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Muhammad Ali, l'ultimo campione

Rino Tommasi ripercorre in 15 capitoli/rounds una delle pagine più intense della storia dello sport

"Sul ring o fuori dal ring non c'è nulla di male nell'andare al tappeto. L'errore è rimanere a terra". Si chiudono così i 15 capitoli/rounds del libro-racconto di una delle pagine più intense della storia dello sport, l'avventura di Muhammad Ali. Rino Tommasi, maestro del giornalismo sportivo, prende in esame la spettacolare carriera di Ali, corredando il "viaggio" con foto per la maggior parte inedite in Italia: dalla vittoria alle Olimpiadi di Roma del 1960 – quando era ancora Cassius Clay – allo storico match Ali-Foreman di Kinshasa, il 30 ottobre 1974, proprio 40 anni fa, ricordato come "Rumble in the Jungle", fino all'ultima, toccante apparizione ai Giochi di Atlanta 1996. Ricco di aneddoti, retroscena e curiosità, il libro racconta come Muhammad Ali sia riuscito a travalicare i confini della boxe e come abbia alimentato un interesse mondiale attorno a questo sport, ammantandolo di grandiosità ed epicità senza precedenti. Non manca una scheda di tutti gli incontri (56 vittorie e 5 sconfitte). Ali ha combattuto sul ring innalzando rapidità, tecnica, agilità, reattività, coordinazione, prontezza di riflessi, gioco di gambe in un tutto unico e micidiale che andava di pari passo con un atteggiamento provocatorio nei confronti dello sfidante, a base di strofette, giochi di parole, proclami. Da tale stile, unico e ineguagliabile, è nato il personaggio-Ali inscindibile dall'atleta-Ali, fino a consacrarsi quale icona della storia dello sport. Il tre volte campione del mondo dei pesi massimi è stato infatti uno showman dall'indiscusso carisma e un abilissimo promoter di se stesso, capace di utilizzare i media come mai prima.
Culto di sé a parte, Muhammad Ali non dimenticò mai la sua gente, quella comunità di colore vittima di una discriminazione ignobile nell'America bianca. Proprio la pervasività dell'apartheid negli USA del ventennio cinquanta/sessanta avvicinò il fuoriclasse all'organizzazione dei Musulmani Neri, all'interno della quale avvenne la sua conversione all'Islam, motivo del cambio di nome, da Cassius Clay a Muhammad Ali.
Ali è stato, anche, in prima linea sul fronte pacifista e il suo rifiuto di arruolarsi nell'esercito, ai tempi della guerra del Vietnam, gli costò un prezzo altissimo (condanna a 5 anni di reclusione, senza però scontare un giorno di prigione, multa di 10.000 dollari, ritiro del passaporto, revoca del titolo di campione e della licenza di pugile) che lo allontanò dal ring per più di 3 anni all'apice del successo.
Tommasi intreccia la storia di Ali con quella del pugilato moderno, segnata dall'avvento della televisione fino al binario morto su cui oggi questo sport sembra procedere. Nessuno, infatti, è riuscito a prendere il posto di Ali.

 

Titolo: Muhammad Ali - L`ultimo campione, il più grande?

Editore: Gargoyle, collana Accadimenti

Autore: Rino Tommasi

Pagine: 200

Anno di pubblicazione: novembre 2014

(tratto da “il Gazzettino.it”)

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