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Una marcia per dire sì a "uno sport per la vita"

Albania:in cammino per crescere ancora e con entusiasmo

Sabato 6 giugno a Scutari, nel nord dell’Albania, si è svolta la prima marcia organizzata dal QSSH (Centro Sportivo Albanese) in collaborazione con il Csi. Un percorso di 5 chilometri che dal centro della città ha raggiunto, con una salita che consente di superare 120 metri di dislivello, il luogo simbolo della città, il castello di Rozafa.
Nonostante il percorso impegnativo e un clima davvero torrido, 33 gradi, la gara è stata molto competitiva ed entusiasmante. Tanti i vincitori nelle varie fasce di età che hanno visto premiare i primi delle categorie maschili e femminile. Premiazioni e tempi di gara ufficiali anche grazie alla generosa e fondamentale partecipazione di due grandi esponenti dell’atletica Csi italiana: il presidente nazionale della commissione di disciplina Pietro Albanese e il responsabile dell’atletica milanese Raffaele Granata,  presenze fondamentali e utili. La manifestazione non è stata solo agonistica. Ciò che maggiormente resta dopo questo evento è il grande coinvolgimento dei tanti ragazzi e giovani che hanno vissuto da volontari la preparazione e la realizzazione della marcia. Resterà a lungo l’immagine di castel Rozafa arricchito dai colori e dalle musiche albanesi portati sul posto proprio dai ragazzi degli oratori, che con grande entusiasmo hanno animato l’arrivo nell’ampio e soleggiato spazio all’interno delle mura con canti, balli tipici e band. Grazie alla presenza di alcuni giornalisti e di un’emittente TV locale l’evento è stato raccontato anche a chi non c’era e così la bandiera del QSSH è entrata nelle cronache e nelle case.
Oltre a Pietro e Raffaele, anche i grandissimi Savio e Nicola (volontari del Csi di Bari) sono stati trascinati e coinvolti da questo evento. Queste sono le ricchezze che certe esperienze lasciano nel cuore, la scoperta di emozioni che nascono dalle difficoltà, da ciò che sembrava impossibile fino a qualche anno fa; la ricchezza di incontri con chi ha solo la forza data dell’entusiasmo e dal desiderio di partecipare. Sono quei giovani albanesi che nelle strade, nelle parrocchie, negli oratori da ormai diversi anni abbiamo la fortuna di incontrare. Il solco ormai è tracciato, si potrà solo crescere, fare riflessioni sulle cose fatte e migliorarle. Sicuramente nel cuore di chi l’ha organizzata le aspettative di partecipazione erano maggiori, il loro sogno era grande e su questo avevano lavorato con caparbietà e determinazione. Sicuramente non avrebbe potuto essere migliore grazie al grande coinvolgimento che questa iniziativa ha suscitato.
Portiamo a casa quell’entusiasmo, quei volti, quel loro desiderio di crescere, di vincere le diffidenze. Quando sei in Albania ti senti a casa, non vorresti tornare e senti, con profonda sincerità, che la loro richiesta di non essere abbandonati nasce dal cuore e va ben oltre gli aspetti organizzativi.
Maurizio Cadrega

Nelle immagini: il momento della partenza (in alto) e la cerimonia di premiazione

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