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"Ho deciso di smettere di arbitrare"

Lettera da un arbitro

Quando si pensa agli arbitri si pensa solo agli errori, veri o presunti, o al mancato arrivo al campo di gioco. Raramente si pensa alle persone che indossano la divisa, alle fatiche ed ai sacrifici che compiono, alla complessità ed alla difficoltà di dirigente una partita.

Questa lettera è bellissima e testimonia un amore per questo ruolo ed una passione educativa della quale andiamo davvero fieri ed orgogliosi. Condividerla significa entrare nel cuore di ogni arbitro e raccontare, nel migliore dei modi, cosa significa dirigere una partita.

 

Carissimo Presidente,

ti scrivo perché ho deciso di dimettermi dal gruppo arbitri pallavolo. Nessuna polemica, anzi! Volevo ringraziarvi dal profondo del mio cuore, per la bellissima opportunità che mi avete dato di poter vivere, anche se solo per un breve periodo, dei momenti bellissimi. Grazie anche al sostegno del mio tutor, è stata una persona decisiva nel mio percorso che mi ha affiancato in ogni partita e ha cercato in tutti i modi di infondermi coraggio, sicurezza e determinazione, veramente una persona eccezionale. Così come ognuno di voi, ed è per questo che quello che vi sto per dire mi diventa ancora più difficile, ma so che posso contare sulla vostra comprensione e sensibilità. Nessuna sfida mi sembrava insormontabile, o forse così pensavo, sino a quando non mi sono dovuta scontrare con l’amara realtà, il nemico che mi ha fatta sua preda... l’ansia.

Con tutte le mie forze ho cercato di combatterla, ma devo riconoscere che lei ha avuto la meglio. Ha reso l’arbitraggio di ogni partita fuori casa, una vera battaglia. Ad ogni azione il mio cuore batteva a mille, in alcuni momenti la vista mi si annebbiava, il timore di sbagliare regnava padrone. Più la paura di sbagliare era forte, più gli errori che commettevo in fase di arbitraggio erano imperdonabili.

L’arbitro in una partita ha un ruolo fondamentale, nelle sue mani vi sono la sorte di due squadre. Ogni suo errore può avere conseguenze, non solo sul punteggio finale, ma sull’intero percorso della squadra. Un cattivo arbitraggio può impedire a una squadra anche di aggiudicarsi il campionato. Questa grossa responsabilità, mi ha spinto ad esaminarmi attentamente e a rendermi conto che arbitrare va al di là delle mie possibilità. Per questo, a malincuore e dopo numerosi notte insonne, mi trovo costretta a lasciare. Questa scelta sofferta è stata presa pensando al benessere psicofisico sia mio che delle squadre che avrei arbitrato. Sono certa che aver aperto il mio cuore a voi vi permetterà di capire la mia scelta e spero di non avervi deluso.

Vi pregherei di devolvere in beneficenza il ricavato dei vari arbitraggi da me effettuati. Mi mancherà tantissimo arbitrare, ma è la scelta giusta e devo prendere questa decisione.

 

Massimo Achini

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