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La sopravvalutata normalità

4 Evangelisti - Anni Verdi

Una domenica di novembre splendida: sole, non troppo freddo, perfetta per un salto al lago, al mare o in qualsiasi luogo di divertimento e di svago. Certo, tutto questo è per la gente normale. Esistono, però, persone che non amano la normalità, anzi, quasi la disprezzano. Tra queste, ci sono delle persone che vivono il calcio come una passione, che attendono la domenica con una tensione e un’impazienza enorme. Non mi riferisco a banali tifosi, bensì a tutti gli atleti e i giocatori del mondo Csi, come, ad esempio, i giocatori di 4 Evangelisti - Anni Verdi. Le due compagini venivano da due momenti diversi, ma l’obiettivo era il medesimo: portare i tre punti a casa.
I padroni di casa li desideravano per allontanarsi dalle zone calde della classifica; gli ospiti, invece, erano desiderosi di dar vita a una nuova striscia di risultati positivi, interrotta settimana scorsa contro l’Osab, e rimettersi in marcia verso la conquista del campionato. Sebbene le attese fossero alte, il primo tempo non regala molte emozioni. La squadra di mister Carena, i 4 Evangelisti, giocano con uno schema molto difensivo, tutti dietro la linea della palla e pronti a colpire grazie a contropiedi e transizioni veloci. Al contrario, gli Anni Verdi cercano di trovare il gol attraverso il possesso e la circolazione del pallone, senza però trovare grandi spazi. La partita prende quest’ andazzo e il pubblico, da sottolineare la cospicua presenza sugli spalti, attende uno scossone; in queste occasioni per sbloccare la partita è necessario o una grande giocata, oppure un calcio da fermo. Ci prova Onano, attaccante dei 4 Evangelisti, con una rovesciata, ma il suo gesto, per quanto bello, risulta poco utile. Nell’ultimo minuto del primo tempo c’è una punizione interessante per gli ospiti: Imbimbo, specialista della squadra, calcia, Maresca risponde prontamente, ma il più veloce a raggiungere la respinta è capitan Gentile che ribatte in rete. 1-0 e subito l’arbitro fischia la fine della prima frazione di gara. Quando le squadre rientrano in campo, ci si aspetta un cambiamento di registro e maggiori occasioni, ma le nostre speranze vengono subito tradite. I 4 Evangelisti rientrano con la medesima mentalità e pian piano la difesa, che bene aveva retto nei primi 25 minuti, palesa difficoltà che subito vengono sfruttate dagli Anni Verdi. Il secondo tempo diventa incubo per una squadra e puro divertimento per l’altra; dopo 10 minuti Imbimbo sigla una doppietta sfruttando, prima, un assist di Paparo e successivamente un calcio di punizione, magistralmente battuto. Nonostante il 3-0, gli ospiti non si fermano e aggiornano il tabellino due volte grazie a Tassatone che prima segna con un bel diagonale di sinistro e, successivamente, assistito da Gianpietro. Dopo il 5-0, i 4 Evangelisti si gettano all’attacco e con Fioretto, imbeccato da Concha, trovano il gol della bandiera. Qui l’arbitro emette il triplice fischio e manda le squadre sotto la doccia. Con questo risultato gli Anni Verdi ritrovano la via della vittoria e, cosa più importante, conquistano il primo posto in classifica grazie al passo falso dell’Osab. L’obiettivo della squadra di capitan Gentile è quello, senza dubbio, di togliere lo scettro alla Nuova Molinazzo, ma non saranno le uniche due squadre a giocarsi la vittoria finale: infatti 5 compagini sono distanziate da soli 5 punti nelle prime posizioni, dunque si preannuncia un campionato esaltante. I 4 Evangelisti, invece, escono ridimensionati da questa sconfitta: i 6 punti nelle ultime 3 partite avevano ridato morale, ma questo altro pesante stop non fa senza dubbio piacere ai ragazzi di via Pezzotti. Da sottolineare il cambiamento, in negativo, rispetto all’anno scorso: i cambi di uomini e categoria sono motivazioni importanti, ma alla squadra di capitan Concha manca quella sicurezza, a tratti spavalderia, che l’anno scorso ha permesso la promozione in Eccellenza. Una volta ritrovata la quadratura del cerchio, l’obiettivo salvezza sarà senza dubbio più vicino. A volte, la soluzione è a portata di mano: basta svestirsi della normalità e dar voce a quella particolare sfumatura, la stessa che porta tutti gli atleti del Csi ogni domenica a lottare come leoni.
@LapoMoscon

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