CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Contrastiamo quella "cattiva" cultura sportiva

Ho ricevuto questa lettera da parte di un allenatore degli Under 9. Ho deciso di pubblicarla per un motivo preciso. I nostri campionati, fortunatamente, sono "sani" e su oltre 30 mila partite, gli episodi di "violenza" si contano sulla punta delle dita. Sono pochi, ma esistono. Quella cultura sportiva sbagliata ed irresponsabile che oggi attraversa il mondo dello sport, raramente trova spazio anche sui nostri campi. Cosa fare se capita? Lo spiega bene questo allenatore degli Under 9: andare avanti con più passione educativa di prima! (M.A.)

"Buongiorno, sono Andrea, un ragazzo di 19 anni che allena nel settore giovanile  calcio dell'Asdo Azzurri a Lissone.Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione e la disponibilità che mostrate nel leggere le mie parole; volevo informarvi - anche se a malincuore - di un fatto avvenuto domenica 11 dicembre presso il campo del nostro oratorio durante una partita della categoria Under 9.

Purtroppo abbiamo assistito a scene di violenza, di mancanza di rispetto e di prepotenza da parte di un genitore della squadra ospite che contestava i regolamenti e le scelte tecniche fatte dagli allenatori.

Questi i fatti: poco prima del fischio d'inizio un papà si è mostrato "incandescente", più incline alla rissa che al dialogo, invadendo il campo e minacciando gli allenatori.  La situazione precipita e altri spettatori ospiti entrano in campo nel tentativo di portarlo lontano dalla panchina; anche l'arbitro, il nostro staff e gli allenatori cercano di calmarlo. Purtroppo tutti i tentavi risultano vani e siamo stati costretti a portare tutti i bambini negli spogliatoi. Il genitore viene finalmente condotto fuori dal campo di gioco e la partita può avere inizio.

Ma anche fuori dal campo continua a mantenere un atteggiamento minaccioso. 

La partita procede ma l'aria rimane tesa e noi allenatori ci rendiamo conto che non è la condizione ideale per giocare; ci troviamo in difficoltà - siamo uno staff di persone di 20 anni - e non ci saremmo mai aspettati scene di questo tipo nell'ambiente dell'oratorio e specialmente a una partita di bambini di 8 anni.

All'inizio del terzo tempo sempre la stessa persona, a causa di una scelta tecnica non condivisa entra nuovamente in campo si avvicina all'allenatore della squadra del figlio, una persona di più di 60 anni, e gli tira uno schiaffo facendogli cadere gli occhiali a terra; la situazione esplode e numerose persone entrano in campo per cercare di porre fine a questa situazione incresciosa. Siamo stati aiutati da persone adulte della nostra società che ringrazio infinitamente. Il genitore viene portato fuori dall'oratorio, l'allenatore della squadra avversaria vuole continuare a giocare: "Non è giusto per i ragazzi", ma l'arbitro opta per l’interruzione della partita.
Decidiamo di trattenere tutti i bambini in campo per parlare con loro di quanto è accaduto e spiegare che anche i grandi, a volte, sbagliano.

È stata purtroppo una domenica di violenza anziché di sano sport per i ragazzi; siamo stati colpiti da un forte dispiacere: la tristezza dei bambini per l'interruzione della loro partita. Un forte dispiacere anche per la violenza verso degli allenatori, persone a mio avviso eccezionali, che hanno agito per il bene dei ragazzi non cedendo alle provocazioni, ai ricatti e alla violenza di questo genitore incivile. Questa persona, non ha solo infranto delle regole interrompendo una partita, ma ha anche messo in pericolo dei bambini! È stato inoltre irrispettoso verso le nostre strutture e verso il nostro modo di fare sport, non fermandosi neanche dopo che il figlio (giocatore in campo) ripeteva tirandogli il giubbotto: "Basta papà, ti prego".

Domenica ho faticato a prendere sonno; quello che è successo mi ha messo in crisi: è questo il modello di sport che vogliamo proporre ai nostri ragazzi? Quali sono i valori che trasmettiamo?

L’impegno educativo e sportivo che persone come me, come l’allenatore della squadra avversaria, come tanti altri volontari delle nostre Società non può essere cancellato da fatti come quelli che ho descritto.  

E alla fine ho fatto la mia scelta: continuerò ad allenare i miei bambini con lo stesso entusiasmo di prima, anzi ancora di più!"

 

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