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Il calcio: tra bellezza e follia

Lettera aperta del direttore tecnico del Csi Milano: un invito a riflettere

Domenica 29 marzo, su un campo di calcio a 7 di un oratorio dell’hinterland est milanese, un arbitro ha dovuto sospendere una gara per una gigantesca rissa tra atleti. La domenica precedente un’identica situazione si verificava in un oratorio nell’hinterland a nord di Milano: gara sospesa e gravi provvedimenti presi nei confronti della società per invasione di campo dei sostenitori e misure d’ordine insufficienti. Sempre la domenica precedente, su un altro campo oratoriano, questa volta a sud di Milano (per rispettare la geografia) una gara viene sospesa per violenza tra giocatori e coinvolge ben quindici atleti, puntualmente squalificati dal giudice sportivo per un totale di 72 giornate. Alla medesima ora, in un altro oratorio, un giocatore scagliava violentemente il pallone per protesta addosso al direttore di gara colpendolo, per fortuna, in maniera lieve. Nel campionato di calcio a 11, una squadra open tiene un comportamento gravemente offensivo, minaccioso e protestatario nei confronti dell’arbitro, tale da causare una situazione di pericolosità che viene sanata solo con il ritiro dal campo. I giocatori, poco più che tredicenni e lasciati soli negli spogliatoi, per protesta rompono i servizi sanitari dopo una gara persa. Il numero degli squalificati raggiunge quota 17 (dirigenti) in una sola giornata per comportamenti verbali gravemente scorretti. Questa la cronaca di un weekend di sport prevalentemente oratoriano. Ed ecco l’altra faccia della medaglia.
Seicento dirigenti e seimila atleti si sono divertiti, hanno perso o vinto, hanno gioito e/o accettato i verdetti del campo, si sono incontrati e stretti la mano,  hanno aggiunto pagine di sport alle loro già importanti esperienze. Hanno “vissuto” prima, durante e dopo la gara. Ed ecco perché il direttore sportivo di un ente come il Csi non si dispera guardando le prime quindici righe di questo articolo: “de minimis non curat Praetor” dice una massima latina che quindi sottoscrive il fatto che il manager deve occuparsi prevalentemente dei grandi numeri. Ma non sentire uno scricchiolìo di tipo generale comportamentale, è pura cecità. Anche in sport più tranquilli (ad esempio la pallavolo) registriamo un aumento di episodi di insofferenza. Uno scricchiolio che non deve lasciare indifferenti i nostri giudici e arbitri; a loro si chiede uno sforzo maggiore nell’oculata amministrazione della giustizia e una incisiva e intelligente sobrietà in campo. I nostri responsabili hanno sempre avvertito questo dovere nei confronti delle società sportive e sensibilizzeranno ulteriormente i loro collaboratori che, a volte, sono fatti oggetto di immeritate e pericolose situazioni. Sono altresì profondamente convinto che spetti soprattutto ai dirigenti responsabili la preparazione psicologica di chi entra in campo e la capacità di sopportare adeguatamente il fallo  ingiustamente subìto, la sfortuna che ti fa perdere una gara che doveva essere stravinta, la delusione per una giornata di forma infelice, la contrarietà per un evidente errore arbitrale. Se si entra in campo non preparati a queste evenienze, è tutto più difficile. L’importanza di uno spogliatoio “attrezzato” su aspetti di tipo comportamentale è innegabile e ho quindi la presunzione di pensare che qualche direttore sportivo faccia tesoro delle mie due note scritte per riflettere, anche solo un attimo, sulla validità educativa della nostra attività sportiva.
Da evidenziare, infine, che le società possono agire nei confronti dei sostenitori. Conoscono quasi sempre coloro che tendono ad esasperare il tifo. E’ opportuno, quindi, che provvedano ad adottare tutte le  misure d’ordine adeguate per mettere in sicurezza  gli ospiti e gli ufficiali di gara.
Non abbiamo proprio bisogno, in un mondo pieno di difficoltà e contraddizioni, di aumentare le stesse con il “mal di fegato post partita”. Ritorno, dunque, al titolo iniziale: “BELLEZZA E FOLLIA”. Sembrano due squadre che si incontrano in un derby. Tifiamo perché vinca la bellezza

GuidoPace 
Direttore Tecnico Csi Milano

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