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"Nel nome del rugby" nascono grandi sentimenti

Mauro Bergamasco e Francesca Boccaletto si raccontano attraverso la palla ovale

E' una vicenda che passa attraverso il rapporto che lega un padre a un figlio. Il tutto filtrato attraverso le immagini di uno sport potente come solo il rugby riesce a essere. Leggendo le 111 pagine del racconto si avverte e si respira tutto ciò che contraddistingue questa disciplina, maschia per definizione: l’odore del sudore e dell’erba che inevitabilmente si infila nelle scarpe e sotto le pieghe delle maglie. Il libro racconta la storia di un bambino diventato campione e del suo rapporto con la palla ovale. A scrivere è la giornalista Francesca Boccaletto, collaboratrice del Corriere del Veneto, insieme alla “leggenda della palla ovale”, Mauro Bergamasco, entrambi padovani.
Il racconto scava e indaga nell’intimo dei protagonisti per scoprire le ragioni di una passione sportiva che accumuna ben due famiglie: quella di Mauro e del fratello Mirco, figli di Arturo Bergamasco, campione di rugby, ex Azzurro, poi allenatore, e la famiglia della stessa Boccaletto e di suo padre Lucio, che ha giocato in Nazionale negli anni ’70. Non si tratta solo di un libro che parla di sport, ma piuttosto di una lunga conversazione tra due amici, Mauro e Francesca, nella vita dei quali il rugby ha giocato un ruolo da protagonista.
Da Padova, Mauro e il fratello Mirco hanno girato il mondo, andando dove il rugby li portava, sempre legati alle loro radici. Un destino simile a quello dell’amica giornalista e non campionessa della palla ovale, ma ugualmente segnata dalla stessa filosofia di vita del rugby. “E’ uno sport che, come la vita, richiede uno sforzo - scrive Francesca Boccaletto nel libro -. Che t’invita a dare ancora quando pensi di non averne più. Che t’insegna a non piangere, a non crollare, ma ad avanzare metro dopo metro portandoti dietro, spesso, il peso di altri quattordici uomini. Proprio per questo il rugby è uno sport straordinario. T’insegna a gestire il dolore, a condividere la gioia, a mantenere lo sguardo verso la meta. Mi sento una privilegiata perchè tutto questo l’ho imparato, l’ho divorato, l’ho fatto mio”. Tantissimi gli episodi ricordati come l’atmosfera gioiosa del centro estivo Campus Rugby creato da Mauro Bergamasco che insegna ai bambini dai 10 ai 13 anni a giocare a rugby, a vivere insieme in squadra.
Sempre presente, la relazione padre - figlio. “Mio padre mi ha insegnato che spesso sono più utili le critiche che i complimenti - confida Mauro Bergamasco - . Nonostante sia suo figlio, sento sempre che il suo consiglio supera il legame di sangue. Quello che sono diventato lo devo soprattutto a lui e a mia madre, a quella cura, a quelle attenzioni che mi hanno sempre riservato”.
 A rendere il tutto più intenso il percorso interiore dell’autrice, che analizza il rapporto d’amore con suo padre, simile a una simbiosi. E trova la forza di conquistare la propria autonomia. “Per me è molto più che un semplice libro - scrive Francesca Boccaletto - . E’ la mia evoluzione e la mia terapia. E’ il mio salto tra libertà e amore eterno, da sempre dichiarato, per mio padre. Oggi, attraverso mesi di riflessioni e parole dette e scritte, lo guardo, lo riconosco, lo supero. Per trovare la mia strada e intraprendere il mio cammino”. Si può amare e adorare un mito, un genitore, prenderlo come modello, ma si può anche riuscire a diventare grandi e lasciare il nido. “Nel nome del rugby” racconta anche questo e parla alle famiglie e ai ragazzi. “Volevo fare qualcosa di utile - spiega la Boccaletto - . Lasciare alle famiglie una testimonianza di come un bambino e un adolescente possa crescere attraverso il rugby, secondo i valori di condivisione e spirito di squadra”. E solidarietà. Non a caso nei campus estivi a Bibione, Mauro Bergamasco coinvolge anche ragazzini down, in collaborazione con l’associazione Aipd di Venezia Mestre e il progetto “Oltre la meta”.
Una stima condivisa quella di Francesca nei confronti di Mauro da un noto personaggio del rugby: Gerge Coste. “Ammiro Mauro per il suo comportamento. La sua espressione sul terreno di gioco è emblematica della sua generosità, del suo coraggio, della sua abnegazione, del dono di sé, della sua solidarietà, della sua rudezza e della sua intelligenza”.

INFO
Titolo: Nel nome del rugby
Casa Editrice: Infinito
Autore: Mauro Bergamasco  
Pagine: 111
Anno di pubblicazione: 2014
Costo: Euro 12

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