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Palloni d'oro al contrario

A Luca darei un pallone d’oro. Eppure non ha fatto, apparentemente, nulla. Non ha fatto goal. Non ha fatto una grande giocata. Non ha dribblato nessuno. Anzi, a dire il vero la palla non l’ha nemmeno toccata. Allora come posso pensare di dargli un simbolico pallone d’oro? Semplice!

25’ del secondo tempo: Claudio sbaglia un goal a porta praticamente vuota. Due secondi dopo Luca corre verso di lui. Una mano sulla spalla e una frase sussurrata con un sorriso: "Tranquillo, capita a tutti di sbagliare. Non preoccuparti".
Esattamente il contrario del suo Mister, che in panchina urla, si sbraccia e si dispera per il goal sbagliato. Bravo Luca, giocata semplice ma da campione!

Altro pallone d’oro lo darei ad Alice. Lei ha una ventina d’anni. Lo scorso anno ha giocato davvero poco nella sua squadra di pallavolo. Quest’anno poi ha iniziato a lavorare presso un’agenzia che organizza eventi. Un lavoro che le piace tantissimo, ma che la porta ad arrivare in palestra con qualche istante di ritardo. Alice ha scelto di non tesserarsi, una scelta comprensibile. Quello che non torna è che lei è presente ad ogni allenamento e che si impegna come tutte le altre. Ma come? Non essendo tesserata non può giocare in campionato. La spiegazione la fornisce lei con semplicità disarmante: "É stata una mia scelta. Amo la pallavolo, ma siccome potrebbe capitare di arrivare in palestra in ritardo o con la testa scarica, per rispetto a tutte le mie altre compagne ho scelto di non giocare le partite di campionato. Ma agli allenamenti vado eccome, perché mi piace da morire. E poi mi sento parte viva della squadra anche senza giocare in campionato".

Ultimo pallone d’oro lo assegnerei a Paolo. Risultato parziale 1-1. Mancano quindici  minuti alla fine. Paolo è una colonna della squadra, bravo da essere cercato da molte squadre di categoria superiore. Si avvicina alla panchina e chiede il cambio. "Ti sei fatto male?" Dice preoccupato il Mister. "No, no, risponde Paolo!". "Non hai più fiato?? Dai non riesci a resistere altri dieci minuti?" prosegue il Mister. "Tranquillo - ribatte Paolo - sto bene". "E allora perché chiedi il cambio?”. "Mister, Mattia ci tiene ad entrare. Si è allenato con impegno per settimane senza mai saltare un allenamento. Non mi va che non entri in campo nemmeno oggi. Lascio il mio posto a lui e sono contento di farlo!". Al mister si gelano le vene. Colto in flagranza di reato di incongruenza educativa. Ha detto che avrebbe fatto giocare tutti quelli che si allenano ma poi non lo fa.

Di palloni d’oro ne servirebbero a tonnellate. Se uno gira sui nostri campi, di storie così vere da raccontare ne trova a centinaia, una più bella dell’altra e tutte rigorosamente nell’ombra e anonime. Quanta ricchezza abbiamo che potrebbe essere valorizzata! 

Massimo Achini

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