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Il sogno di rendere società sportive e oratori protagonisti delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026

18 febbraio 2022


Il 9 marzo “ufficialmente“ ci sarà la consegna della bandiera delle Olimpiadi invernali da Pechino 2022 a Milano-Cortina 2026.
Da quel momento la preparazione delle Olimpiadi invernali in Italia entrerà nel vivo.
Si parlerà spesso di impianti, di infrastrutture, di ospitality e via dicendo.
Noi abbiamo un sogno che va al di là di questi aspetti: quello di rendere le società sportive di base, gli oratori, i giovani, pratogonisti di milano cortina 2026.
Insieme alla Fom abbiamo aperto la strada, anni fa, delle Olimpiadi degli Oratori. Insieme alla Fom vogliamo continuare in quella direzione affrontando a viso aperto la sfida di rendere “diverse“ le Olimpiadi invernali del 2026.
Partiamo da un dato importante. Il nostro non è uno sfizio educativo. Non tutti sanno che la dimensione di “responsabilità sociale“ ha un importanza rilevante nel dossier olimpico. Il coinvolgimento dei giovani, la diffusione tra la popolazione dei valori olimpici, l'aumento del tasso di pratica sportiva tra i cittadini… non sono per il CIO dettagli, al contrario, elementi qualificanti di un'Olimpiade estiva o invernale che sia.
A noi piace sognare un'Olimpiade “partecipata dal basso“ con società sportive e Oratori protagonisti di un grande percorso di avvicinamento al 2026 che parte nel 2022. Ci piace sognare un'Olimpiade dei quartieri della città; ci piace sognare la ripresa delle Olimpiadi degli oratori; ci piace sognare una cerimonia di apertura annuale (dal 2023 al 2026) inventata dai giovani; ci piace sognare un percorso di formazione per i volontari che duri 4 anni e che permetta di conseguire il “passaporto“ di volontario olimpico. Ci piace sognare gemellaggi tra 100 società sportive della lombardia e 100 realtà di giovani dei vari paesi partecipanti alle Olimpiadi. Ci piace sognare palazzetti pieni (nel 2026) di ragazzi e giovani non reclutati come truppe cammellate all'ultimo momento, ma accompagnati per mano nel conoscere e vivere i valori olimpici. Ci piace sognare Olimpiadi che entrano nelle carceri e in ogni luogo di fragilità della città.
Di che cosa abbiamo paura? Del fatto che tutto si “risolva“ con qualche bel progetto sui valori olimpici promosso nelle scuole e con il reclutamento dei volontari stile “sposta transenne“ o “cartelli umani".
Csi e Fom hanno iniziato a lavorare per delle Olimpiadi che nascano dal “basso“ e che coinvolgano davvero il tessuto sportivo e gli Oratori della città. Sappiamo che nella Fondazione Milano Cortina 2026, nella commissione del Comune di Milano sulle Olimpiadi, nella Regione Lombardia, nel Coni, nel Forum del terzo settore, nel CSV (centro servizi volontariato) ci sono “belle“ sensibilità in questa direzione. Siamo ottimisti e fiduciosi anche se non nascondiamo che le fatiche e le salite in questo percorso ci sono e ci sono eccome.
Noi proveremo in ogni modo a rendere queste Olimpiadi diverse da tutte quelle precedenti. Se a fare grande l'Italia per risultati sportivi ci penseranno i nostri atleti che, subito dopo Pechino, inizieranno la preparazione in vista del 2026, a fare grande Milano-Cortina e la Lombardia, “fuori dalle gare", vogliamo essere noi in modo sostanziale. 
Vogliamo schierare in prima fila i giovani, le società sportive e gli Oratori e dimostrare che si può vivere un'Olimpiade che parte dal basso, che si diffonde tra la gente. Se sarà così, l'Italia avrà già vinto prima ancora di dare il via alla prima gara. Se non sarà così, si sprecherà un'occasione incredibile.

Massimo Achini

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