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“Il premio per me? Sono loro, i ragazzi…”

23 Maggio 2014

Prima ancora di rispondere a una mia domanda, il protagonista della nostra intervista, Roberto Rocca deve fare una premessa:
“Rispondo alle domande in qualità di responsabile della squadra Annunciazione, ma un elogio e un ringraziamento vanno al presidente Santini Roberto, all’allenatore Santini Stefano, al dirigente Trezzi Alvaro, mai nominato, ma artefice come tutti dei successi di questa squadra”.

 

Ciao Roberto, intanto ti ringrazio per la tua disponibilità e faccio i complimenti a te e alla tua squadra per la splendida annata. Come avete festeggiato questo traguardo?
“Subito dopo il fischio di fine partita sono iniziati i festeggiamenti: fumogeni, foto, maglietta ricordo… Poi sono proseguiti nel bar di Roberto Santini , ma penso che il clou sarà quando parteciperemo alla tre giorni a Salsomaggiore con il Csi all’Open League di fine giugno”.

 

Un campionato giocato fino all’ultimo secondo dell’ultima partita; vi serviva un punto, l’avete conquistato. Che cosa hai provato negli ultimi istanti?
“Paura, teso come tutti, bastava poco per buttare un’annata strepitosa - ci siamo già passati in open C: ultima giornata di campionato, occorreva un pareggio per vincere e invece abbiamo perso 7 a 2 - al fischio finale un’emozione mascherata e una gioia indescrivibile”.

 

Prima di buttarci a commentare il campionato, posso chiederti una breve storia di questa squadra: Annunciazione. Dove si fondano le basi di questa formazione che l’anno prossimo giocherà nel girone di eccellenza?
“Questa squadra è nata nella primavera del 2007 da un’idea di Roberto Santini: mettere insieme alcuni ragazzi dell’89/90 con altri  dell’86, sempre dell’oratorio. Idea azzeccata! Infatti, subito nel primaverile, siamo arrivati nei quarti. Nell’anno successivo 2007/08 come Top Junior abbiamo vinto il campionato, poi per problemi di età e per non perdere il gruppo abbiamo fatto il salto nell’Open C. Abbiamo giocato quattro anni in questo campionato, il più difficile, senza mai andare oltre il terzo posto. Poi nel 2011/2012 la svolta, anche grazie al contemporaneo arrivo del capitano Alex Strafurini, raggiungemmo il secondo posto e, ripescati, siamo saliti in Open B. La stagione seguente 2012/13, solo una grandissima squadra, i 4 Evangelisti, ci ha impedito di arrivare primi, ma è comunque promozione in Open A. Il resto è storia recente: cavalcata straordinaria, prima posizione per quasi tutto il campionato e nuova promozione in Eccellenza”.


Avete già fissato l’obiettivo per l’anno prossimo?
“No, ma sicuramente l’obiettivo principale sarà quello di non sfigurare, e cercare una salvezza molto, molto difficile”.


Un girone d’andata incredibile, se non ricordo male una cosa come 2,4 punti per partita. Una media esagerata! Nel girone di ritorno avete fatto un po’ più di fatica, a un certo punto avete perso il primato, recuperato poco dopo. Poi nelle ultime giornate non avete sbagliato più nulla. Quando avete capito che potevate vincere?
“Esattamente 37 punti con una media di 2,47! Nel girone di ritorno abbiamo pagato questo ritmo esagerato a causa sia dello stress da primato, sia per la molta stanchezza (e una panchina molto corta) sia per le assenze per infortuni vari e anche per le squalifiche. Poi ci siamo ripresi per lo sprint finale dopo la sconfitta in casa con il Gorla e abbiamo conquistato 5 vittorie e il pareggio finale per l’apoteosi.
Dopo il girone di andata, chiuso appunto in prima posizione, ci siamo detti che tra le prime cinque ci saremmo arrivati sicuramente! Ma alla decima giornata di ritorno, dopo la vittoria in trasferta a Ospiate, il contemporaneo pareggio dei 4Evangelisti e il ritrovato primato, abbiamo pensato: solo noi possiamo perdere questo campionato!”.


Secondo miglior attacco e seconda miglior difesa. Aru e Rosano hanno, da soli, confezionato 56 gol, più della metà dei gol totali della squadra, e una difesa guidata dal capitano, Strafurini, sempre pronto. Quale reparto, secondo te, ha fatto maggiormente la differenza e quale giocatore è stato il più decisivo?
“Ha vinto il gruppo, hanno vinto tutti. Con questo non voglio dire che è sempre stato tutto “rose e fiori”, anzi, ci sono stati momenti di sconforto e qualche discussione, ma niente che abbia impedito a questo gruppo in campo, ma anche fuori, di arrivare vincenti alla meta. Tutti hanno fatto il loro dovere quando sono stati chiamati in causa, il duo Aru - Rosano aveva promesso 60 reti, ne hanno fatte 56! Promessa sicuramente mantenuta, ma senza l’aiuto di tutti i componenti della squadra non sarebbe potuto accadere”.


Campionato al fotofinish grazie a due grandi squadre come Baita e 4Evangelisti che hanno terminato il campionato anche loro a quota 65. Uno spettacolo unico, penso di non avere mai visto un campionato concludersi con 3 squadre prime a pari merito. Secondo te, quale delle due è stata l’avversario più duro da affrontare?
“Sicuramente il girone più combattuto. I 4 Evangelisti li conoscevo dall’anno scorso, sapevo che era una squadra forte, quadrata, costante nel rendimento; la Baita non la conoscevo. Quando l’abbiamo incontrata alla seconda giornata mi ha subito spaventato: aveva 14 giocatori, tutti allo stesso livello, una pressione terribile in campo! Abbiamo sofferto maledettamente, ma abbiamo portato a casa un risultato (vittoria) che ha fatto bene al morale, ma da quel momento ho pensato che sarebbe stata una delle favorite per la vittoria finale, poi felicemente smentito, ma avevo visto giusto nel considerarla tale!”.


Ti aspettavi che sarebbero retrocesse Pob Binzago, Cerbattese, Raselp, Apo Vedano e Gorla? Quali sono state, secondo te, le squadre rivelazioni di questo campionato?
“Capitolo retrocessioni: Binzago e Raselp le conoscevo avendole incontrate in anni precedenti, ma non mi aspettavo un campionato così deludente. Dall’Apo Vedano, dopo un buon girone d’andata da 25 punti, non mi aspettavo una caduta così repentina fino alla retrocessione. Gorla sapevo che era una squadra retrocessa dall’eccellenza e l’avevo indicata ad inizio campionato come la favorita d’obbligo. Cerbattese l’avevamo incontrata in Master Cup l’anno scorso in casa nostra e avevamo perso 9 a 8 dopo i calci di rigore e quest’anno è stata l’unica formazione con cui abbiamo fatto 2 punti (due pareggi) strano il destino! Senza togliere niente a nessuno, credo che le squadre rivelazione siano stati i 4 Evangelisti e noi!”.


Ultima domanda: dopo che i ragazzi hanno vinto questo campionato, come verranno premiati?
“Siamo un oratorio, non abbiamo sponsor e risorse finanziarie che ci permettano regali; qualcosa faremo sicuramente, vedi Salsomaggiore Open League calcio A 7”.


E il premio per te?
“Sono loro, i ragazzi, questi bellissimi 7 anni trascorsi con loro tra alti e bassi, la poca voglia di allenarsi, il prendermi sempre in giro con l’ormai famosa frase “non succede, ma se succede” ed è successo! Li ringrazio anche per avermi sopportato, per il non essere mai contento di quello che facevano con le mie tabelle, per le informazioni che davo sulle squadre avversarie con le statistiche, a volte strampalate secondo loro, che facevo. Grazie, un anno indimenticabile!”.


Dopo la premessa, prima di abbandonarci, il nostro intervistato ci saluta:
“Ringrazio Lapo Moscon, i suoi collaboratori, radio Blabla, il Csi che ha permesso la nascita della rubrica “Dritto nel sette” favorendo così la conoscenza del nostro calcio, di tutti i dirigenti e allenatori delle squadre del nostro girone con i quali ho intrattenuto, chi più chi meno, un ottimo rapporto! In bocca al lupo a tutti per il prossimo campionato”.


@LapoMoscon

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