CSI - Centro Sportivo Italiano - Comitato di Milano

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Gli interventi assembleari ricevuti dalle società

In questa pagina riportiamo gli interventi inoltrati al Csi pochi giorni prima o all'indomani dell'assemblea ordinaria svoltasi il 18 marzo scorso. Riteniamo sia importante capire e conoscere "lo stato d'animo" delle nostre società, circa le tante e troppe difficoltà politiche, fiscali e burocratiche a cui vanno incontro quotidianamente. Per noi è un modo per "dare voce alle società sportive". E voce daremo. Facendoci promotori dei problemi delle realtà di base nelle sedi appropriate. I vostri interventi - ringraziandovi di averceli inviati - sono stati riportati come ricevuti, ovviamente escludendo (per motivi di privacy) il nome degli scriventi.

 

AURORA MILANO

Cercherò di essere schematico per una più facile lettura:

1 - Bandi 2015: che fine hanno fatto? Ho scritto più volte al comune ed ho ottenuto risposte evasive. Saranno onorati gli impegni presi oppure no? In che tempi?

2 - Palestre scolastiche: lo scorso anno è stata attivata una procedura estremamente complessa e inefficace per la gestione delle palestre in carico alla Città Metropolitana causando un ritardo notevole nelle conferme degli spazi disponibili. Abbiamo potuto informare le famiglie solo a settembre riguardo a quali sarebbero stati gli orari di allenamento dei loro figli rischiando anche che molti facessero altre scelte. E' indispensabile poter programmare in tempi molto più rapidi. Come si pensa di risolvere il problema? Mi limito a chiedere informazioni sulla programmazione, perchè vi sarebbero molte altre questioni da affrontare: stato delle attrezzature, pulizie, costi, ecc.

3 - Defibrillatori - abbiamo formato quasi 100 persone e la legge non è mai entrata in vigore. Ora non è più possibile fare formazione a costo zero e ci troviamo a dover rinnovare quasi tutte le abilitazioni, senza contare che tentare di motivare le persone può diventare complicato perchè nessuno crede che la legge diventerà mai operativa. Cosa si farà in questo campo.

4 - Fisco - quando si semplificheranno gli oneri a carico delle società sportive dilettantistiche in questo campo?


SAN MATRONIANO

Due problemi affliggono le ASD

1) Problema economico

2) Problema educativo

Per risolvere in parte il problema dei costi propongo far pagare meno le utenze (Gas - Luce e Acqua) considerando le ASD come una categoria protetta (Es Dializzati a domicilio, ecc.).

Per il secondo problema è necessario che la diocesi si renda conto che nelle nostre società militano migliaia di giovani, che sono un terreno fertile per seminare il Vangelo. Occorre pensare a incontri specifici tra presbiteri e allenatori.


ANNI VERDI 2012

E' necessario prendere consapevolezza del reale "valore" delle nostre società sportive, ciò dev'essere prioritario per istituzioni, federazioni e le stesse società.

La differenza con il mondo professionistico è netta, è perciò necessario un vero riconoscimento delle nostre realtà oratoriane sotto gli aspetti giuridici, fiscali, morali e sportivi.

Sarebbe valorizzante prevedere norme specifiche chiare da rispettare e bandi ad hoc per finanziare le importanti attività svolte sul territorio.

Il servizio di volontariato, che tutti noi svolgiamo ogni giorno in oratorio, ha bisogno di un riconoscimento ufficiale, anche gratificante perché no, perché spesso gli sforzi di allenatori, dirigenti, direttori sportivi e Presidenti di società oratoriane trovano muri invalicabili rappresentati da norme giuridico/fiscali che devono regolamentare tutto lo sport appartenente al CONI.

Altra proposta, già avanzata da una interrogazione parlamentare dall'On. Paolo Cova al nostro Ministro dello sport, il tema è la convenzione-capestro tra la Fidal e gli Eps che “complica” la pratica dello sport, dal momento che la Convenzione prevede la reciproca partecipazione di atleti ad attività agonistica di prestazione organizzata da una delle parti prevedendo il doppio tesseramento;

I tesserati CSI dall’1 giugno 2016, devono essere tesserati alla FIDAL oppure avere la Runcard per poter partecipare alle manifestazioni agonistiche organizzate dalla FIDAL proprio per questa nuova norma introdotta che non apporta nessun beneficio o miglioramento ai partecipanti; il doppio tesseramento sta contribuendo solo ad aumentare il numero dei tesserati alla FIDAL senza un reale aumento dei partecipanti all’attività sportiva, cosa che dovrebbe essere prioritaria.

Chiediamo al Ministro assieme all'On. Paolo Cova, se non ritenga che sia una disposizione che sminuisca il ruolo degli Enti di Promozione Sportiva e la loro capacità attrattiva allo sport di base da parte dei cittadini italiani; se la richiesta del doppio tesseramento diventi una norma che complica la partecipazione all’attività sportiva nell’atletica e non vada nell’ottica della semplificazione e del favorire la partecipazione dei cittadini.


OSBER

Il comune di Milano ha affidato la gestione delle palestre, ex città metropolitana, a FIP e FIPAV con l'impegno di mantenere lo status quo per un anno. Ora l'anno sta finendo e la prossima stagione che spazio avranno le società del CSI, UISP, ACLI... abbiamo un peso specifico per le istituzioni?


RGP PRECOTTO

vorrei far presente la nostra problematica relativa al rumore che provoca la pallavolo all'interno della tensostruttura all'interno del nostro oratorio.

Non vorrei soffermarmi troppo sul problema specifico, ritenendo comunque legittima la possibilità di "lamentarsi" di una problematica, coinvolgendo gli organi competenti.

La questione che vorrei sottolineare è che la pratica sportiva all'interno di un oratorio, venga considerata come una qualsiasi attività produttiva e/o commerciale.

Relativamente a quanto avete intenzione di affrontare, ritengo questo aspetto decisamente grave.


POLISPORTIVA KOLBE

Partendo dall'ottica di una società sportiva come la nostra, che fa riferimento a una realtà oratoriale e che si basa esclusivamente sulla disponibilità di volontariato da parte di allenatori e dirigenti, ci sembra che il problema principale da affrontare quotidianamente sia proprio quello di suscitare e incentivare delle adesioni a un progetto educativo che possa essere sostenuto con continuità nel corso dell'anno. Particolarmente difficile è reperire le risorse umane per tutte le attività gestionali e organizzative (segreteria, magazzino...). Pur convinti che il progetto educativo che sta alla base della nostra esperienza sportiva richieda che non ci sia personale remunerato, ci chiediamo se non sia possibile introdurre delle forme regolamentate di riconoscimento per persone che svolgono un ruolo gestionale strategico per il funzionamento della società sportiva.

A un altro livello voglio segnalare la costante difficoltà nel reperire i fondi per la manutenzione e la riqualificazione degli impianti sportivi, cosa indispensabile per il buon svolgimento della nostra attività.

Società sportive di tipo non commerciale senza fine di lucro hanno difficoltà a trovare fondi e a ottenere finanziamenti, gli impianti in genere sono di proprietà delle parrocchie che devono altresì fronteggiare iniziative altrettanto importanti, con difficoltà a reperire adeguati spazi economici.


FORTES IN FIDE

Sono presidente della Fortes in Fide da 5 anni. Ho iniziato il mio mandato nell'anno del 90° di fondazione della nostra società sportiva, ritirando dal Comune di Milano la civica benemerenza, l'Ambrogino d'oro.

A parte questo breve momento di notorietà, non siamo più stati "attenzionati" dalle istituzioni. Più che bandi per contributi economici che sicuramente fanno piacere, anche se dovrebbero essere erogati più rapidamente (aspettiamo ancora il contributo di due anni fa...), non mi sembra ci siano altre attenzioni. Se si vuole tentare di fare qualcosa sul territorio, la burocrazia è infinita, (mille permessi per poter utilizzare una piazza) e allora si lascia perdere. Una realtà come la nostra che coinvolge più di 400 persone nella zona, non può essere ignorata. A quanti ragazzi diamo un’opportunità? quanti sarebbero disposti a "fare altro", a passare il tempo col cellulare in mano?

Proprio la gestione dei ragazzi di oggi è una delle difficoltà che incontriamo ogni giorno, l'età dell'adolescenza che continua ad anticipare i tempi. Per i nostri dirigenti e allenatori è sempre più problematico portare avanti la squadra, il gruppo, affrontando aspetti educativi e di crescita impegnativi e difficili, anche qui bisogna pensare ad un aiuto perché questa situazione porterà qualche dirigente o allenatore all'abbandono del servizio e renderà difficile trovare altri volontari.

Nella vita di una società sportiva di oratorio è fondamentale la collaborazione con i sacerdoti, deve però esserci un riconoscimento reciproco della volontà di collaborare: io società sportiva voglio essere servizio educativo della Parrocchia ma la Parrocchia deve riconoscere la validità e la presenza di questo "strumento" altrimenti si rischia di convivere e non di condividere.

Da parte del CSI vorrei una maggior attenzione alle vere società sportive di oratorio, in particolare sul campo dove si incontrano realtà di tutti i tipi che sfruttano l'organizzazione CSI semplicemente per fare un campionato a basso costo, mettendo poi in campo il meglio di sè: BESTEMMIE (spesso ignorate dagli arbitri), provocazioni, ecc.

Alle istituzioni vorrei chiedere un futuro con meno burocrazia e più semplificazioni anche fiscali nella gestione delle società sportive, la riduzione dell'aliquota Iva sull'acquisto di materiale sportivo (abbigliamento e attrezzature), riduzione Iva su luce e gas per uso impianti sportivi.

La proposta di una centrale acquisti unica per le società del CSI potrebbe portare a risparmi e agevolazioni nei pagamenti.

Proseguire nel percorso di collaborazioni con le società sportive professionistiche: riuscire a far incontrare qualche atleta "vero" ai nostri ragazzi sarebbe fantastico!


BK PADERNO

Siamo una delle due società di basket del comune di Paderno Dugnano, per noi ogni anno diventa più difficile far fare dello sport ai nostri ragazzi sia per mancanza di sponsor che possano ridurre i costi sia per mancanza di spazi.

Paderno Dugnano a fronte di 10 palestre comunali, una della città metropolitana e due oratoriane, ha 64 società sportive, con un base di tremila atleti, da soddisfare, troppe per i pochi spazi e troppe società che fanno lo stesso sport.

Le istituzioni fanno del loro meglio per consentire a tutte le società di poter svolgere il proprio lavoro ma dall'anno prossimo l'oratorio di Paderno non ci darà più lo spazio per far allenare nella sua palestra tutto il settore minibasket ne consegue che o si arriva ad un accordo di suddivisioni di spazi con le altre società o dovremo dire a 100 ragazzi che alcuni di loro non potranno fare sport nel comune e cercare altri spazi.

Abbiamo cercato di trovare un compromesso col parroco ma lui e' stato irremovibile la palestra serve per il catechismo.

Ora abbiamo tre formazioni di basket che fanno il primaverile quante ne avremo nel prossimo anno?

Il futuro per le nostre società sarà migliore solo se i genitori impareranno che le società appartengono a tutti non solo a chi dona le proprie ore per far divertire i loro figli, che noi non possiamo insegnare il rispetto del prossimo se loro sono i primi a non rispettarlo, che lo sport è sano agonismo ma va fatto con umiltà, “nessuno è nato imparato” come diceva il grande Totò.


CIRCOLO ACLI LAMBRATE A.S.D. - Calcio Femminile

Credo sia importante che non manchi a questo appuntamento che riguarda le sorti del ns. circolo di Lambrate, ove vi sono circa 600 iscritti, e la maggior parte sono anziani, e solo una dozzina di giovani, tra questi le calciatrici che partecipano al campionato invernale e a quello primaverile.

Prima di indicarvi il motivo, che mi ha portato a scrivere il mio intervento, volevo rispondere alle domande da voi poste:

1a) assolutamente no

2a) un paio di anni fa ci allenavamo e giocavamo la partita di campionato all'oratorio di San Martino. Alcune ragazze della ns. squadra facevano le educatrici. Poi la decisione del parroco di non concederci più il campo, per le responsabilità che ricadevano su di lui, in caso di incidenti in campo. Poi dovevano giocare solo le squadre affiliate all'oratorio, potevano giocare solo coloro che appartenevano all'oratorio. Poi non c'era più la disponibilità del campo visto che le squadre "maschili" erano già troppe, e aggiungere un'altra femminile "giammai".

Ma ancor prima di giocare all'oratorio, avevamo la disponibilità al campo dei "Martinitt" di proprietà del Pio Albergo Trivulzio. Scaduto l'affitto della intera struttura (campo di calcio a 11, campo di calcio a 7, tensostruttura per la pallavolo e pallacanestro, tutti a casa, durata terminata, con regolare disdetta. Avevamo chiesto di rimanere con un contratto flessibile, fino a quando detta struttura veniva venduta, ma niente da fare. Ora il tutto sta tranquillamente marcendo, e non c'è alcun compratore. Abbiamo lasciato a casa circa 250 tra ragazzi e ragazze. Poi ognuno/a ha trovato altrove.

Da circa due anni il calcio femminile ha trovato una collocazione presso la G.S. Rondò Dinamo di Sesto S.Giovanni.

Siamo stati accolti molto bene, ma i costi sono ingenti. Tra l'iscrizione ai campionati e costo del campo, la spesa delle ragazze è attorno 4.500 euro a stagione. Il circolo non riesce a sostenere tale attività, anche se partecipa con un suo contributo, per ripianare i debiti.

3a) Non voglio scoprire l'acqua calda, ma il punto precedente risponde alla terza domanda.

4a) Bisogna fare di tutto, affinchè vi siano spazi sportivi a costo zero per l'aggregazione dei giovani, a partire dai più piccoli (ma per loro ci pensano in parte i genitori), fino ai giovani ultra ventenni, che in questo periodo di crisi economica, e di valori veri, trovano conforto con lo sport, trovano amici con lo sport, trovano equilibrio psicofisico con lo sport, e credo che lo sport per i giovani, sia l'antidoto contro la solitudine, contro la droga, l'alcol. Ci sarà un futuro migliore per le società sportive se almeno si riuscisse appunto a costruire un consolidato futuro ai giovani e per i giovani.


ORANSPORT

Le domande sono molto interessanti e offrono sicuramente molti spunti.

Mi sento di dire che le istituzioni purtroppo non mantengono le promesse, fanno la vera e propria parte del politico di turno. In questi anni abbiamo cercato dei contatti con loro, ma sono sempre stati un po' superficiali.

Noi di Oransport abbiamo un problema enorme, gigante... siamo una realtà di oratorio con un grosso bacino di utenza e.... non abbiamo i campi!!! Dipendiamo totalmente dagli spazi che altri oratori in zona ci affittano, spazi con orari scomodi perchè sono gli orari di scarto delle loro attività, giustamente. Affittiamo le palestre di due scuole in zona per garantire gli allenamenti di pallavolo delle nostre squadre. Tutto questo purtroppo permette in tutte le discipline un solo allenamento settimanale, troppo alti i costi e le nostre uniche entrate sono le quote di iscrizione a inizio stagione. Il risultato è che i nostri ragazzi, seppur a malincuore ad un certo punto vogliono qualcosa di più e lo vanno a cercare altrove, noi non possiamo permettercelo..

In zona ci sono terreni lasciati alle erbacce, zone abbandonate dove potremmo in collaborazione con le istituzioni creare degli spazi, ma ogni volta che ci facciamo avanti... purtroppo la musica è sempre la stessa..

I nostri ragazzi e le loro famiglie meritano un trattamento migliore, noi ce la mettiamo tutta, ma così è davvero difficile...

Carissimi signori delle istituzioni comunali, prendiamo quel terreno in via Govone, recintato, dove 2 volte l'anno tagliate l'erba quando diventa alta 2 metri... costruiamo un bel centro sportivo insieme. E che ci vuole. In 35 anni che abito lì vicino ho visto quel luogo sempre e solo abbandonato. Mi pare un grosso spreco e i ragazzi della zona, dell'oratorio sarebbero strafelici di poter avere un luogo di aggregazione di casa, senza dover girare sempre tutti i campi della zona...


POLIPSORTIVA VIRTUS BOVISIO MASCIAGO

In relazione alla mia esperienza, ritengo che le istituzioni siano attente al mondo dello sport con modalità a "geometria variabile". Avendo partecipato, nel mio comune, alla costituzione della Fondazione dello Sport, dal 2001 ad oggi ho avuto la possibilità di incontrare le diverse coalizioni politiche che si sono susseguite, e ho costatato che vi sono sensibilità contrastanti nelle scelte d'investimenti economici nell'ambito sportivo, ad esempio è meglio fare una scuola nuova o rifare il campo sportivo? La cultura dello sport come educazione sportiva purtroppo non è da tutti recepita allo stesso modo. Infatti fino allo scorso anno vi erano dei contributi comunali che venivano erogati alle società sportive, in relazione a quanti bambini/e facevano parte delle società, da quest'anno sono stati tagliati.

Abbiamo proposto la gestione in comodato gratuito delle strutture, facendo noi (Fondazione dello Sport) tutti gli interventi di manutenzione ordinari, ma non è stata accettata. Questa potrebbe essere una soluzione ai problemi finanziari delle amministrazioni pubbliche.

Non va dimenticato però che lo stesso problema vi è anche in ambito Oratoriale, perché se per quattro anni la mia società non ha potuto giocare in oratorio, mentre ora ne è ritornata in modo importante, è dipeso da scelte individuali e personali. Perciò si può considerare che il problema non è chi porta l'abito Talare o il vestito del Politico, ma le persone se vogliono credere nell'importanza dello sport in un contesto complessivo, a quel punto sono molte le cose che si possono fare.

In aggiunta vi è una differenza sostanziale nell'affrontare i problemi istituzionali tra l'area milanese e quella di Monza e Brianza, dove ci sono 55 comuni con diversità di valutazioni e una Provincia senza nessun potere operativa in questo ambito.

Sarebbe quindi importante creare con maggior forza un lavoro mirato su quest'area, coinvolgendo con forza le società partendo in primis dai presidenti, che devono prendersi la responsabilità di fare pressioni istituzionali con una impostazione e una logica comune, non pensando ad interessi di parte (parlo di quelli sportivi), sfruttando le importanti esperienze che ognuno ha fatto e potrà mettere a disposizione degli altri.

Non voglio poi dimenticare che per le nostre società la burocrazia è diventata una zavorra sempre più complicata.

Sono contento di tutte li disponibilità organizzative e operative che il CSI ci mette a disposizione, però non possiamo permettere che questo si trasformi in un business assicurativo, non può e non deve essere nè il progetto nè il fine di tutti noi.

Infine voglio ringraziare la grande disponibilità di tutti gli operatori del CSI, che ogni giorno sono a disposizione per risolvere i problemi "tecnici e amministrativi" che possono capitare.

Dopo vent'anni che sono in ambito CSI, va riconosciuto l'innalzamento qualitativo che si è sviluppato, e lo dico con esperienza personale visto che come società siamo affilati anche alla FIP, e non ho fino ad ora riscontrato le stesse professionalità, anche se stanno migliorando.


USSA ROZZANO

Mi sono preso diverso tempo prima di decidere se rispondere all'invito di lasciare un contributo in vista dell'assemblea di sabato mattina, ed eventualmente cosa scrivere.

Venendo al pratico.

Rispetto a tantissime altre società sportive del nostro comitato, penso che la mia USSA sia un po’ più fortunata per quello che concerne i rapporti con le istituzioni. Al Sindaco di Rozzano "do del tu", probabilmente i rapporti creati con le giuste persone dell'amministrazione comunale negli anni passati hanno reso meno difficile questo aspetto.

Sicuramente, all'interno di Rozzano ci sono altre società sportive di federazione che godono di più attenzione, visibilità... fa parte, presumo, del gioco, ma non ho veramente motivo di lamentarmi.

I problemi iniziano ad esserci quando si parla di strutture sportive, manutenzione, gestione dei lavori... il contatto diretto a cui facevo riferimento prima ci da modo di avere sempre un interlocutore fisso a cui rivolgerci in caso di bisogno, ma l'iter che porta poi dalla mia segnalazione all'esecuzione reale dei lavori è spesso infinito. Sopralluoghi, preventivi, modifica della richiesta... per sostituire un faro del campo da calcio siamo stati in ballo 4 mesi! I lavori vengono comunque sempre fatti, non mi posso assolutamente lamentare. Spesso mi sento dire che "non ci sono soldi"... e il reale problema di Rozzano è proprio questo, ma non è questa la sede per parlare di come vengono amministrati i fondi comunali nella nostra città... quindi se mi chiedete se le istituzioni sono attente alle richieste delle Asd... la mia risposta è un Sì, conscio però come detto del fatto che in una città medio-piccola, seppur con molte realtà sportive, è a mio giudizio più facile tenere sotto controllo questi aspetti. Se ho bisogno di un intervento sul campo alzo il telefono e chiamo il Sindaco... e so che il lavoro viene comunque preso in carico... mi chiedo se le società sportive di Milano centro hanno questa stessa mia... fortuna.

Parlo di CSI, ora. E metto sul piatto, per ora, 2 argomenti caldi ai quali non ho mai avuto una risposta soddisfacente ma che mi sto rendendo conto essere delle grandi incognite su più fronti, oltre che motivo di "mal di pancia" più o meno dichiarati. Farò esempi pratici, considerazioni generali ed esprimerò i miei commenti a riguardo...

La scorsa estate, in fase di programmazione delle attività sportive, ho avuto un grandissimo problema di formazione squadre per via del "taglio" della classe 2002, inglobata con i maggiore età dei 2001. Ho toccato 3 squadre, rimescolato gli atleti in modo da creare 3 gruppi omogenei con al massimo un anno di differenza, ho dovuto giustificare a più di 50 famiglie e a tutti i ragazzi il "perchè non potevano proseguire a giocare con i loro compagni di squadra con cui stavano insieme da 4, 5 o 6 anni". E' andata bene, le squadre viaggiano per conto loro, i gruppi e le amicizie si creano di nuovo, i ragazzi fanno il tifo per la squadra dell'amico.

Quando mi sono trovato a gestire la questione la scorsa estate, ho scritto una mail alla direzione tecnica, ricevendo la risposta che "le categorie sono fissate a livello nazionale" e che "è sempre stato così".

Bene, vero, probabilmente non essendomi mai trovato a gestire una situazione così posso anche essere andato in ansia poiché il mio obiettivo era ovviamente quello di non perdere ragazzi.

Eppure mi chiedo anche ora perché "è sempre stato così"... io ritengo assolutamente necessario e di primaria importanza che almeno fino ai 17/18 anni debba essere data la possibilità a tutti i ragazzi, di tutti gli sport, di gareggiare contro i propri coetanei! Mi spiego. Fino ai 17 anni devono essere previste categorie di tutte le annate (che ovviamente al loro interno "ammettono" ragazzi di 1 o 2 anni più giovani). Nel mio ideale quindi a settembre, mi aspetterei di trovare categorie di tutti gli anni, dal 2011 (Primi-Calci) ai 2000, che nel 2018 compiranno appunto 18 anni. E invece, se si rispetta il trend consueto della programmazione, la classe 2003 verrà "tagliata" ed inglobata in quella dei 2002...che a loro volta sono appena stati inglobati dai 2001! E di nuovo quindi ci sarà da "scervellarsi" per riorganizzare le squadre...

In soldoni: vanno previste categorie di tutti gli anni, che seguano la crescita dell'atleta dai 6 ai 17 anni. E la risposta "è sempre stato così" purtroppo non la accetto. Perché la squadra di calcio che in un campionato invernale finisce ultimissima in classifica e che incassa 209 gol poiché composta da ragazzini fuori età... anche se dal prossimo settembre tornerebbe a giocare nella "giusta categoria"... non ci sarà neanche più... Se viceversa, che sia CSI Nazionale o Provinciale, si ritiene giusto proseguire con questo trend del "taglio delle annate" poiché "è sempre stato così"... mi rassegnerò a dover mescolare le carte degli atleti, come fossero figurine, anno dopo anno, e si continueranno ad avere le formazioni che incassano cascate di gol, arriveranno presto a stufarsi e a mollare quella squadra, quella società, o addirittura...lo sport...

2° punto, per me cruciale, ma sarò breve... Il CSI è una realtà clamorosamente grande. Se solo su Milano contiamo 75mila tesserati (!!!), 2100 squadre... sono state pianificate migliaia di partite... Che bisogno abbiamo di ammettere nelle "nostre" competizioni anche i ragazzi e le società che giocano in federazione? Potrà sembrare un discorso egoistico, ma francamente, dal momento in cui esistono altrettanti campionati Figc "o quel che è" per queste società e ragazzi...

Teniamo le cose separate! Posso capire che la missione del CSI è quella di ammettere tutti e altri bellissimi discorsi del genere... Ma quando una squadra di ragazzi CSI perde 9-0 una gara contro ragazzi di pari età, ma tutti tesserati per la federazione... mi dite gli uni e gli altri cosa hanno imparato da questa partita? Che obiettivo è stato raggiunto? Che quelli del CSI sanno di essere "più scarsi" rispetto agli altri...

Inoltre, gli obiettivi, gli ideali, le finalità di moltissime squadre CSI non coincidono neanche minimamente con quelli delle squadre di federazione (selezione, vittoria a tutti i costi...). Sempre a mio modestissimo avviso, intendiamoci... le 2 realtà sono diverse e come tali vanno gestite!

E' ovviamente scontato, a capo di tutto questo discorso, che mi reputo veramente fortunato a vivere nel quotidiano la realtà dello sport, dell'oratorio e la realtà del CSI. Sono certo che il "pregiudizio" che fa vedere e reputare ancora agli occhi di molti il CSI come una realtà minore, verrà presto estirpato...

E sarà quello, per me, il vero momento di rivincita delle società sportive!


G.S. BRESSO 4

Ritengo opportuno sollecitare l'iter della Legge sullo Sport che, sul modello della proposta Molea-Fossati: introduca un regime agevolato particolare e specifico per le a.s di base e di oratorio; assegni una certificazione Etica che sancisca la concreta valorizzazione delle a.s. nell’ambito dell'ottenimento di contributi economici; permetta sgravi burocratici/fiscali per la gestione di impianti sportivi; approvi l’estensione del regime di esenzione dall’imposta di bollo e l’innalzamento del tetto previsto per la deduzione delle spese per gli sponsor e per i committenti di prestazioni pubblicitarie; ottenga l’emanazione di un testo unico sullo sport che raccolga e riordini il nostro mondo.

Il CSI dovrà essere garante della promozione dell'attività fisica a vantaggio della salute, l'istruzione e la formazione, il volontariato e le organizzazioni sportive senza scopo di lucro, l'inclusione sociale nello sport ed attraverso lo sport, il finanziamento sostenibile dello sport di base.

Maggiore attenzione anche a bandi che riguardino la Provincia e non solo il Comune di Milano.


PO CESANO BOSCONE

Sono l'allenatore della u12 volley, il mio suggerimento per la prossima stagione è di tenere conto dei piazzamenti nei campionati precedenti al momento di fare sorteggio per la costruzione dei gironi, nominare delle di teste di serie che dovrebbero essere inserite in gironi diversi affinché non si verifichino situazioni come nel campionato attuale pallavolo u12 dove ai quarti di finale di Coppa su 8 squadre 5 erano del girone C e in semifinale di 4 squadre 3 del girone C. Credo che sia più corretto che il livello si alzi man mano che si proceda ma in maniera omogenea in tutti i gironi.


GS OSA

In linea del tutto generale, non crediamo che le istituzioni siano molto sensibili alle esigenze delle piccole società sportive come le nostre. Prova ne è l'esagerata burocrazia cui deve fare fronte una ASD per essere in regola fiscalmente/legalmente; non si tiene conto che, pur essendo qualificati come "società sportiva", siamo invece piccole realtà locali che attraverso lo sport di base si prendono cura dei problemi di quartiere e cercano di preoccuparsi ad educare le nuove generazioni. Nel nostro caso possiamo però dire che le autorità locali cittadine abbiano capito le nostre esigenze e ci sono venute incontro per ampliare la nostra struttura permettendoci quindi di ospitare un maggior numero di squadre/ragazzi.

Senza dubbio i maggiori problemi che noi affrontiamo riguardano il reperimento di volontari "convinti ed affidabili" per svolgere la nostra attività e condividiamo appieno i messaggi di cui si fa promotore il CSI verso le istituzioni.

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