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Quando siete voi a raccontarci la bellezza dello sport che fa crescere

16 giugno 2022

Questa volta l'editoriale lo lasciamo a chi ha speso del tempo per raccontarci di sua spontanea volontà, la bellezza di una semifinale di calcio lontana dagli stereotipi dell'agonismo sfrenato che corrode i valori. Sappiamo che momenti come questo non sono casi isolati, ne raccontiamo pochi, questo sì, ma siamo convinti che in un campionato queste non siano eccezioni, solo che fatichiamo spesso a riconoscerle queste piccole bellezze e ancor di meno ce le raccontiamo. La parola quindi al racconto... 


Caro Dottor Achini,
questa volta le scrivo per il motivo opposto: si, si può rasentare la perfezione! 
Lunedì sera (13/06) ho partecipato ad una delle più belle partite di calcio a cui ho assistito.


Da subito l'ottimo incontro con chiacchierata e scambio di idee con l'arbitro e con i guardialinee: è stata subito empatia. La squadra avversaria poi, da encomio! Mai ho incontrato un gruppo di ragazzi così per bene, con il loro giovane allenatore molto educato, rispettoso e ... sorridente! Con lui ci eravamo sentiti molte volte al telefono per organizzare lo spostamento della partita, è stato disponibile ed al tempo stesso determinato come si conviene quando c'è da risolvere insieme un problema.

La partita si è svolta tra due squadre forti. Equilibrata, con diverse occasioni da goal da entrambe le parti. Con le normali divergenze su falli e fuorigioco etc., ma sempre in una dialettica vivace ma rispettosa, come si conviene nelle partite combattute.  Ho visto la partita affianco al dirigente della squadra avversaria (Franco), era anche il Presidente della Società. Persona splendida, piacevole, equilibrata, con la voglia di fare il bene dei ragazzi, tutti i ragazzi! È stato come vedere una semifinale di coppa a San Siro con un amico che tifava per l'altra squadra e tuttavia entrambi sicuri che comunque sarebbe finita avrebbe vinto lo sport. E così è stato.  

Partita al cardiopalma, finita nei minuti di recupero ... L'entusiasmo alle stelle, anzi di più, la gioia e la contentezza di chi ha vinto.  La delusione ma anche e soprattutto la grandissima dignità di chi ha perso all'ultimo secondo, e con la sensazione che nulla in quel momento sarebbe servito come consolazione.  Tuttavia, le strette di mano in campo sono state spontanee, tipo corridoio di rugby, con reciproci riconoscimenti, e così anche l'ingresso negli spogliatoi è stato sereno senza nessuno sfottò. Anche l'atteggiamento degli arbitri è stato del tutto particolare: molto contenti anche loro per come è stata disputata la partita e soddisfatti per come si è conclusa nel reciproco riconoscimento delle due squadre.  

Alla fine, un saluto per concludere con gli auguri per la finale di domenica 19/06 a Cornaredo. L'allenatore della mia squadra nel ritirare le chiavi non ha potuto non farmi notare anche il rispetto che gli avversari hanno avuto per le strutture: lo spogliatoio è stato lasciato forse più in ordine di quando sono entrati!
Bravi e complimenti al dirigente, all’allenatore ed ai ragazzi. 

Insegnare a perdere con dignità e imparare a farlo è un traguardo ambiziosissimo, vale come un investimento per il proprio futuro.

Questa volta spero di incontrare ancora il ROSARIO.

Un caro saluto, con stima,

Francesco Mastromauro

 

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