CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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La democrazia nasce anche nella società sportiva

15 Maggio

Viviamo in una società che insegna a sgomitare. Avete presente la partenza di un gran premio di formula uno dove, già alla prima curva, si ritrovano tutti in pochi centimetri a fare a “sportellate” per decidere chi passa davanti all’altro?
La nostra vita, troppo spesso, la vorrebbero così. Una maratona quotidiana di individualismo, dove l’altro é qualcuno da superare e un avversario da battere.
La vita vera però é un’altra cosa. L’altro può essere un compagno di strada meraviglioso che ti sostiene, ti incoraggia, ti accompagna… Ti aiuta a non perderti nella complessa avventura di affrontare il mare della vita. Facile a dirsi, difficile a viversi. Servono occasioni per sperimentare una vita vera. Servono comunità nelle quali immergersi per respirare le condizioni della vera umanità.
La società sportiva oggi è questo. Altro che un posto dove semplicemente si gioca, ci si diverte e si fa sport. La società sportiva oggi é una grande occasione per affrontare la vita con spirito di squadra. É un laboratorio di relazioni, di amicizie, di incontri, di fatica, di confronto che deve generare incontri. Le amicizie nate dentro uno spogliatoio te le porti dietro per tutta la vita. C’é un altro aspetto che merita di essere sottolineato: la democrazia é un valore immenso. Bisogna difenderlo e coltivarlo. Bene, dove mandiamo i nostri giovani a scuola di democrazia? Una volta esisteva la filiera dell’esperienza di partito. Ma di giovani, oggi, nei partiti, ce ne sono pochi.
La scuola qualche volta offre laboratori di democrazia. Appunto, qualche volta! Illudersi, poi, che si impari cos’è la democrazia durante le ore di educazione civica, sarebbe da miopi, per non dire da ciechi. Dove si impara, allora? Dentro il mondo dell’associazionismo.
Nelle società sportive e nei comitati territoriali si discute, ci si confronta, ci si arrabbia, si litiga e si fa la pace, si impara ad esporre le proprie idee, si impara ad ascoltare le ragioni degli altri, ci si candida, si vota… Insomma, il mondo dello sport di base é una grande palestra di democrazia a cielo aperto. A volte non ce ne rendiamo conto, ma é proprio così. Nei nostri consigli provinciali, nei gruppi arbitri, nelle commissioni, negli spogliatoi di ogni gruppo sportivo, nei direttivi delle società sportive, ogni settimana centinaia di migliaia di persone si allenano a lavorare intensamente per il bene comune. Alla politica di oggi manca questo. Troppi crescono solo dentro le fila di un partito e non hanno alle spalle quel vissuto (o lo vivi o nessuno te lo può insegnare) che solo il mondo dell’associazionismo ti può regalare. Ecco allora cosa sono le società sportive di oggi. Produttori di comunità educanti e di relazioni umane “calde” nel deserto e nel gelo del nostro tempo. Sono laboratori di democrazia quotidiana.
Bastano questi due aspetti per ricordare a tutti che le società sportive sono pietre miliari del nostro tempo. Se chiude una società sportiva non si spegne un campo di calcetto o una palestra, ma viene meno un pezzo importante della società.
Ecco perché aiutarle e aiutarle seriamente é un dovere e un obbligo per tutti. A partire da coloro che hanno la responsabilità di governare questo paese e il sistema sportivo italiano.

Massimo Achini

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