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Una conversione sportiva

L'enciclica di Papa Francesco, motivo di riflessione anche per il mondo sportivo

“ «Laudato sii o mi Signore», cantava san Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: «Laudato sii, mi Signore, per sora nostra madre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba».[1] Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c’è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell’acqua, nell’aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora."

Inizia così l’enciclica "Laudato sii" di Papa Francesco. Il Santo Padre richiama tutta l’umanità ad una "conversione ecologica" che permetta di cambiare strada rispetto al modo di vivere e di ragionare del mondo di oggi. Responsabilità, sobrietà, equilibrio tra paesi "ricchi e poveri", sono temi che ricorrono molte volte nell’enciclica.

Questi temi valgono anche per il mondo dello sport.

Oggi serve davvero una "conversione sportiva" che permetta di ritrovare la "via" per restituire allo sport la sua autenticità. L’inquinamento sportivo ha raggiunto livelli inaccettabili.

Partite truccate, scommesse a fiumi, bilanci che non reggono, furberie di vario genere, lotte di potere, hanno rovinato e distrutto tanto (non tutto) di quella che rimane una delle attività più belle per l’uomo.

Bisogna correre ai ripari e farlo in fretta.

Restituire lo sport a se stesso é la sfida più grande che oggi siamo chiamati a giocare. Non possiamo più permettere che il business rovini tutto.

Bisogna tornare a fare dello sport una delle attività più nobili dell’animo umano. I valori sportivi non possono più essere solo decantati. Devono essere vissuti e testimoniati da tutti a ogni livello.

Non si può più dire che c’è un pezzo di mondo dello sport (ad alto livello) che funziona con altre logiche perché li girano troppi soldi. Questa affermazione non regge più.

Papa Francesco, nella sua enciclica, ci ricorda che bisogna rivedere gli equilibri tra nord e sud del pianeta perché non si può più andare avanti con i paesi ricchi che sfruttano e rovinano tre quarti della Terra.

Anche nello sport bisogna rivedere molti equilibri. Serve un nuovo umanesimo dello sport. Serve la voglia di cambiare e di farlo davvero. Serve la volontà di salvare lo sport. E serve farlo adesso.
 

Massimo Achini

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