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"Scegli il bene": la sintesi dei lavori

Il Consigliere provinciale, Alessandro Raimondi, con delega alla pastorale affidatagli dal Csi, ha partecipato sabato 22 ottobre al seminario "Scegli il bene". Qui di seguito, il testo di sintesi curato da Alessandro, sulla mattinata di lavori che ha caratterizzato l'appuntamento diocesano.
 

Nella giornata di sabato scorso si è svolto l’incontro di presentazione dell’anno oratoriano 2016/2017 riservato al mondo dello sport in oratorio, anno che ha come tema “Scegli il Bene”.

L’imprevista presenza di circa 200 persone, ha richiesto una modifica della sede dell’incontro che si è trasferita nella chiesa di S. Antonio, al fine di consentire l’accesso a tutti i partecipanti. Il tema dell’anno oratoriano, che include lo sport tra i vari percorsi, è stato presentato ed illustrato da mons. Pierantonio Tremolada, vicario pastorale per lo sport, don Samuele Marelli responsabile della FOM e consulente del CSI Milano e don Alessio Albertini, segretario della Commissione Diocesana dello Sport e consulente nazionale del CSI.

L’appuntamento si è sviluppato in tre diversi momenti, il primo dopo una breve preghiera ha visto una riflessione da parte di mons. Tremolada sul brano di vangelo del giovane ricco (MT. 19, 16-21). Il Vescovo si è soffermato sul tema della Vita eterna, una Vita che può essere goduta fin da subito aiutando gli altri a scegliere il Bene attraverso un cammino che ci porta ad incontrare l’Unico che è Buono per arrivare infine a seguirlo, provando a stabilire con i tanti ragazzi che ci sono affidati delle relazioni profonde per poterli aiutare a scegliere il Bene e a camminare bene nella vita.

Poi è stata la volta di don Samuele, il quale ha presentato il tema dell’anno, ricordando che tutti siamo chiamati ad annunciare il Vangelo, e che l’annuncio si può effettuare in due modi: esplicito ed implicito. La forma esplicita e quella tipica della parola, che conduce alla catechesi. La forma implicita è il modo in cui si vive, si testimonia il Vangelo e se uno vive secondo il pensiero di Cristo non può che scegliere il Bene. Don Samuele si e poi soffermato su tre aspetti che un educatore deve affrontare nel suo percorso: Educare alla libertà, ovvero stabilire delle regole ma facendo attenzione a non educare alle regole ma utilizzarle per aiutare a scegliere il bene in un momento di libertà ingigantita, che i nostri ragazzi stanno vivendo. Poi dobbiamo cercare di aiutare i nostri giovani a diventare adulti. Anche questo aspetto oggi è una grande difficoltà, vi è quasi la paura di crescere e noi dobbiamo rappresentare per loro una testimonianza di persone che hanno dato forma alla vita attraverso la propria vocazione.

Da quest’ultimo pensiero ecco il terzo messaggio: aiutare i giovani a scoprire la propria vocazione. Riuscire al far emergere quella chiamata che è unica. Il cuore dell’uomo ha bisogno di qualcosa di talmente bello che dev’essere per sempre, una vocazione che porta ad una vita buona , bella e vera.

Per ultimo don Alessio ha ricordato quanto importante sia per noi la scelta del bene, una scelta che si tramuta in servizio nei nostri campi e nelle nostre palestre. Ha poi ricordato che lo sport rappresenta per la Chiesa una porta aperta per tanti ragazzi che non avrebbero a che fare con il bene. Le nostre società sportive devono rappresentare per questi ragazzi l’occasione per incontrare il Bene.

Ogni volta che incontriamo una ragazza o un ragazzo ci dobbiamo porre una domanda: cosa vuoi che possa diventare? Un uomo o una donna imbattibile oppure un uomo o una donna veri, che nella loro vita sappiano scegliere bene? E come insegnare il bene? La domanda è forte e noi possiamo iniziare testimoniando con la nostra vita, traducendo il bene nelle azioni, insegnando come si sta in campo per imparare come si sta nella vita.

L’incontro è stato chiuso da mons. Tremolada, che ha ribadito l’importanza di momenti come questi e la necessità di trasformarlo in un incontro fisso da riproporre ogni terzo sabato di ottobre. Un incontro che ha come caratteristica quello di guardare l’orizzonte e la profondità. È vero che noi, sportivi, abbiamo a che fare con la pratica, ma si ha bisogno di una profondità che aiuta la nostra attività, un incontro che ci faccia comprendere che siamo in un contesto diocesano e ci faccia sentire pienamente parte della chiesa, evidenziando una sinergia educativa tra l’oratorio e l’attività sportiva.

In ultimo ci è stato affidato un compito: appendere il manifesto dell’anno oratoriano nelle nostre palestre, negli spogliatoi e nelle nostre sedi. Un piccolo segno per sottolineare che anche noi siamo parte della partita educativa pastorale.

Alessandro Raimondi

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