CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Papa Francesco con il CSI per celebrare la “grande lezione dello sport”

a cura di don Stefano Guidi

«Siamo nati in oratorio e non abbiamo mai perso la nostra identità di Associazione cristianamente ispirata – ha commentato, nella presentazione iniziale, il presidente nazionale CSI Vittorio Bosio – Siamo stati e siamo al servizio degli oratori e di tutta la Chiesa italiana, andando ovunque sia possibile proporre lo sport con finalità educative, formative, sociali». Una storia meravigliosa di sport e solidarietà, iniziata 75 anni fa, quella del Centro Sportivo Italiano, con 13mila società sportive, oltre agli iscritti e ai gruppi sportivi parrocchiali e oratoriani affiliati, presenti in ogni parte d’Italia, che coinvolgono 1 milione e 300 mila tesserati, di cui quasi il 60% sono ragazzi al di sotto dei 16 anni.

All’Udienza del Santo Padre con i membri del Centro Sportivo Italiano, nell’occasione del 75° anniversario dalla sua fondazione, presenti, tra i 350 rappresentanti dell’associazione ricevuti sabato 11 maggio nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico Vaticano, con il nostro don Alessio Albertini, assistente ecclesiastico nazionale del CSI, i tre presidenti provinciali che si riferiscono alla Diocesi di Milano: Massimo Achini, CSI Milano, Redento Colletto CSI Varese, Ennio Airoldi, CSI Lecco.

Con loro gli assistenti ecclesiastici provinciali, don Giuseppe Bai (Varese), don Andrea Mellera (Lecco) e don Stefano Guidi (Milano), quest’ultimo presente anche come responsabile diocesano della Sezione Sport e del Servizio per l’Oratorio e lo Sport:
«È stata grande l’emozione di incontrare Papa Francesco. Il CSI ha avuto l’onore di poter incontrare il Papa in occasione dei 75 della sua istituzione. Anche la nostra Diocesi era presente, ben rappresentata dai tre presidenti dei comitati provinciali di Milano, Lecco e Varese. Le parole del Papa aprono una prospettiva interessante sul cammino del CSI, che dopo tutti questi anni di intensa attività sportiva ed educativa avverte la necessità di ripensarsi dentro un contesto sociale e culturale completamente trasformato. Il Papa ha chiesto al CSI di non rinunciare al sorriso dei ragazzi. È quello che auspichiamo di tutto cuore a questa presenza così decisiva nel vissuto dei nostri oratori».

 

Il discorso di Papa Francesco  è disponibile nella versione integrale sul sito del Centro Sportivo Italiano www.csi-net.it e del comitato di Milano (link). Il Santo Padre ha sottolineato come un grande impegno di animazione sportiva in senso cristiano deve offrire ai giovani, attraverso lo sport, uno stile di vita sano e positivo, che abbia alla base la visione cristiana dello sport e della società.

Una pratica sportiva vissuta come occasione di aggregazione, di crescita e di fraternità, «nel controllo di sé e nel rispetto dell’altro, in un impegno per migliorarsi», allenando anche ad accettare le sconfitte, insegna una grande lezione, che diventa così scuola di vita: «ci si può divertire solo in un quadro di regole precise». Le regole sono essenziali per vivere insieme… «Non ci si sente più liberi quando non si hanno limiti, ma quando, coi propri limiti, si dà il massimo».

«Lo sport migliora le persone – ha sottolineato ancora Papa Francesco – e può favorire una cultura del dialogo e dell’incontro rispettoso.

Vi incoraggio a vivere con questo spirito negli oratori e nelle parrocchie dove operate… – riferendosi ai dirigenti, allenatori, educatori impegnati nella cura e nella crescita dei più giovani – Con questo cuore così allargato, ogni attività sportiva può essere chiamata gioco, giocare. Giocano i bambini; il gioco è l’attività della gioia, sempre». L’esperienza sportiva, nelle sue potenzialità educative, può essere il veicolo per trasmettere «la gioia di migliorarsi ogni giorno».

Ecco quali orizzonti ci apre il mondo dello sport… è con questa prospettiva, le parole e il sostegno del Santo Padre, che la partecipazione dei rappresentanti dei comitati provinciali della nostra Diocesi all’incontro di questa Udienza alimenta il desiderio della cura dei più giovani, volendo bene ai ragazzi, per quello che sono nella vita, prima che come atleti.

don Stefano Guidi

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