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Storie Mondiali

Un secolo di calcio in 10 avventure

«Chi sa solo di calcio non sa niente di calcio»: Federico Buffa e Carlo Pizzigoni hanno avuto ben presente la lezione di José Mourinho nello scrivere le dieci storie della serie andata in onda su Sky, mentre i tifosi aspettavano l’inizio dei Mondiali 2014. Dieci avventure che in questo libro diventano un racconto inedito ed entusiasmante della vita, dello spettacolo e delle emozioni che ruotano attorno al pallone. Si comincia con la sconfitta più amara della storia calcistica, quella del Brasile contro l’Uruguay, al Maracanã, nel 1950, e si finisce con la più bella vittoria dell’Italia, quella del mundial spagnolo del 1982, con l’indimenticabile urlo di Tardelli e l’esultanza di Pertini nella tribuna d’onore. Tra le due, ritornano le veroniche di Cruijff e i colpi di testa di Zidane, il mitico rigore in movimento con cui Rivera, nel 1970, chiude 4 a 3 la partita con la Germania e i rigori sbagliati da Baresi e poi da Baggio contro il Brasile nel 1994, le notti magiche di Italia ’90 e, naturalmente, la Mano de Dios di Maradona contro gli inglesi, che vendica l’orgoglio della sua Argentina ferito nella guerra delle Malvinas. Azioni indimenticabili viste mille volte, ma mai vissute come in queste pagine appassionanti che, rievocando le musiche, le atmosfere, gli eventi politici e i fatti di cronaca legati ai Mondiali, celebrano l’incanto del gioco più bello del mondo.

Titolo: Storie mondiali

Editore: Sperling & Kupfer

Autori: Federico Buffa e Carlo Pizzigoni

Pagine: 304

Costo: 16,90 euro

Uscita: 18 novembre 2014

 

GLI AUTORI

FEDERICO BUFFA giornalista e telecronista sportivo per Sky, è uno dei massimi esperti italiani di NBA e sport made in USA. Tifa per il Milan perché sua madre non gli ha concesso libero arbitrio. Spende più della metà di quello che guadagna in viaggi, durante i quali annota tutto a matita.

CARLO PIZZIGONI è nato a Pero, periferia milanese. Di solito è in giro a vedere cose, specie di calcio. Coppa d'Africa e Mondiali giovanili, visitati in serie e vissuti sul posto, sono le esperienze professionali che più lo hanno soddisfatto, al netto di “BuffaRacconta” e fino al Mondiale 2014 in Brasile. Collabora con Sky, ha scritto per La Gazzetta dello Sport, Guerin Sportivo e per il quotidiano svizzero Giornale del Popolo.

 

DUE CHIACCHIERE CON CARLO PIZZIGONI

Da dove nasce l’idea del libro “Storie mondiali”?

L’antefatto sono le dieci puntate della trasmissione “Storie mondiali” andate in onda su Sky Sport e Sky ArteHD  nelle settimane che hanno preceduto i mondiali di calcio. Dieci appuntamenti durante i quali abbiamo ripercorso alcuni episodi della lunga storia dei mondiali. Un secolo di calcio ai massimi livelli che ci ha consentito di prendere spunto dalle vicende più note per raccontare molto di più della realtà sociale, politica, culturale e di costume degli anni in questione. Visto il successo della trasmissione hanno proposto a Federico Buffa e a me di scrivere un libro e così ci siamo cimentati. Il libro è più ricco e i contenuti sono stati tradotti nel linguaggio proprio della carta; in ogni capitolo (10 in tutto) è stata inserita una storia inedita. Il libro ha il pregio di dare volto e voce non solo a personaggi di prima fila, ma anche a taluni che, con il tempo, sono stati dimenticati o poco conosciuti. Si legge d’un fiato grazie all’abilità di Federico che ha un modo tutto suo di raccontare.

Dieci racconti, dieci avventure legate ai mondiali di calcio, quale ti ha emozionato in maniera particolare?

Dei dieci mondiali raccontati nel libro, mi ha maggiormente coinvolto quello giocato nel lontano 1930 in Uruguay. Da qui siamo partiti per raccontare la storia di un Paese che ha dato moltissimo al calcio (confesso la mia passione per il Sud America) capace di aggiudicarsi il primo titolo mondiale dopo aver conquistato, solo pochi anni prima, ben 2 titoli olimpici (1924 e 1928). Abbiamo potuto raccontare anche la storia d'amore tra un calciatore uruguayano, un fuoriclasse dell'epoca, Andrade, con Joséphine Baker, prima star di colore di origine afroamericana, tra le più acclamate ballerine di Parigi che fece uso della sua notorietà e del suo successo per lottare contro il razzismo e a favore dei diritti civili. E poi c'è Castro, un ragazzo che dopo essere diventato monco, per un incidente sul lavoro, riesce a tornare ai campi da gioco e a segnare all'esordio del Mondiale e nella finale contro l'Argentina.

Quale è, a tuo parere,  il personaggio che emerge in 100 anni di mondiali?

Ciascuno ha i suoi. La vita di tutti, in qualche misura, è scandita dai mondiali di calcio. Ognuno ha il suo mondiale di riferimento. Una partita, un personaggio, un campione viene comunemente associato ad un periodo della nostra vita, a un incontro, a un amore, a episodi destinati a rimanere nella nostra memoria. Il clima, le musica, l’emozioni tipiche di ciascun mondiale entrano a far parte del nostro percorso. Per quanto mi riguarda, è Zinédine Zidane (insieme ad altri) il personaggio più affascinante, quello del mondiale ‘98. La sue origini algerine (la famiglia proveniva dalla regione della Cabilia) accanto al suo grande successo sportivo, ci hanno offerto l’occasione per raccontare la Francia di quegli anni, un paese in forte cambiamento sempre più multiculturale. 

Mi sembra di intuire che il libro racconti 100 anni di mondiali e molto altro…

Esattamente, molto molto altro. Per citare Mourinho: chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio.  Ecco perché invito tutti alla lettura.

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