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Il cardinale non si dimentica dello sport in oratorio

16 ottobre

Come ogni anno a fine settembre, il cardinale arcivescovo di Milano ha scritto il suo messaggio in occasione della festa dell’oratorio e l’inizio dell’anno oratoriano 2015/2016. Il titolo del messaggio è emblematico: “Come Gesù”. Un invito chiaro e conciso su quale sia la strada che ciascuno di noi è chiamato a percorrere. Prima di entrare nel vivo dei suggerimenti per la nuova stagione diocesana, il cardinale fa un riferimento ai mesi trascorsi citando le occasioni di incontro vissute durante il periodo estivo con i gruppi di giovani degli oratori. Oltre al tradizionale incontro con i cresimandi in quel di San Siro e la festa in Piazza Duomo con gli animatori degli oratori estivi, l’arcivescovo ricorda “il simpatico pomeriggio ad Acquatica Park”. Si tratta di un riconoscimento che ci fa molto piacere e che ci ripaga del grande lavoro realizzato durante la scorsa estate.
E’ anche l’occasione per ricordare un momento esaltante, quando centinaia di giovani e giovanissimi hanno accolto festanti il cardinale durante il suo ingresso al parco acquatico e, sospesi giochi e attività, ascoltato le sue parole del palco allestito nel tendone dell’accoglienza. Momenti emozionanti e ricchi di contenuto che ancora rieccheggiano nelle nostre menti e nei nostri cuori. Ciò che ci rende ancora più contenti è il fatto che l’arcivescovo sia partito anche dall’esperienza di “Acquatica” per segnare la ripartenza del nuovo anno oratoriano.
Come dire che anche la parentesi di “Acquatica” è servita a dare slancio alla nuova stagione che attende gli oratori della diocesi.
Nel prosieguo del suo messaggio, il cardinale menziona lo sport e lo fa con parole che ci piacciono molto.  “...È esperienza di Chiesa il cammino di iniziazione cristiana che fate insieme ai vostri catechisti, genitori, animatori e responsabili, come pure i cammini di crescita nella fede dedicati ai ragazzi preadolescenti e adolescenti, senza dimenticare l’entusiasmante mondo dello sport”. L’arcivescovo Scola, quindi, non dimentica la dimensione ludico-sportiva vissuta in ambito oratoriano, anzi la colloca tra le attività educative proposte che, se ben impostate, contribuiscono a realizzare quella tensione alla comunione che consente di “...comporre le distanze, valorizzando le differenze”.
E’ molto chiaro come il messaggio del cardinale sia rivolto anche al mondo dello sport, chiamato fortemente a fare la sua parte in oratorio condividendone i valori e le finalità educative. A tutte le società sportive mi sento, dunque, di dire che un grande compito ci è affidato e che ciascuno di noi è chiamato ad assolverlo con il massimo impegno e passione educativa.

Giuseppe Valori

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