CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Campionati al via con grande senso di responsabilità

Mercoledì a scendere in campo per la prima partita ufficiale della stagione 2020-2021, sono state Pcp San Carlo – Ussb categoria Open C di Calcio a 7.

Poi da qui a domenica altre 650 squadre vivranno la grandissima emozione di tornare a disputare una partita di campionato.

Il DPCM del Governo poteva bloccare tutto. Fortunatamente non lo ha fatto.

Con grande lungimiranza ha diviso lo sport “autorganizzato e dintorni” (definito amatoriale) dallo sport organizzato da federazioni ed enti di promozione (definito dilettantistico).

La scelta è stata chiara. Si ferma il primo, via libera al secondo. Anche la “ratio” è stata chiara. Non chiudiamo quel mondo dello sport dove le ASD devono rispettare protocolli chiari, ufficiali e sui quali si lavora da mesi. Fermiamo il “fai da te” dello sport dove le garanzie di rispetto di Protocolli rigorosi sono davvero basse.

Il rischio di fare “minestrone” e di bloccare tutto era alto, forse altissimo.

Siamo molto contenti per questa scelta che permette alla stagione sportiva di prendere il via regolarmente.

Non lo diciamo per partito preso o per “sindacalismo sportivo”. Lo diciamo con convinzione, grande senso di responsabilità, appoggiandoci a ragionamenti che si basano su un serio discernimento.

Al primo posto c’è la salute dei ragazzi e dei cittadini. Questo non sarebbe nemmeno il caso di dirlo, ma invece è bene ricordarlo. Tutto il resto viene (o dovrebbe venire) dopo. Anche lo sport.

A noi la scelta del Governo convince per una serie di motivi.

Il Paese doveva fare una scelta. O ritornare al “lock down totale”, riducendo al minimo il numero contagi ma bloccando l’Italia, oppure evitare un nuovo lock down riducendo il più possibile la diffusione del contagio attraverso l’adozione di regole e comportamenti tali da tutelare il più possibile la salute.

La strada presa é stata la seconda. Non spetta a noi dire se giusta o sbagliata. Una volta presa quella strada resta un passo avanti da fare nel ragionamento.

Lo sport è un’attività fondamentale che va tutelata (cioè resa possibile attraverso tutte le attenzioni e i protocolli del caso) oppure è un optional che può essere tranquillamente tolto dalla vita della gente.

Lo sport è un bene primario che appartiene all’identità più “intima” della vita delle persone. Togliere per mesi e mesi lo sport dalla vita dei ragazzi significa generare un vuoto educativo e relazionale pazzesco che avrebbe avuto conseguenze educative molto significative nel medio periodo.

A scuole aperte, cinema aperti, metropolitane aperte, attività ludiche aperte, palestre aperte, parchi aperti... (ovviamente tutte con protocolli di riferimento) avrebbe avuto senso chiudere lo sport di base togliendolo dalla vita dei ragazzi, senza ovviamente poter garantire ai ragazzi una vita che non li esponesse su mille altri fronti a un minimo rischio di contagio?

Secondo noi no, assolutamente no.

Meglio, molto meglio, lasciare lo sport aperto puntando su Protocolli seri che non siano vissuti come un peso o una cosa burocratica da fare, ma come un’attenzione importante e decisiva da far rispettare ad ogni allenamento e ad ogni partita.

Per questo applaudiamo la decisione del Governo.

Non perché semplicisticamente siamo “salvi” e possiamo tornare a giocare... ma perché ci sembra un modo per garantire il diritto al gioco prendendo tutte le attenzioni e le precauzioni del caso.

Ci sembra una scelta di “civiltà sportiva” importante .

È altrettanto vero che se fosse stato “lock down sportivo” il sistema delle società sportive di base sarebbe entrato in una crisi profondissima. Forse vicina ad un default che avrebbe richiesto mesi o anni per riprendersi. E stiamo parlando di quelle piccole società sportive che rappresentano la più grande forma di volontariato di questo Paese, cioè di qualcosa di decisivo e non di marginale per la vita delle nostre comunità.

A tutti quei genitori che, giustamente e saggiamente, in questi giorni esprimono un po’ di sana paura nel mandare i figli a giocare vogliamo dire alcune cose.

É una “paura” sana, comprensibile e ragionevole.

A noi preme ricordare che i Protocolli adottati dalle società del Csi sono stati validati dall’Università Cattolica e dal ministero della Sanità.

Preme anche dire che sono Protocolli che saranno applicati da tutte le ASD con grande, grandissimo senso di responsabilità e con l’atteggiamento di chi non fa una coda burocratica ma si prende cura dei ragazzi.

Resta il fatto che, giustamente e saggiamente, spetta a ogni genitore decidere se mandare il figlio a scuola (nelle situazioni di oggi), a fare un giro in centro con gli amici, a fare qualche altra attività ... e spetta anche ad ogni genitore se mandarlo a fare sport oppure no.

Probabilmente chiudere i figli in casa da qui a marzo sarà praticamente impossibile e forse una società sportiva con Protocolli seri é una delle esperienze più ragionevolmente sicura che può vivere. Ma ovviamente ciascuno saprà fare la scelta migliore.

Alle nostre società sportive diciamo “coraggio, non temete”. Si parte e si parte con entusiasmo e con tanta gioia nel cuore. Le fatiche ci sono e ci saranno. Affronteremo campionati molto diversi da tutti quelli giocati sino ad ora e ogni allenamento e partita andrà vissuto davvero come una Festa e come un’emozione che riempie il cuore di gioia.

Noi saremo al vostro fianco e al vostro servizio per qualsiasi problema o qualsiasi necessità.

Ora attendiamo tutti il weekend per veder giocare circa 650 squadre e attendiamo lunedì per vedere la chiusura delle iscrizioni delle squadre di pallavolo e basket ancora alle prese con il “cataclisma” palestre. Speriamo bene. Speriamo che possano tornare a giocare anche loro.

 

Massimo Achini

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