CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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L'educazione sportiva

20 febbraio

Ancora una volta le situazioni verificatesi nel mondo dello sport italiano evidenziano in modo inequivocabile come sia necessaria una riflessione profonda sullo stato delle cose e sugli strumenti che possono rilanciare la cultura sportiva.Ciò che più colpisce è che viviamo un momento di crisi non solo e non tanto legati ai risultati sportivi, ma soprattutto a una carenza di strategie e per un rafforzamento della cultura sportiva. Parlando di quest’ultima intendiamo la capacità di comprendere come lo sport abbia un valore strettamente legato all’educazione. Mi sono sempre domandato come sarebbe diverso se nelle ore curriculari fosse inserito l’insegnamento dello sport. Cultura sportiva significa anche approfondire la sua storia, valorizzare il senso del rispetto delle regole, il far comprendere l’importanza educativa rappresentata da coloro che devono giudicare. Si potrebbe così far comprendere l’importanza di fare dello sport anche per educare il nostro corpo e prevenire le malattie. Allo stesso tempo sottolineare come il raggiungimento del risultato non può essere l’unico motivo per fare sport.
Come sarebbe bello poter dedicare tempo e spazio a questi argomenti; realizzare una grande interattività fra mondo dello sport e scuola attraverso testimonianze e incontri con figure che ricoprono differenti ruoli in ambito sportivo (arbitri, allenatori, ecc...). Ho sempre visto con preoccupazione l’abbandono dello studio dell’educazione civica. Era una materia che cercava di trasmettere la conoscenza delle nostre istituzioni, ma soprattutto di far capire quanto fosse importante il rispetto dei diritti e dei doveri. Sembra retorica, ma se ci pensiamo bene il nostro compito e impegno (lo dico per tutti i livelli di responsabilità nel mondo sportivo) deve essere quello di favorire una frequentazione sempre maggiore delle attività sportive da parte dei giovani attraverso una consapevolezza che deve accompagnare la crescita dei nostri ragazzi. Far giocare un bimbo, per farlo divertire, farà sì che crescendo quel giovane vorrà proseguire il suo gioco non solo per divertirsi, ma anche perché sarà consapevole che può contribuire alla crescita corretta del suo corpo e, diventato adulto, la motivazione sarà quella di mantenere in forma il proprio corpo e prevenire eventuali  malattie. Consentirebbe la formazione di giovani che capiranno meglio come tifare la propria squadra e come agevolare il ruolo svolto dal/dai direttore/i di gara o dai giudici rendendoli così attori più responsabili.
Per raggiungere questo obiettivo occorrono una serie di alleanze. La prima è con il mondo della scuola che deve comprendere come questa esperienza non solo sportiva, ma soprattutto educativa, deve partire dalle età più giovani e proseguire nel corso delle scuole successive.
Accettare e condividere che sia introdotta una nuova materia scolastica “l’educazione sportiva”. Insieme deve esserne convinto il mondo dello sport perché deve saper interagire con il mondo della scuola favorendo la formazione di insegnanti ma anche attraverso l’offerta di testimonianze educative.
Proprio in un momento di profonda crisi economica e sociale si possono trovare gli stimoli per nuove idee, nuovi percorsi finalizzati a migliorare il futuro della nostra società.
Noi del Centro Sportivo Italiano siamo pronti a questa nuova scommessa. Sembra un sogno impossibile, ma come tutti i sogni impossibili sono quelli che si possono realizzare insieme.

Giuseppe Valori

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