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Grazie per aver baciato quella medaglia

4 giugno 2021

L'educazione si vive, non si racconta.
Servono gesti, stili di vita per testimoniarla e non discorsoni campati per aria per raccontarla.
E allora, caro Pep Guardiola, grazie per aver baciato quella medaglia dopo aver perso la finale di Champions League.
L'immagine, in mondovisione, é stata devastante in senso positivo.
Nei professionisti c’è un po’ di tutto. Di campioni o presunti tali, magari ce ne sono tanti. Di uomini e donne vere, indubbiamente molti meno. A dir la verità siamo abituati a reazioni scomposte dopo sconfitte che bruciano.
Chi se la prende con l'arbitro; chi non va in sala stampa; chi insulta a destra e sinistra; chi sembra che gli sia crollato addosso il mondo; chi alla premiazione del secondo posto va mal volentieri e a testa bassa.
Tu invece sei diverso. Il Tuo Manchester City ha appena perso la finale di Champions giocando una brutta partita e meritando la sconfitta. Passerella con la tradizionale premiazione e tu, caro Mister, ti metti a baciare la medaglia con spontaneità.
Un gesto bello. Bellissimo. Un gesto di rispetto nei confronti del Chelsea Campione d'Europa... ma anche un gesto di amore per il calcio e per lo sport. E soprattutto un gesto vero che dice a tutti i ragazzi del mondo che si può vincere anche senza arrivare primi.
Ti hanno fatto tutti i complimenti. Anche il Papa ti ha citato, durante l'incontro con il mondo del basket davanti a Petrucci e Malagò, dicendo: "mi hanno raccontato che uno che è arrivato secondo e ha baciato la medaglia. Questo ci insegna che anche nelle sconfitte ci può essere una vittoria: prendere con maturità le sconfitte ti fa crescere. Ti fa capire che nella vita non sempre tutto é dolce, non sempre tutto é vincere ...”
Caro Pep, abbiamo aspettato un pochino per far calmare le acque. Ma adesso, dopo che ti sono arrivati i complimenti di mezzo mondo, vogliamo farti arrivare anche quelli del Csi e di tutte le nostre società sportive. Tu ha vinto tanto in carriera ma forse la sera del 29 maggio, nello stadio di Porto, hai portato a casa un dei successi più belli, anche se il Chelsea ha vinto 1-0.
Ai nostri dirigenti chiediamo invece di trovare il tempo per raccontare e non dimenticare. Mettete nello spogliatoio una bella foto di quell'immagine di Guardiola che bacia la medaglia. Mentre sono lì, in pantaloncini e maglietta, seduti sulle panche, raccontate ai ragazzi la storia di quel “bacio" e chiedete ai ragazzi di rifletterci sopra. Vi tornerà utile. Molto utile.
Noi siamo convinti che Guardiola non sia una mosca bianca. Siamo convinti che, nello sport professionistico, ci siano persone così. Non tante ma che ci siano. E per questo vogliamo chiedere a ciascuna di loro di farsi avanti, di far conoscere la loro umanità senza paura e reticenza. I giovani di oggi hanno bisogno di esempi e di un'educazione testimoniata. Testimoniata da chi cammina nelle loro vite, ma anche ogni tanto dai loro campioni dello sport.
Bravo Pep, bravo davvero!

Massimo Achini

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