poteva scendere! Tutti lo avrebbero acclamato, osannato, finalmente riconosciuto. Avrebbe compiuto la sua missione con un grande successo. Invece decide di compiere la sua missione con un fallimento. Fallimento che noi oggi possiamo dire “apparente”, ma per chi era presente allora, bruciava come un fallimento reale.

Ma, non soltanto non capita quello che tutti si sarebbero aspettati. Succede qualcosa di veramente inaspettato. Siamo alla domenica. La tomba viene trovata aperta e vuota. Sì! Possiamo capire l’incredulità dei discepoli posti di fronte a questo fatto. I Sacerdoti e gli Anziani del popolo, forse ancora persuasi dall'idea che i discepoli avrebbero sfruttato il corso degli eventi per inscenare un fatto prodigioso, decidono di fare controllare la tomba.  Nonostante questo la tomba si apre e viene trovata vuota.

Sottile ironia divina! Forse allora, Pasqua è davvero lo scherzo serio di Dio che ci lascia a bocca aperta e con una tomba vuota che diventa il vero rompicapo della vita… perché se la tomba è vuota i conti non tornano e qualcuno adesso deve spiegarci che cosa è vita e che cosa è morte. Forse sì! A Dio piace scherzare, ci scombina le carte, gioca a confonderci. Si diverte a mettere disordine tra l’ordine dei nostri sapienti pensieri. Quei pensieri che ci danno tanto facilmente l’illusione di sapere il mistero immenso della vita è della morte.

Se Pasqua quest'anno cade il primo di aprile, all’ora sentiamoci autorizzati e invitati a ridere con Dio. Con il sorriso sulle labbra e con la speranza nel cuore, ci lasciamo alle spalle la nostra tomba vuota: inutile cercare il Vivente tra i morti. Riprendiamo la strada della nostra vita e prepariamoci a nuove infinite sorprese. Quello che ci aspettiamo, forse non succederà. Quello che riteniamo impossibile, potrebbe avverarsi. Dio vuole giocare con noi. Che la partita abbia inizio! E buona Pasqua!


don Stefano Guidi
Direttore Fom
Consulente ecclesiastico Csi Milano

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