CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Continuiamo a crederci

9 Maggio 2014

Abbiamo vissuto attraverso i mezzi di comunicazione quanto accaduto prima della finale di Coppa Italia. Abbiamo ascoltato molti interventi durante le trasmissioni televisive che si sono impadronite della notizia. Per noi che viviamo tutti i giorni l’attività sportiva sui “campetti d’oratorio", i fatti raccontati ci sembrano da una parte “fortunatamente” lontani dalla nostra realtà, ma nello stesso tempo ci preoccupano perché rispecchiano un disagio sociale. Ci accorgiamo di questa difficoltà quando abbiamo a che fare con i genitori dei nostri ragazzi. Non sempre riescono a coniugare l’importanza della presenza con un corretto comportamento da tenere fuori dal campo. Alcune volte (fortunatamente poche e non così gravi) tendono a sfogare in un tifo eccessivo le proprie difficoltà, angosce lavorative, affettive o economiche. La cultura sportiva è  un valore e deve essere testimoniato attraverso la conoscenza, le regole,
il rispetto di queste ultime, dell’avversario e del compagno di squadra. Noi ci impegniamo molto in questa direzione attraverso corsi dedicati a tecnici, allenatori e anche ai genitori. Forse non basta, anzi sicuramente non è sufficiente. Spesso ce ne accorgiamo durante le nostre gare. Ci impegniamo per favorire la partecipazione di dirigenti e genitori ai corsi di formazione, investiamo tempo e risorse in questa direzione ed è sufficiente l’episodio di uno scellerato per rovinare un anno di impegno. Purtroppo anche nella nostra realtà si verificano episodi che contraddicono i nostri principi e che non sono di esempio per i giovani. Quanto è difficile continuare a crederci! Ci mortifichiamo e pensiamo che forse non ne vale la pena... poi incontriamo il sorriso di un atleta e capiamo dagli occhi di quel ragazzo che non è vero, che abbiamo il dovere non solo personale, ma sociale di crederci. Oggi, ove alcune istituzioni non riescono a insegnare i principi su cui si basa la semplice convivenza (una volta si chiamava educazione civica), la società sportiva ha un ruolo fondamentale per almeno due motivi: è in contatto costante con i giovani; attraverso lo sport può trasmettere molti valori (tra i quali il rispetto delle regole) e immediatamente darne testimonianza nell’agire quotidiano. Non credo sia mio compito giudicare i fatti incresciosi accaduti prima della finale di Coppa Italia, tuttavia  trovo necessario ribadire l’importanza e il valore di ciò che facciamo. Noi che rappresentiamo lo sport di base dobbiamo continuare a svolgere il nostro compito: seminare bellezza e speranza. La bellezza di uno sport semplicemente vero, fatto di regole, rispetto e speranza per il futuro. Sembra poco ma non lo è. I cambiamenti importanti nascono a partire dal cambiamento di ciascuno. Nelle tante parole che ho ascoltato in questi giorni, ciascuno cerca di difendere il proprio orticello (non è colpa del calcio, non è colpa della società sportiva, non è colpa di regole non applicate ecc...); è ora che ciascuno si faccia carico della propria responsabilità.

Giuseppe Valori

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