CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Una grande bellezza

28 febbraio 2022

L'abbiamo buttata lì venerdì mattina.
Sapevamo che era un po’ tardi. Due minuti di silenzio per fermarci di fronte alla sconfitta della guerra e dell'invasione che sta subendo il popolo ucraino.
Qualcuno mi aveva detto: "Rischiamo di fare solo un'azione di “facciata“ ma va bene lo stesso".
È andata a finire diversamente. Molto diversamente.
Siamo stati innondati di “foto e immagini“, una più bella dell'altra, dove quasi tutti hanno scelto di iniziare la partita arricchendo i due minuti di silenzio con altra bellezza. Chi è entrato in campo con la bandiera della pace; chi con striscioni fatti dai ragazzi contro la guerra; chi con un momento di preghiera comune negli spogliatoi; chi semplicemente con una parola ai ragazzi.
Fatto sta che migliaia e migliaia di ragazzi hanno ricevuto messaggi importanti sulla cultura della pace e sul fatto che la guerra sia la più grande sconfitta dell'umanità. Questi messaggi li hanno ricevuti “tra campo e spogliatoi“ e se li ricorderanno a lungo. Sicuramente più a lungo di qualche lezione sulla pace fatta a scuola e dintorni. Se li ricorderanno perché a parlagliene è stato il loro allenatore. Se li ricorderanno perché li hanno vissuti con la loro squadra. Se li ricorderanno perché quell'ingresso in campo con la bandiera della pace è stato diverso da tutti gli altri.
Lo sport poteva stare zitto e in disparte. Ma ha scelto di non farlo. Ha scelto di parlare, di lanciare segnali e messaggi, di fare la sua parte. È questo lo sport che vogliamo. Uno sport che vive il proprio tempo in modo attivo e responsabile. Uno sport che si sporca le mani dentro la società e dentro il mondo. Bene, voi siete stati, ancora una volta, semplicemente fantastici. Vi siete attivati in “presa diretta" (venerdì, appena saputo dei due minuti di silenzio) e ci avete messo il cuore per vivere bene un momento semplice, se volete banale, ma importante.
Sono testimonianze preziose per ricordare che le vostre non sono “società sportive“ ma vere e proprie “agenzie educative“ dove davvero si allena alla vita.
Per quanto riguarda la guerra, la preoccupazione più grande l'ha espressa l'allenatore del Bologna, Siniša Mihajlović.
Lui che di guerre se ne intende ha detto: “La cosa che mi preoccupa di più è che adesso la guerra in Ucraina è la prima notizia dei telegiornali. Fra qualche giorno sarà la seconda. Fra una settimana o due la terza. Fra un mese non ne parlerà più nessuno come sta succedendo per l'Afganistan. Non è giusto. Perché quei popoli che vivono la guerra continuano a soffrire per tanto tempo".
Noi siamo abituati a stare dalla parte dei deboli e di chi non ha voce. Per questo, ad esempio, giriamo il mondo con Csi per il Mondo andando ad incontrare popoli che “soffrono“ senza che nessuno parli di loro. Per questo abbiamo società sportive che nel loro quartiere, sotto casa, tendono la mano e si “occupano e preoccupano“ di chi soffre, non ha voce e rischia di essere dimenticato.
Nello scorso weekend abbiamo vissuto una grande, grandissima bellezza. Ora la sfida immensa sarà quella di tornare, fra qualche tempo, a lanciare segnali di solidarietà al popolo ucraino quando nessuno (o quasi) si occuperà più di loro. Noi ci saremo anche allora. Stiamo ragionando su qualche proposta “ambiziosa“ da farvi.
Un'ultima cosa. Mi piacerebbe un giorno se ci incontrassimo tutti. Mi piacerebbe mettere in un palazzetto (o non so dove) ogni allenatore e dirigente del Csi. Contati male, a scender in campo ogni settimana, siamo almeno in 7000 tra allenatori e dirigenti. Siamo gente tutta della stessa pasta. Siamo gente con lo stesso cuore e la stessa passione educativa. Non ci conosciamo tutti tra di noi, ma viviamo la stessa esperienza con la stessa passione per i ragazzi e per lo sport. Indossiamo colori delle tute diversi (quelli della propria società sportiva) ma siamo tutti dalla stessa parte (quella dei ragazzi).
Mi piacerebbe davvero “incontraci“ tutti insieme perché ciascuno potrebbe vedere e sentire di far parte di un grande popolo di educatori sportivi. Provate ad immaginare quel palazzetto con 8-10 mila dirigenti delle società sportive.

Roba da brividi. Utopia? Aspettate un attimo a definirla così... non si sa mai…

Massimo Achini

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