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La storia della squadra di calcio Liberi Nantes Football Club di Pietralata

La trama del film si ispira a una storia realmente accaduta e vuole aiutare lo spettatore a riflettere sulle tante sfaccettature del fenomeno migratorio. Una pellicola che vede protagonista lo sport, in particolare il calcio, per ribadire quanto affermato dal regista Francesco Castellani:“l’incertezza e la precarietà alla fine ci accomunano tutti". Il lungometraggio parte, dunque, dalla realtà: la storia della squadra di calcio Liberi Nantes Football Club di Pietralata, un quartiere popolare di Roma. I giocatori di questa insolita compagine sono immigrati da zone di guerra per sfuggire alle torture e alla persecuzione e hanno ottenuto lo status di rifugiati politici. I loro paesi di origine sono regioni problematiche: l’Afghanistan, l’Eritrea, la Guinea, l’Iraq, il Niger, il Sudan e il Togo. Approdati in Italia hanno trovato una squadra dove giocare a calcio, la Liberi Nantes Football Club di Pietralata. Gli incontri hanno luogo su un campo abbandonato conteso tra la compagine di rifugiati e un comitato di quartiere che ne pretende l’esclusiva. Una vera e propria “guerra tra poveri”, che è anche una scoperta dell’altro. I personaggi che nel corso della vicenda si confrontano e si scontrano, fanno da specchio alle pulsioni e alle paure a cui ci spinge il disagio di vivere il nostro tempo, ma sono anche il riflesso dei sentimenti e degli slanci istintivi che possono darci la forza di cambiare una situazione. “Non volevo realizzare un film sulla migrazione - ha detto ancora l’autore del film - ma raccontare una storia di relazioni umane in bilico tra commedia e tensione. Il fenomeno della migrazione entra di riflesso nella vicenda, come catalizzatore di tensioni tra persone calate in una realtà quotidiana nella quale l’incertezza e la precarietà del vivere accomunano migranti e non migranti, ugualmente privi di identità e stabilità”.
Il lungometraggio mescola in maniera sapiente elementi di realtà e finzione alla ricerca di un possibile compromesso dove lo sport può giocare un ruolo determinante.
Il film è uscito ieri nelle sale cinematografiche.
Nota
“La Liberi Nantes Football Club” è una squadra di calcio realmente esistente. È interamente composta da giocatori vittime di migrazione forzata e partecipa al campionato di terza categoria. È la prima squadra in Italia, a carattere permanente, che ha scelto di rappresentare il popolo dei rifugiati, dei richiedenti asilo, molte volte vittime di torture e di violenze e più in generale di tutti coloro che sono costretti a scappare dal proprio paese per sopravvivere: i migranti forzati. Ad oggi la rosa della squadra, che ha come colori sociali quelli delle Nazioni Unite, si compone di circa 25 elementi e vede tra le proprie fila atleti afgani, eritrei, guineani, irakeni, nigeriani, sudanesi, togolesi, centroafricani, ecc... Si tratta comunque di una realtà "aperta", che cerca di coniugare le necessità proprie di una squadra di calcio, con quelle dei suoi atleti, uomini impossibilitati a pianificare i propri tempi, le proprie disponibilità e più in generale il proprio futuro.
I ragazzi che compongono il Liberi Nantes Football Club, nella quasi totalità, sono arrivati da poco in Italia, non hanno un lavoro, vivono in centri di accoglienza e si appoggiano a tutte le strutture di assistenza che offre la città di Roma.

 

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