CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Un progetto per crescere

7 Febbraio 2014

La politica sportiva può essere definita come quella fase di gestione istituzionale che, dopo un’adeguata conoscenza di tutta la realtà sportiva, ha il compito di operare scelte concrete. Il termine “politica sportiva”, che io ritengo molto serio, è talmente poco conosciuto nella sua accezione che spesso il suo uso è stato esagerato e, in alcuni casi, abusato. E’ talmente serio come argomento che anche la comunità europea ha dedicato un libro bianco sullo sport, cercando di definire i principi e gli sviluppi che una corretta pratica sportiva può generare nella nostra società. Il Consiglio d’Europa sottolinea che: “ogni individuo ha il diritto di partecipare allo sport” e considera lo sport un settore di intervento in cui devono valere ancora il principio di sussidiarietà e di autonomia delle organizzazioni sportive. Ad ogni paese il compito di organizzare liberamente lo sport in funzione delle proprie caratteristiche e scelte. Ma quando si parla di sport è difficile, se non impossibile, scollegarlo dalle tematiche educative, sanitarie o sociali.
Qualsiasi intervento sullo sport riguarda contemporaneamente molti altri aspetti della vita sociale, ma anche economica, urbanistica e ambientale, formativa, turistica…
L’Unione Europea, nel libro bianco, definisce lo sport in questo modo:“ Al di là dell’aspetto puramente salutare, lo sport contribuisce all’inserimento e all’integrazione sociale, partecipa al processo di educazione informale, promuove gli scambi culturali e crea posti di lavoro all’interno dell’Unione Europea”.
Siamo in una fase di profonda trasformazione della società e anche dello sport. Forse il momento di crisi economico/finanziaria, sociale e morale, è un’occasione per valutare correttamente il valore delle diverse componenti della nostra società. Avere una visione dello sport non solamente collegata all’impianto sportivo, ma alle grandi potenzialità di miglioramento della salute pubblica, all’inserimento e all’integrazione sociale, al ruolo educativo e morale, alle potenzialità economiche, è oggi un dovere. Un impegno che qualsiasi buon amministratore della cosa pubblica non può ignorare.
Se tutto ciò è vero, risulta inevitabile che il nostro movimento sportivo - che forse rappresenta in modo importante il tessuto volontaristico dello sport - non può che farsi carico di questa responsabilità e lanciare una piccola grande sfida. Scriviamo insieme a tutte le forze politiche interessate una bozza di documento, che partendo dai valori dello sport aiuti a tracciare le linee guida per una politica sportiva lungimirante. Che guardi ai nostri figli e nipoti e che sappia leggere le grandi opportunità che lo sport può offrire alla nostra società.

Giuseppe Valori

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