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C'è molto dell'Oratorio nella vittoria degli Azzurri

16 luglio 2021

Vincere l'Europeo è stata una “botta di vita“.
Mai una vittoria è arrivata in un momento più opportuno. Non c’è nulla da fare. Lo sport aiuta davvero un Paese a sognare… e di voglia di sognare, oggi, ne abbiamo un bisogno estremo.
L'impresa degli Azzurri (ma anche la finale di Berrettini) hanno incollato davanti alla Tv milioni di italiani ed hanno fatto gioie e sognare un popolo intero.
Ma è stata una vittoria “diversa“ e più bella del solito per tanti motivi.
Una vittoria che profuma d'Oratorio. Sono davvero tanti gli azzurri cresciuti all'ombra del campanile. Locatelli cresciuto nell'Oratorio di Pescate; Mancini all'oratorio San Sebastiano di Jesi; Vialli al Cristo Re di Cremona; Raspadori al San Bartolomeo di Bondanello; il gallo Bellotti all'oratorio San Pancrazio di Gorlago (dove fece il chierichetto per garantirsi il posto in squadra); Sirigu all'oratorio Madonna di Fatima di Nuoro; Bonucci deve tutto a don Alfredo, parroco di Pianoscarano a Viterbo...
Forse non sarà un caso che lo “stile“ di questa Nazionale fosse proprio quello che insegnano in Oratorio. Niente campioni più campioni degli altri; niente prime donne… ma un gruppo di ragazzi che sa essere davvero gruppo, dove dare tutto per gli altri diventa il fattore che fa la differenza.
E che dire di quel aplomb  all'inglese di Mancini? Mai una parola fuori posto, sempre equilibrio e stile, mai esasperazione fine a se stessa... insomma, un campione fuori e dentro il campo capace di macinare punti e finali, ma anche di trasmettere valori veri.
Già vincere L'Europeo sarebbe stato un sogno. Vincerlo così é un “sogno dentro il sogno“.
Un sogno che aiuta tutti a guardare a settembre quando ci sarà da rialzarsi e da mettersi in piedi. Servirà ancora prudenza… questo è chiaro sin da ora.
Rimettersi in piedi, per ogni società sportiva, non sarà come schiacciare un bottone e riaccendere la luce. Sarà un po’ più bello, ma anche un po’ più complicato.
Sarà come tornare a camminare per un paziente rimasto bloccato a letto per lunghi mesi. Servirà un periodo di “riabilitazione“, servirà fare un passo alla volta con determinazione e pazienza.
Siamo convinti che quella che inizierà a settembre sarà una stagione sportiva “memorabile“ che andrà oltre le aspettative. Sappiamo che non sarà semplice e non sarà scontato. E sappiamo che a fare la differenza sarà anche il Dna d'Orarorio di tante nostre società sportive. Quello stesso Dna che circolava tra i “ragazzi“ di Mancini é che ha portato l'Italia sul tetto d'Europa.
Noi non dovremo vincere Europei. Dovremo fare qualcosa di più complicato. Dovremo “sconfiggere“ (o almeno costringere a giocare in difesa) quell'emergenza educativa che dilaga tra gli adolescenti, ma che nei fatti abbraccia tutti i ragazzi.
Una partita educativa che indubbiamente vale una finale.
Mancini sapeva che vincere l'Europeo era difficilissimo... ma sapeva anche di avere i “ragazzi giusti“. Stessa cosa vale per noi. Sappiamo che stare accanto ai ragazzi al tempo del COVID o post COVID sarà ancora duro e impegnativo… ma sappiamo che allenatori e dirigenti di ogni vostra società sportiva sono proprio “quelli giusti“, per dire che è una sfida possibile.

Massimo Achini

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