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Il Bresso 4 è campione provinciale di calcio integrato

Al termine di una finale emozionante contro una grandissima Ausonia

Domenica 8 maggio  a Oreno di Vimercate si è disputata la finale del campionato Csi di calcio integrato valida per il titolo provinciale.
In campo le compagini del Bresso 4 e Ausonia. La partita, combattutissima, ha visto le due squadre affrontarsi a viso aperto per ottenere il prestigioso titolo, tanto che, alla fine dei tempi supplementari, il risultato era fermo sul 2 a 2.
Una bella gara giocata ad armi pari. Nessuna delle due formazioni è riuscita a sopravanzare l’altra e, per decidere il titolo, si è dovuto ricorrere alla cinica “lotteria dei rigori”. Allora la mente è tornata alla notte di Berlino, quando l’Italia di Lippi piegò la Francia proprio ai calci di rigore...
Questa volta, l’Italia era il Bresso 4, che ha battuto la fortissima Ausonia e si è laureato campione provinciale. Un titolo importante per il significato che sottende. E’ il coronamento di anni di fatica, organizzazione, progetti, ore trascorse a studiare metodi innovativi per promuovere l’inclusione, l’integrazione tra normodotati e disabili.
Difficile da trattenere l’entusiasmo del presidente, Claudio Tarini: “il calcio integrato è oggi una splendida realtà del nostro gruppo sportivo - ha affermato - costruita con tanta fatica e costanza. Dai primi esperimenti anche un po’ improvvisati del 1997, si è arrivati a un’attività organizzata e strutturata. Happy Sport è sempre rimasto però il “marchio di fabbrica” di quest’esperienza e il termine “happy” sta proprio a sottolineare quanto bello e arricchente sia questo progetto. Partecipare agli incontri di calcio integrato significa giocare partite vere, non si tratta di esibizioni di solidarietà, ma incontri in cui  la tensione agonistica è pari a quella delle partite tra i cosiddetti normodotati. Tutto questo ci fa capire come la strada intrapresa dal Bresso 4 sia quella giusta che supera le barriere del pregiudizio per integrare e includere. Il nostro compito ora è quello di non “sederci sugli allori”, ma continuare a promuovere lo sport inclusivo considerando sempre più queste iniziative come assolutamente normali.
Ho un sogno, anzi due: da un lato, raggiungere sempre più famiglie di ragazzi diversamente abili in modo da favorire il percorso di integrazione, permettendo loro di esprimere le grandi potenzialità che possiedono e dall’altro quello di interessare sempre più persone a queste iniziative tanto da non considerarle più come estemporanee, ma parte integrante di un progetto sportivo. Sono certo che i miei sogni
- ha concluso il presidente del Bresso 4 - sono condivisi dagli altri amici del gruppo sportivo e quindi continueremo a lavorare affinché si realizzino. Non è impossibile, credetemi”.

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