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Pagine di coraggio e speranza

Luca Pancalli racconta la sua nuova vita, dopo l’incidente cadendo da cavallo

Un libro da leggere più volte e da conservare. Stiamo parlando della biografia di Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico e Vice Presidente del Coni, intitolato “Lo specchio di Luca”, scritta con il giornalista Giacomo Crosa.

Il racconto ha come protagonista Luca, giovane diciassettenne, promessa del pentathlon moderno e vincitore di diversi titoli italiani, che in seguito a una caduta da cavallo durante una competizione, diventa tetraplegico. Per lui è l'inizio di una nuova vita, fatta di piccole e grandi sfide quotidiane, di comprensibili momenti di sconforto, ma anche di grande determinazione per la conquista di nuovi traguardi, costantemente sostenuto dagli affetti familiari e soprattutto da una forza d'animo e di volontà straordinarie. Nonostante sia costretto sulla sedia a rotelle, torna a praticare sport a livello agonistico, partecipando a quattro edizioni dei Giochi Paralimpici e conquistando in tutto otto medaglie d'oro, sei d'argento e una di bronzo, che gli regalano il titolo di atleta paralimpico più medagliato dell'era moderna. Percorre una brillante carriera di dirigente sportivo e si impegna fortemente per la nascita e la crescita del movimento paralimpico italiano.

Oggi Luca Pancalli è un uomo sereno, affettuoso padre di famiglia e protagonista di una carriera importante, e la sua vita una eccezionale vicenda umana, sportiva ed esistenziale, raccontata con empatia dall'amico giornalista Giacomo Crosa, che l'ha resa un romanzo e un esempio di cosa voglia dire essere uomini di sport nell'anima. “Ha parlato con me come se avesse parlato con se stesso – ha dichiarato Giacomo Crosa - senza mentire mai, trasferendomi tutte le emozioni che lui aveva vissuto, anche le più intime. La complicità è stata, quasi una fusione dei corpi e delle menti in questa mia scrittura. Questa è stata la storia del libro”. “I capitoli più duri, sono stati quelli dove ricordo i giorni seguenti l'incidente, la scoperta della non autonomia - ha raccontato Luca Pancalli. Non vorrei apparire pazzo, ma ripensando a quella parte drammatica della vita, io godo la vita! Perché bisogna perdere ciò che si ha per apprezzarne il valore e oggi tento di attribuire valore prima ancora che qualcuno mi tolga le cose che ho. Nel raccontare la mia storia ho pensato ai tanti ragazzi e ragazze che stanno vivendo il mio stesso dramma,  che pensano che la vita sia finita, che si vedono su una carrozzina, che si sentono menomati e vorrei che la mia esperienza possa rappresentare un segno di speranza. Io sono una persona normale – ha concluso Pancalli - che viene da un quartiere popolare di Roma, un padre normale, una madre normale, non posseggo denaro, mio padre non era un potente.Mi sono rimboccato le maniche a diciassette anni, ho tentato di lavorare, di pormi sempre degli obiettivi. Spero di poter essere non tanto un esempio, perché nessuno di noi può ergersi a esempio per nessun altro, però da stimolo, quello sì”.

Luca Pancalli è l’atleta italiano paralimpico più medagliato dell’era moderna (8 ori, 6 argenti e un bronzo), attualmente è presidente del Cip.

INFO
Il Libro “Lo Specchio di Luca"

Edito da Fazi Editore
299 pagine
Costo: 15 euro

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