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La forza della memoria

12 febbraio

Durante questi anni di presidenza, negli incontri con le nostre società sportive, ho avuto la possibilità di conoscere tante persone e recuperare la bellezza del servizio che tanti nostri dirigenti offrono al territorio. La cosa che più mi ha colpito è come il lavoro silenzioso e generoso di poche persone possa creare tanta forza positiva. Quasi un carburante che alimenta le stanche forze di noi dirigenti. La memoria di queste persone, ma soprattutto l’esempio che hanno lasciato dietro di sé, non si accontenta di uno sterile ricordo, seppur bello.
E’, invece, per tante società sportive, un’occasione per prendere spunto e proseguire, magari migliorando le cose belle già realizzate.
Perché questo avvenga e si concretizzi, occorre che vi sia il coraggio della memoria: la capacità di guardarsi indietro nel tentativo di recuperare e conservare tutto quanto di buono e bello è accaduto, in particolar modo nelle relazioni umane.    
Tutti noi abbiamo avuto la fortuna di essere affiancati da  figure di riferimento che hanno segnato la nostra vita.
Una personalità di prestigio che ha inciso non poco nella crescita degli uomini della mia generazione è stata quella di  Papa Giovanni Paolo II.
Un uomo che ci ha accompagnato per tanti anni, testimone prezioso con la sua forza di volontà, il suo coraggio e la sua fede.
Ci ha insegnato come una forte volontà e un sano convincimento possa consentire il raggiungimento di qualsiasi obiettivo.
Diceva:“Non abbiate paura, aprite le porte a Cristo” e ci spronava a concretizzare i nostri sogni.
Giovanni Paolo II ci ha lasciati nell’aprile del 2005, ma la forza della memoria ci aiuta a non dimenticare e a continuare a ispirarci al suo esempio.
Conosco molti dirigenti che hanno fatto la storia delle nostre società sportive.
Tante persone che hanno lasciato una traccia indelebile nel cuore di molti. Proprio in queste settimana abbiamo perso un nostro caro amico che nell’ombra, nell’assoluta serietà e bontà d’animo, ha contribuito a far crescere la grande famiglia del Csi milano.
Non possiamo e non dobbiamo dimenticarli. Dobbiamo invece usare l’intelligenza e l’umiltà per ricordare le cose belle che ci hanno insegnato e delle quali sono stati artefici, proseguendo il percorso già tracciato aggiornandolo ai nostri tempi.
La memoria, infine, rappresenta anche un valore che dobbiamo trasmettere ai nostri giovani. Solo aiutandoli a “fare memoria” mettendo a frutto gli insegnamenti del passato, sapranno essere a loro volta testimoni ed esempio nel futuro. Noi crediamo fermamente che  questo sia un compito affidato a tutti gli uomini e alle donne del Csi affinché il loro servizio e la loro generosità sia sempre più ricca di frutti e di speranza per il domani.

Giuseppe Valori

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