CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Scuola, sport e posti di lavoro

L'incontro con Papa Francesco ha rappresentato per gran parte di noi un’occasione unica e forse irripetibile. Il Santo Padre che ci ha accolto con le braccia aperte e per noi è stata subito una grande festa. Un festa numerosa di cuori emozionati per  l’incontro. Il primo sole estivo ci ha accolto in piazza San Pietro, quasi volesse festeggiare con noi questa splendida occasione. Una festa che ha visto la presenza di tanti amici del Csi e dello sport. Tanti volti che hanno rappresentato e rappresentano un simbolo di correttezza sportiva e di esempio per i nostri giovani. Che bello vedere il Trap, Mondonico, Pizzul, Meneghin e tanti altri amici. Altrettanto bello vedere i nostri giovani che rappresentavano i diversi sport sul sagrato di San Pietro di fianco al Papa. Quale emozione assistere all’incontro fra la nazionale di calcio amputati e il Santo Padre. Qualche lacrimuccia è scesa perché dentro di noi c’erano tante  emozioni e sentivamo il  bisogno di tirarle fuori. L’orgoglio di veder una piazza stracolma di società sportive (circa 80mila persone); un orgoglio giustificato dal fatto che erano tutti dirigenti e giocatori delle nostre attività. Gente che vive sul territorio e che quotidianamente offre il proprio tempo e tutta la volontà di cui è capace. Solo una parte del milione di tesserati della nostra associazione. E poi l’ascolto delle parole del Santo Padre: il momento più importante e atteso. Papa Francesco, ancora una volta, ci ha saputo sorprendere dimostrando di essere più avanti rispetto a qualsiasi idea rivoluzionaria: rivoluzionaria per i nostri cuori e per le nostre coscienze. Ha detto che ci sono  tre cose importanti per la società di oggi: scuola, sport e posti di lavoro. Si è rivolto al mondo e in particolare si è rivolto al mondo politico. Poi  ha lanciato un messaggio al mondo della chiesa e dello sport: “E’ bello quando in parrocchia c’è il gruppo sportivo, e se non c’è un gruppo sportivo in parrocchia, manca qualcosa. Ma questo gruppo sportivo dev’essere impostato bene, in modo coerente con la comunità cristiana, se non è coerente è meglio che non ci sia”. Quante volte abbiamo vissuto momenti di difficoltà nelle nostre parrocchie e quante volte non siamo stati capaci di saper vivere lo sport all’interno dell’oratorio. Non abbiamo saputo essere di esempio ai  nostri giovani giocando in difesa e non in attacco. E’ nostro compito, invece, divenire apostoli della Chiesa attraverso lo sport. Apostoli per una  società civile che ponga al centro della propria attenzione la persona. Abbiamo una grande responsabilità e non dobbiamo avere paura o sottovalutare il nostro compito di educatori. Molti hanno pianto (anch’io) e tutti eravamo orgogliosi, gioiosi e colmi della parola di Papa Francesco.
Ti abbracciamo e Ti vogliamo bene. Grazie per averci regalato questo incontro e averci fatto vivere questa gioia.

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