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5 luglio: scendete in piazza con noi contro la 'Ndrangheta, accanto a Nicola Gratteri

26 giugno 2022

Raramente vi abbiamo chiesto di mobilitarvi per qualcosa che non abbia a che vedere direttamente con lo sport. Questa volta lo facciamo con forza, e lo facciamo perché pensiamo alle nostre società sportive come parte viva della società e della comunità del nostro tempo.

Le stragi della criminalità organizzata (mafia, camorra, ‘Ndrangheta che sia) hanno segnato la storia del nostro paese, e quest’anno ricordiamo con tristezza le stragi del 1992 in cui persero la vita i Magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In questi giorni le indagini hanno fatto emergere un identico progetto di strage firmato dalla ‘Ndrangheta per colpire e uccidere Nicola Gratteri, Magistrato e Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro.

Si è attivata subito una rete di associazioni e realtà che hanno fatto scudo contro questo abominio e hanno voluto far arrivare al Magistrato Gratteri il loro sostegno organizzando un movimento nazionale che scenderà in piazza il prossimo 5 luglio. A Milano l’appuntamento sarà alle ore 19.00 in Piazza Duca d’Aosta. Tra queste realtà ci sono Caritas e FOM tra le altre, e il nostro Comitato ha deciso di aderire con convinzione perché anche lo sport deve far sentire la sua voce: la partita di costruire un paese libero da ogni forma di criminalità organizzata è una partita che ci riguarda, come cittadini e come educatori. Abbiamo bisogno di uno sport che non si isoli in sé stesso ma che sempre di più sappia portare la sua bellezza dentro la società di oggi. Abbiamo bisogno di uno sport capace di giocare con coraggio e impegno partite importanti anche lontano dal campo

Che cosa dovete fare? Le proposte sono due, un gesto social e una manifestazione. 
Si è scelto il gesto di “accendere la luce” come aspetto simbolico, da qui l’idea di postare un video o una foto in cui ci sia una luce accesa, con la dicitura: “Mai più stragi! solidarietà a Nicola Gratteri” e gli hashtag #accendilaluce #iostocongratteri #stopndrangheta #maipiùstragi #maipiùsoli.Il senso è accendere la luce e mobilitarsi di fronte all’attentato, fortunatamente sventato, che l’Ndrangheta aveva preparato per Nicola Gratteri.

La seconda proposta è quella di venire in Piazza il 5 luglio alle 19.00. Ci si ritrova davanti alla stazione centrale. Ci sembra bello pensare che questa partita la giochino anche le società sportive del CSI. Fate quello che potete, quello che conta è che cresca in ogni nostra società sportiva la dimensione della cittadinanza attiva. Organizzazione, dimensione sportiva e formativa sono necessarie e fondamentali per la vita di ogni società sportiva. Noi siamo quelli che fanno giocare i ragazzi, ed è lì, tra campo e spogliatoio, che educhiamo i ragazzi giorno dopo giorno. Questo non toglie però, che in ogni società sportiva occorra curare la dimensione della cittadinanza attiva e dell’essere motore di socialità. Senza questa dimensione rischiamo di diventare una società sportiva come tante altre, e noi invece siamo quelli attenti ad ogni ragazzo e ragazza, con uno sguardo bello su ciascuno di loro e sulla loro vita (a prescindere dalle loro capacità tecniche), e siamo quelli che rispondo “ci siamo” quando ha bisogno l’oratorio, quando ha bisogno la comunità di riferimento, quando c’è da stare dalla parte dei più deboli e anche quando ha bisogno di noi la società del nostro tempo.

Siamo gente di sport (sino al midollo) ma aperta al mondo.
Da sportivi sappiamo quanto fa male il silenzio quando si viene attaccati. Pensate ad un allenatore che esce dal campo tra le polemiche e le critiche perché la squadra va male, pensate alla sua solitudine e alla importanza anche solo di una pacca sulle spalle per dire “coraggio”. Pensate ora alla fatica umana di una persona come Nicola Gratteri che ha saputo di essere obiettivo di una strage che riguardava lui e la sua scorta. Se quel disegno non fosse stato scoperto, le conseguenze sarebbero state drammatiche e saremmo qui a piangere la morte di un altro magistrato da chiamare eroe tra le lacrime. Possiamo fare qualcosa ora, far sentire la nostra vicinanza come atleti, dirigenti, donne e uomini di sport, ad un Magistrato a cui la vicinanza e il sostegno di più gente possibile può aiutare a sentirsi meno solo in una battaglia più grande di lui. Pensate che bello sarebbe per lui vedere un fiume di gente per le strade in suo sostegno, la vicinanza che porta coraggio, e in questa prossimità trovarci anche il popolo dello sport di base. Noi ci siamo.

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