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Integrare attraverso lo sport, accade al Pob Binzago

Venerdì 27 febbraio, la partita tra due formazioni di rifugiati politici

Tutto ebbe inizio da una semplice domanda. A porgerla è stato Gianfranco Camolese volontario della Caritas di Cesano Maderno e suonava pressappoco così: "Ciao Paolo, ci sono 15 giovani nigeriani nostri ospiti, sono rifugiati politici, sono bravi ragazzi. Ti viene in mente cosa possiamo fare insieme, magari coinvolgendo la tua società sportiva?".
Non ce lo siamo fatti dire due volte e abbiamo preso subito la palla al balzo. Sul campo di allenamento abbiamo messo a disposizione dei giovani africani un trio di allenatori di tutto rispetto e abbiamo dato il via (il venerdì sera) agli allenamenti, con l’intenzione di iscriverli poi al campionato primaverile del Csi.
Non è stato difficile, in seguito, trovare chi ha offerto il necessario per giocare: tuta, divisa e scarpe da calcio. Da sempre, la nostra polisportiva si caratterizza per la sua apertura e accoglienza e non abbiamo avuto dubbi sulla necessità di spalancare le porte agli amici nigeriani e nel contempo lanciare un messaggio a tutti i nostri atleti, in particolare i più giovani: "lo sport deve unire e creare solidarietà a dispetto del mondo circostante dove, sempre più, vince la divisione".
A sostenerci anche il presidente dell’associazione "Amici di Binzago", Leonardo Giussani che così si è espresso: "siamo sempre al fianco delle associazioni di Cesano e, in particolare, alle iniziative di solidarietà della POB Binzago. Dapprima con il progetto il Csi per Haiti e ora con questa nuova avventura si consolida un rapporto di collaborazione che ha lo scopo di unire due realtà a loro modo diverse, ma con fini comuni. Lo sport è di sicuro un importante strumento per l’integrazione di questi ragazzi all’interno della nostra comunità ed è nostra intenzione coinvolgerli nelle future manifestazioni di piazza..."
Quante cose sono cambiate da quel primo allenamento quando i giovani della Nigeria hanno fatto il loro ingresso al Binzago. Chi a piedi, chi a cavallo di una bici sgangherata e subito hanno voluto scendere in campo per dare il via all’allenamento:  chi con gli scarponi ai piedi, chi con le infradito… poco importava, grande era il desiderio di correre dietro a un pallone dimenticando le sofferenza dei mesi precedenti. Abbiamo subito sperimentato la loro serietà e la costanza nell’impegno durante gli allenamenti e in maniera quasi naturale sono diventati parte della nostra società come tutti gli altri atleti del POB Binzago.  In divisa e con le scarpette chiodate hanno così debuttato e fatto il loro ingresso ufficiale in società. Abbiamo dovuto, come era ovvio, fare i conti anche con coloro che hanno mostrato una certa diffidenza e interpretato l’accoglienza dei nuovi arrivati come una sorta di ingerenza di segno negativo… dare a loro significava togliere ai nostri. Nella di più sbagliato e, memori dell’insegnamento di don Bosco, abbiamo preferito spalancare le braccia a questi giovani perché lo sport divenisse sul nostro campo uno strumento concreto di integrazione: sotto gli occhi di tutti. E così è stato. Dopo tre mesi di allenamenti duri e impegnativi i ragazzi sono scesi in campo per la prima amichevole ufficiale. E’ accaduto venerdì scorso (27 febbraio) alle ore 21.00 sul campo dell’Oratorio San Luigi di Binzago a Cesano Maderno. Sul terreno di gioco, accanto a loro, un’altra formazione di rifugiati politici questa volta provenienti dal Gambia e ospiti della Caritas di Seregno.  Vi chiederete quale sia stato il risultato finale dell’incontro. Ed è doveroso dirlo per la passione sportiva che ci accomuna: la partita è stata vinta dai giovani del Gambia per 5 reti a 2. I nostri ragazzi erano emozionatissimi (scendevano in campo per la prima volta), e la folla di fotografi e giornalisti locali non li ha aiutati. Un senso di smarrimento ha caratterizzato il primo tempo contro avversari decisamente più forti (finito 0-4). Nella ripresa si sono fatti coraggio e, con tutte le forze hanno cercato di recuperare la partita che, come già detto, è  terminata 2-5. Sui volti dei ragazzi nigeriani si leggeva una certa delusione per non aver portato a casa la vittoria che pensavano importante per noi del Binzago. I nostri complimenti (meritatissimi) e i nostri sorrisi li hanno rincuorati a tal punto che hanno già chiesto la rivincita. Inutile dirvi che è stata comunque una grande vittoria perché abbiamo imparato molto più di quello che abbiamo saputo offrire ed è aumentata in noi la convinzione che lo sport sia davvero uno strumento formidabile per unire e integrare le persone. Ancora una volta don Bosco aveva ragione.
Paolo Vilbi
direttore sportivo
Polisportiva Oratorio Binzago

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