CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

Apple Store Google Play Instagram YouTube Facebook
Chi siamo  /   Link utili  /   Fotogallery  /   Contatti e sede

Non ci deve mancare il coraggio

26 novembre

Anche lo sport risente del clima di paura e ansia che, dopo i fatti di Parigi, interessa non solo l’Europa, ma tutto il mondo.
E’ difficile porsi in maniera oggettiva e razionale di fronte a eventi che di razionale hanno ben poco, se non la volontà di spaventare e impedire alla gente normale di continuare a vivere la propria vita in serenità e tranquillità. I tanti morti e le vittime innocenti di ogni parte del mondo ci inorridiscono e fanno perdere la fiducia negli uomini.
L’interrogativo che ricorre è: perche? Quale sarà mai l’obiettivo finale di tanta crudeltà e quando, su questa inutile strage, sarà possibile mettere la parola fine? Molto probabilmente la risposta non arriverà perchè nessuno la conosce e tanto meno si azzarda a fare previsioni.
Da una parte abbiamo il dovere di non dimenticare coloro che, in queste terribili stragi, hanno perduto la vita rinunciando a tutto ciò che di bello essa offre. Dall’altra è necessario riscoprire uno dei valori più importanti che lo sport ci insegna da sempre: il coraggio.
Il coraggio di andare avanti nonostante tutto, il coraggio della fiducia e della solidarietà verso coloro che sono stati così duramente colpiti, il coraggio di continuare a vivere inseguendo quegli ideali di libertà, tolleranza, condivisione e non violenza che, prima di essere valori cristiani, sono parte di ciò che ci piace chiamare “umanità”. Questo sì che è un vero atto di coraggio, continuare a impegnarci nel nostro lavoro quotidiano di educatori rimanendo fedeli al nostro ideale di uomo, aperto al mondo, alla diversità, convinti che il diritto alla vita sia e debba rimanere un diritto inalienabile.
Di coraggio ce ne vuole molto e Papa Francesco, che mercoledì è partito per il suo viaggio in terra africana, ne è un esempio.
“... chiedo a tutti di voi di pregare affinché questo viaggio (in Kenya, Uganda e Repubblica Centro africana) sia per questi fratelli e per me un segno di vicinanza e di amore” - queste le parole del pontefice, alle quali fanno eco i dispacci dei numerosi servizi di sicurezza di tutto il mondo che definiscono il territorio africano un paese “altamente incerto sotto il profilo della sicurezza, con il rischio “non irrilevante” che possa verificarsi un attentato in occasione delle cerimonie in programma”. Non mancheremo di fare quanto il Santo Padre ci chiede e insieme a lui vogliamo sperare che la trasferta nel continente africano sia l’occasione perchè altri uomini si assumano le responsabilità che ogni atto coraggioso impone.
Chiare sono anche le parole dei vertici del Coni e in particolare del Presidente Giovanni Malagò secondo il quale non bisogna certo dimenticare quello che è accaduto, ma è necessario usare lo sport come “mezzo di unione e non di divisione”. “Lo sport - ha aggiunto Malagò - “è anche un grande fatto di comunicazione: dobbiamo metterlo a disposizione per sensibilizzare gli animi”.
Dal canto nostro, noi continuiamo sulla nostra strada, impegnandoci al massimo nei nostri ambiti educativi senza perdere neppure un’occasione per ribadire la fondamentale importanza della pace e del rispetto dell’altro... anche su un semplice campetto d’oratorio. Coraggio!  

Giuseppe Valori

Eventi, Attività, News

Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Clicca qui per maggiori dettagli.

Ok